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FME - Free Music Ensemble
Musicus Concentus. Tradizione in Movimento. Firenze, 13.10.2006
Attivo ormai da cinque anni, il trio FME (Free Music Ensemble) del sassofonista e clarinettista Ken Vandermark è formazione molto libera, caratterizzata da una sofisticata gestione dei suoni, all’interno di atmosfere anche molto diverse tra loro, ma che dipende fortemente dal difficile equilibrio tra intensità ritmico-dinamica e impasto timbrico.
Nel set proposto alla Sala Vanni, secondo concerto della serie autunnali del Musicus Concentus, le cose per il trio hanno funzionato tutto sommato bene laddove la dinamica era contenuta e perciò gli intrecci tra le brevi frasi delle ance, gli artifici del contrabbasso e le poliritmie della batteria potevano essere ben apprezzate. Viceversa, quando i tempi e l’intensità sonora si alzavano, gli impasti diventavano meno comprensibili e tutto si trasformava in un magma tanto rumoroso, quanto piatto.
Quest’effetto è stato aggravato dalla prestazione del batterista Paal Nilssen-Love: eccellente nell’interagire creativamente nei passaggi più sospesi e soffusi, Nilssen-Love è stato infatti incapace di misurare i suoi interventi al crescere della dinamica, “coprendo” quasi interamente non solo il contrabbasso di Nate McBride, ma anche il povero Vandermark, che aveva un bel soffiare nei suoi sax: specie nei brani in cui figurava al baritono, entrambi i partner del batterista avrebbero potuto tranquillamente scendere e lasciarlo suonare da solo, non si sarebbe apprezzata la differenza.
Peccato, perché Vandermark è sembrato non mancare di propositività ed enfasi ritmica, forse difettando un po’ solo nella creatività dei soli: nei temi più roboanti si sentiva qualcosa delle proposte del compianto Tom Chapin, del quale però Vandermark non ha la ricchezza improvvisativa. Ma, anche qui, ad aver potuto ascoltare di più quel che si nascondeva sotto il rullare delle casse, forse il giudizio sarebbe diverso.
Ottima la prova di Nate McBride, felice in ogni spazio in cui si sia trovato in primo piano, eccellente nelle fasi di dialogo paritetico con i partner, capace nello sfruttare lo strumento sia in modo convenzionale - ottimo il suo suono - che creative.
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