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Fred Frith & Cosa Brava
Un altro appuntamento importante nell'ambito dei concerti che mensilmente il Pole Sud di Strasburgo ha offerto al pubblico, sempre numeroso e fedelissimo: Fred Frith ed il nuovo quartetto Cosa Brava, giovedì 3 aprile. Cosa dire di una leggenda che continua a suonare cercando di esplorare la materia sonora per tirarne fuori tesori nascosti che solo lui sa dove scovare?
Lo ricordiamo in tanti progetti, in USA ed in Europa, lontani e recenti, tutte esperienze fondamentali della musica contemporanea. Dal gruppo Henry Cow alle collaborazioni con Derek Bailey, Tom Cora, Bill Laswell, in gruppi come Material, Massacre (una fondamentale esperienza sul possibile uso del rumore), Art Bears, bassista con i Naked City di John Zorn, ed adesso i Cosa Brava, quartetto messo insieme a musicisti già noti nell'ambito della musica improvvisata: Zeena Parkins alla fisarmonica, tastiere e macchinari elettronici, la violinista Carla Kihlsted e Matthias Bossi alla batteria.
La serata è cominicata presto, alle 18:00, con la proiezione dell'ormai storico film Step Across the Border, seguito da una discussione con i presenti. Poi il concerto, in cui il quartetto ha avuto modo di presentare ampiamente i risultati delle proprie ricerche. Zeena Parkins, che proviene dalla lunga esperienza con il trio di Ellery Eskelin, ha ampliato con tanti effetti la già ampia gamma di colori a disposizione. Le tastiere hanno a tratti tirato fuori atmosfere prog, arricchite dalla voce della violinista. Ma non sono mancati i momenti in cui il rumore ha avuto la meglio, organizzato da Frith in veste di infaticabile architetto cui nulla sfugge, in possesso di una forza centripeta che attira a sè forze apparentemente abbandonate a sé stesse. A tratti sono anche apparsi ritmi di tipo orientale, in un collage che ha reso la musica di ampio gradimento presso un pubblico eterogeneo di tutte le età.
Matthias Bossi ha continuato a martellare con i suoi ritmi gli scombussolamenti che le chitarre di Frith agitavano per l'aria. Ed il violino della Kihlstad ha approfittato degli effetti elettronici aggiunti per confermare la sua presenza, evitando di affogare tra i tanti suoni sfoderati dietro di lei. Con due ore di musica e due bis richiesti a gran voce Frith ha chiuso un concerto - chiamando sul palco ad accogliere gli applausi anche il geniale tecnico del suono dietro il banco di missaggio - di grande spessore, a conferma della sua innata curiosità intellettuale e la conferma che per lui esiste solo la ricerca dietro ogni possibile confine, dall'improvvisazione radicale al prog, dal punk al free.
Foto di Claudio Casanova
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