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El Gallo Rojo + Chris Speed

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Musicus Concentus, Tradizione in movimento

Firenze, Sala Vanni, 20.10.2006

Serata italiana (seppur con un illustre ospite statunitense come Chris Speed) al Musicus Concentus, con uno dei gruppi più apprezzati dell’attuale scena nazionale: El Gallo Rojo. La formazione, in verità, è la “All Star” dell’omonimo collettivo di musicisti, che - per una etichetta che ancora una volta ne condivide il nome - ha già prodotto numerosi ed interessanti lavori per formazioni diverse.

Questo gruppo, in pratica un doppio quartetto per completare il quale è stata richiesta la presenza come “ospite” di Speed, è nato per rappresentare il collettivo in modo organico, ma è poi diventato una splendida realtà che sta attualmente impegnando i musicisti in modo sempre più intenso.

Le ragioni divengono evidenti ascoltando il concerto. In primo luogo, i (numerosi) brani del repertorio proposto sono ciascuno il frutto del lavoro compositivo dei diversi componenti dell’organico. Il fatto poi che, nonostante le molte mani, il complesso del concerto abbia mostrato grande coerenza stilistica, dimostra da un lato l’indubbio feeling tra i musicisti, dall’altro il lavoro di adattamento che vi è alle spalle. Proprio quest’ultimo è un’altra ragione che spiega la crescente importanza del gruppo per gli stessi suoi membri: il modo di stare sul palco dei musicisti palesava infatti quanto gusto essi provino per questa musica potente e articolata, ora esplosiva, ora riflessiva.

La struttura di base della proposta di El Gallo Rojo, così come è emersa sul palco della Sala Vanni (forse non il migliore possibile per un gruppo del genere, per i suoi rimbombi e per la mancanza di amplificazione, e che tuttavia non lo ha penalizzato molto, segno di un notevole equilibrio tra le parti), vede una marcata centralità della ritmica - i due contrabbassi, di Danilo Gallo e Stefano Senni, e le due batterie, di Zeno De Rossi e Massimiliano Sorrentini - con l’apporto della chitarra di Enrico Terragnoli e le tastiere e l’elettronica di Alfonso Santimone. Sul tessuto elaborato da quest’organico, intervengono le due ance - perlopiù sax tenore, in alcuni brani clarinetto - di Francesco Bigoni e Chris Speed. Quel che però si inserisce originalmente e, diciamo così, “trasversalmente” in questa struttura è il fatto che le tre coppie di strumenti lavorano in modo molto simile l’un l’altra, quasi come se fossero ciascuna un solo strumento, però molto più duttile e sofisticato. In tal modo, sono rari i momenti in cui un singolo strumento prende l’assolo, che perlopiù viene preso assieme dalla coppia, senza però che esso venga condotto all’unisono, bensì lasciando che ciascuno degli strumenti della coppia si esprima a proprio modo, sebbene a fianco dell’altro.

Inserito in una musica spesso avanzante ad ondate progressive, sospinta a turno dai due contrabbassi o dalle due batterie e sulla quale i due sax sono liberi di fare una sorta di surf in pieno vento, l’artificio dell’uso degli strumenti accoppiati ha mostrato notevole efficacia e originalità. Tanto più che ogni coppia presentava al suo interno marcate differenze stilistiche ed espressive, evidenti specialmente nelle due batterie - più aggressivo e tradizionalmente ritmico Sorentini, più delicato, attento agli stacchi, quasi melodico De Rossi - e nei due sax - più rotondo e dedito all’espressività sui toni alti Bigoni, più aspro e “scuro” Speed.

Un concerto quindi riuscito e interessante, segno emblematico della vivacità della scena sperimentale del nostro paese.

Foto di Claudio Casanova (F.Bigoni)


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