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Couperin - Murail - Gardella - Fedele / Divertimento Ensemble

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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François Couperin - L'art de toucher le clavicin Tristan Murail—La Mandragore Federico Gardella—Di rami e radici Ivan Fedele - Due notturni con figura Teatrino di Corte della Villa Reale - Monza - 31.01.2009

In un periodo di drastiche riduzioni dei contributi pubblici agli eventi culturali, è da salutare con sollievo la ripresa di "Rondò," la stagione musicale del Divertimento Ensemble, che, approdata alla sesta edizione, continua a svolgersi tra Milano e Monza. Introdotto da una degustazione di vini della pianura padana e dal sempre illuminante confronto con i compositori, curato da Francesco Leprino, il secondo appuntamento della stagione offre, nel suggestivo Teatrino di Corte della Villa Reale, il consueto accostamento tra classicità e creatività contemporanea.

Spetta a Maria Grazia Bellocchio, forte della notevole esperienza interpretativa maturata nella musica d'oggi, affrontare un repertorio decisamente eterogeneo, cominciando dalla raccolta dei Préludes di François Couperin. Gli otto brani, inseriti dal compositore nell'Art de toucher le clavecin, opera didattica edita nel 1716 e divenuta fondamentale per l'esecuzione della musica clavicembalistica francese, risuonano al pianoforte in tutta la loro raffinatezza timbrica, grazie all'esecuzione assai espressiva, che bene ne evidenzia l'agogica spesso lenta e percorsa da una melanconia latente.

L'atmosfera diventa misteriosa nella "Mandragore," in cui Tristan Murail applica alla scrittura pianistica i principi del cosiddetto spettralismo, derivando la forma complessiva da cinque accordi e traendo inquieti colori armonici da "Gibet," secondo movimento del raveliano "Gaspard de la Nuit". Il compositore di Le Havre, raccogliendo, sotto altra forma, la cupa tensione degli accordi ripetuti, recupera la magia di questa pagina e ne rinnova la linfa vitale, non diversamente dalla mandragola che, secondo la leggenda, cresce sotto la forca degli impiccati, alla quale alludeva Ravel. Un clima diverso, ma non meno ricco di fascino, abita la prima esecuzione del lavoro commissionato dal Divertimento Ensemble al trentenne compositore milanese Federico Gardella. La formazione pianistica dell'autore (già allievo di Corghi e Solbiati, le cui opere vantano interpreti di prestigio come Benny Sluchin, Irvine Arditti e i Neue Vocalsolisten Stuttgard) emerge in "Di rami e radici," nel quale appaiono materiali archetipali quali l'accordo e le note ribattute, la cui reciproca contaminazione germina in una crescente complessità. Ispirato agli immaginifici labirinti di Italo Calvino, il brano confonde via via le sonorità tradizionali del pianoforte con la percussività restituita dall'inserimento di oggetti nella cordiera , sino a convertirle completamente nell'alter ego "preparato," quando, nel finale martellante, riaffiorano, trasfigurati, i gesti iniziali.

Di diversa natura è la metamorfosi perseguita da Ivan Fedele, titolare della cattedra di composizione nell'ambito dei Corsi di perfezionamento presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, e nominato recentemente direttore artistico dell'Orchestra milanese dei Pomeriggi Musicali) nei "Due notturni con figura," scritti nel 2007, ulteriore tappa dell'indagine sulla spazializzazione ed elaborazione del suono, avviata presso gli studi parigini dell'IRCAM e tuttora in corso, dopo il rientro in Italia. Qui è infatti la componente elettronica, per la cui realizzazione il compositore si è avvalso della collaborazione di a Simone Conforti e Marco Ligabue, a creare l'ambientazione liquida, quasi abissale, che, nell'arco di circa mezz'ora, avvolge e trasforma - sia in tempo reale sia integrandola con materiale precostituito - la tastiera.

Gli altoparlanti circondano non solo fisicamente il pianoforte, inghiottendo e sollevando dalle profondità marine - tra inedite suggestioni vocali, glissandi microtonali e risonanze metalliche - i contorni essenziali di alcuni elementi figurali. Questi ultimi, per quanto modulati e iterati, non si stagliano sul fondale elettronico come solide concrezioni, ma al contrario - seguendo le suggestioni dei brani che l'hanno ispirata, "Vox Balenae" di George Crumb (peraltro di prossima esecuzione nel contesto di Rondò) e "La Cathédrale Engloutie" di Debussy - Fedele li dissolve via via nel registro grave, lasciandoli risuonare in un silenzio sospeso.

Trascorre qualche secondo, prima che lunghi applausi festeggiano interprete e compositore (peraltro recentemente nominato direttore artistico dell'orchestra milanese dei Pomeriggi Musicali), a suggello di un'occasione musicale di alto profilo.

Visita il sito del Divertimento Ensemble


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