All About Jazz

Home » Articoli » Album Review

0

Albert Ayler Quartet: European Radio Studio Recordings 1964

Giuseppe Segala By

Sign in to view read count
Albert Ayler Quartet: European Radio Studio Recordings 1964
Cosa si può aggiungere alle precise, esaustive note discografiche stilate nel gennaio 2016 da Andy Hamilton per questa splendida edizione delle registrazioni radiofoniche di Albert Ayler effettuate in studio e in concerto nel 1964? Certo, aggiungiamo qualche nostra considerazione a questo ascolto tuttora straordinario di materiali già in precedenza pubblicati, scelti ora dalla svizzera hatOLOGY per European Radio Studio Recordings 1964, ma ribadiamo prima alcuni concetti e informazioni delle note di copertina di questo imperdibile CD.

In primo luogo sottolineiamo che il 1964 è opportunamente definito da Hamilton "annus mirabilis" per Albert Ayler. Pochi mesi prima di queste registrazioni, il 10 luglio, fu inciso per l'etichetta di Bernard Stollman, la ESP —Disk, Spiritual Unity, dal trio con Gary Peacock e Sunny Murray. Disco che segnò la storia del jazz, non solo free. Sette giorni dopo fu registrato New York Eye and Ear Control, colonna sonora dell'omonimo film di Michael Snow, con il trio che si allargava alla presenza di Don Cherry, John Tchicai e Roswell Rudd. Altra pietra miliare. Il trio con Peacock e Murray, aggiungiamo noi, era già stato registrato dal poeta Paul Haines, in un concerto del giugno dello stesso anno al Cellar Café di Manhattan, pubblicato nel 1975 come Prophecy.

Tutte queste registrazioni evidenziano lo stato di grazia di Ayler e del trio che funge da perno alla musica. Quelle europee in oggetto, di settembre e novembre, effettuate rispettivamente negli studi della Radio Danese e in concerto a Hilversum, in Olanda, vedono ancora la presenza di Cherry. Un'accoppiata eccezionale, cui accenneremo in seguito. Prima vogliamo rimarcare l'eccellenza delle registrazioni, resa ancora più evidente dall'alta qualità di questa edizione. Intendiamoci, non è un discorso da audiofilo: qui si tratta di mettere in risalto uno dei suoni più incredibili mai tratti da un sax tenore. Chi lo ascoltò dal vivo, musicista o appassionato, ne rimase folgorato, come sappiamo.

Scusate se è poco: la bellezza della registrazione, nel caso di Ayler, è fondamentale. Non sarà mai all'altezza di chi lo ascoltò dal vivo, ma in questo caso il supporto discografico fa il suo dovere. Ci si permetta però di focalizzare l'attenzione anche sul sound di Peacock: il rapporto tra il suono del sax tenore e quello del contrabbasso è qui tra i più belli, intensamente dialoganti di tutta la storia del jazz. Dove il sassofonista lacera, urla, sfilaccia il suono alla ricerca di melodie spontanee e primordiali, Peacock ricama contrappunti liberi e potenti. Si sente completamente libero da una scansione regolare e articola, tratteggia linee, indaga sonorità, timbri con inesauribile fantasia e creatività. Il risultato è tellurico.

La collaborazione fu breve, ma dobbiamo essere grati alla sensibilità di questo contrabbassista che allora lavorava regolarmente con Miles Davis e Bill Evans, il quale decise di bussare alla porta di Sunny Murray, perché voleva suonare con Ayler. Non c'è nulla da aggiungere, se non che è il caso di ascoltare. La batteria di Murray in questo contesto è funzionale, sganciata dal beat regolare, intenta a stendere un fondale con pennellate a volte nervose, altre volte potenti. Certo: nessuno aveva mai suonato così, prima di allora.

E veniamo infine al connubio tra Ayler e Don Cherry. La cornetta si insinua nelle dinamiche del trio senza alterarne gli equilibri. Arricchisce, piuttosto. Anche in questo caso assistiamo a una sottilissima empatia con Ayler. I due strumenti aderiscono negli unisoni, si separano in traiettorie proprie e complementari dove la musica si fa più accidentata. Cherry mostra sublime reattività nel punteggiare la musica, introduce la propria agilità ritmica sgusciante, aggraziata, con effetti dirompenti. Delizioso e struggente è il suo apporto compositivo di "Infant Happiness," in un repertorio naturalmente incentrato sui potenti cavalli di battaglia di Ayler. Dove spiccano con forza antologica "Angels," "Ghosts," "Spirits," "Saints."

Track Listing

Angels; C.A.C.; Ghosts; Infant Happiness; Spirits; No Name; Vibrations; Saints; Spirits.

Personnel

Albert Ayler: sax (tenore); Don Cherry: cornetta; Gary Peacock: contrabbasso; Sunny Murray: batteria.

Album information

Title: European Radio Studio Recordings 1964 | Year Released: 2016 | Record Label: Hat Hut Records

Tags

Shop Amazon

More

Read Pistils
Pistils
Rajiv Jayaweera
Read Hero Trio
Hero Trio
Rudresh Mahanthappa
Read Duo from the Heart
Duo from the Heart
Abbey Radar and John McMinn

All About Jazz needs your support

Donate
All About Jazz & Jazz Near You were built to promote jazz music: both recorded and live events. We rely primarily on venues, festivals and musicians to promote their events through our platform. With club closures, shelter in place and an uncertain future, we've pivoted our platform to collect, promote and broadcast livestream concerts to support our jazz musician friends. This is a significant but neccesary effort that will help musicians now, and in the future. You can help offset the cost of this essential undertaking by making a donation today. In return, we'll deliver an ad-free experience (which includes hiding the bottom right video ad). Thank you.

Get more of a good thing

Our weekly newsletter highlights our top stories and includes your local jazz events calendar.