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Album Review

Matthias Schriefl: Geläut

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Matthias Schriefl: Geläut
La scena della musica improvvisata nell'area germanica, molto prolifica dagli anni Sessanta dello scorso secolo, con musicisti quali Manfred Schoof, Peter Brötzmann, Alexander von Schlippenbach, Gunter Sommer, trova oggi in Matthias Schriefl un degno erede, certamente un protagonista la cui personalità è in grado di reggere il confronto con quella gagliarda generazione di creativi.

Un temperamento versatile, sempre pronto ad affrontare nuove sfide, mettendo a reagire generi e idee in alchimie originali, creando nuovi percorsi con materiali ben collaudati. Nel suo approccio troviamo grande senso dell'ironia, inesauribile curiosità, attenzione e rispetto nei confronti delle radici.

L'ironia è in evidenza nell'apparato fotografico che correda la bella confezione del CD. Fin dalla copertina, che sfoggia l'eloquente titolo di Geläut, scampanio. Schriefl sta seduto in equilibrio precario sulla struttura lignea che regge una batteria di nobili campane, imbocca la tromba con spavalda concentrazione e con una mano regge un battacchio, nel gesto di percuotere una delle campane. Nel mondo vorticoso del musicista, i contrasti dei suoni si accompagnano ai colori del suo estroso abbigliamento, lo scintillio delle campane incontra il baluginare delle sue idee in costante fermento.

Il gioco estroso ed estroverso di Schriefl è però assai rigoroso e serio, come sa chi conosce e apprezza il musicista originario della regione germanica dell'Algovia, nel margine settentrionale dell'arco alpino. Lo dichiara a chiare lettere, anzi a chiari suoni, l'incipit di questo CD, nel quale la musica si fonde allo scampanio della cittadina austriaca di Straden, luogo dove si è svolto il primo concerto della band, che porta lo stesso nome di Geläut. Seguendo la narrazione del musicista, si può immaginare che quel primo concerto sia stato una vera e propria installazione sonora, con la possibilità da parte di Schriefl di telecomandare tutte le campane della città, in accordo con la musica del gruppo.

Spicca, all'ascolto della registrazione, il lavoro che amalgama al suono delle campane di varie città di tutta l'area germanofona, un organico strumentale singolare e ricco di sfumature, in cui alla tromba e flicorno del leader si uniscono gli altri ottoni (in particolare tuba e trombone) suonati da Johannes Bär, i due violoncelli di Susanne Paul e Mathilde Vendramin e la vocalità di Sarah Buechi. Il secondo brano ha l'intensità della preghiera, mettendo in scena la composizione di Franz Schubert "Gott ist mein Hirte." Qui non entrano campane, nell'arrangiamento schietto di Schriefl, ma si incontrano il senso profondo e la motivazione di questo lavoro, espressi in modo eloquente nelle note di copertina.

L'estro compositivo di Schriefl ha modo di balenare in "Straden Party," dove la Stimmung festaiola tocca sapidi episodi di folklore alpino, in particolare nello scambio di battute con la formidabile tuba di Bär. Un'atmosfera che torna con sfumature diverse e sbarazzine in "Cologne Bridge," dove spiccano la sintonia tra gli ottoni e il gioco virtuoso con la voce e le campane. Nelle note di copertina, il trombettista riferisce la suggestione dell'ascolto delle campane di tutta la città di Colonia, durante il periodo del lockdown, privo dei rumori di traffico e quotidianità.

Nel corso dei quattordici brani, numerosi sono gli episodi più sperimentali, dall'austero "Peterstahl," dove baluginano gli echi del blues, al mesto "Görisried," in cui spiccano ancora l'uso virtuosistico della voce e gli impasti strumentali di una incisiva scrittura orchestrale. Tra gli altri pezzi, si segnala ancora l'andamento malinconico di "Mérida," il nome di una città messicana. Qui il lungo tema, disteso e articolato, riflette un'atmosfera malinconica, che sembra riferirsi ad ampio raggio all'America Latina, per certi versi al Charlie Haden della Liberation Music Orchestra. Il CD si chiude con un intenso corale, dove gli umori si mescolano con sensibile profondità. Prezioso sigillo di un eccellente lavoro.

Track Listing

Straden alle Kirchen; Gott ist mein Hirte; Liad fiard Angelika; Straden Party; Konstanz Dachreiter; Mérida; Cologne Bridge; Peterstahl; Straden Hauptfarrkirche; Görisried; Konstanz ULF; Maria Rain, Die dicke Pummerin; Choral.

Personnel

Matthias Schriefl: flugelhorn; Johannes Bär: tuba; Sarah Buechi: voice / vocals; Susanne Paul: cello; Mathilde Vendramin: cello.

Additional Instrumentation

Matthias Schriefl: trumpet, accordion; Johannes Bär: trombone, alphorn; Mathilde Vendramin: voice.

Album information

Title: Geläut | Year Released: 2022 | Record Label: resonando

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