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Concerti a Palermo di Rachelle Ferrell / John Pizzarelli / Luigi Grasso / Carla Marciano

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Associazione musicale tra le più prestigiose in Italia sul versante del jazz, il Brass Group di Palermo è giunto al trentatreesimo anno di programmazione concertistica. Ancora una volta la qualità e la varietà delle proposte caratterizzano il doppio cartellone allestito dal Maestro Ignazio Garsia, con ben 32 concerti e nomi di grande richiamo.

Imperdibili gli appuntamenti al Teatro Golden con Kenny Barron (15 marzo 2007), Billy Childs (22 marzo) e Martial Solal (19 aprile), solo per fare qualche nome. E poi ci sono i concerti al Jazz Club del Brass, pensati come occasione di crescita per i giovani talenti locali, che affiancheranno i grandi solisti del jazz nazionale ed internazionale.

Ha aperto la stagione (14 dicembre) la strepitosa esibizione di Rachelle Ferrell, affiancata per l’occasione da una estesa formazione comprendente archi ed armamentario più tipicamente jazzistico. Sono bastati pochi minuti per rendersi tutti conto (critica e pubblico) delle non comuni doti della vocalist statunitense, che dal vivo riscatta un percorso discografico non sempre all’altezza delle sue potenzialità.

Più che un concerto, la sua è stata una vera e propria lezione di canto, condotta dall’alto di una inarrivabile classe di interprete e di dedizione alla propria arte (quasi due ore di concerto), che fanno della Ferrell una vocalist davvero unica. Un‘empatia profonda con il repertorio proposto (il grande songbook statunitense degli anni ’30 e ‘40) ha esaltato tutto un magistero vocale di raffinata virtuosa, che ha innumerevoli frecce nel suo arco: grinta e versatilità, ma anche la distesa colloquialità dei grandi crooner degli anni ’50.

Mirabile poi la sua agilità nell’accostarsi con pathos e classe a vari ambiti stilistici e d’espressione: lo swing, il blues e la ballad. Infiniti sono i suoi mezzi canori: potenza, grinta, souplesse, agilità ritmica. Grazie alla bella prova dell’Orchestra Jazz Siciliana, la Ferrell ha poi trasformato i brani proposti in veri pretesti per sorprendenti evoluzioni tematiche e soluzioni istantanee (vocalismi afrobrasiliani), di grande impatto presso il pubblico. Che volere di più da una vocalist?

Affiancato dall’Orchestra jazz Siciliana, è stato a dir poco deludente il cantante/chitarrista John Pizzarelli (21 dicembre), artista molto sopravvalutato da critica e pubblico di mezzo mondo. Buona l’intonazione di voce e la sua tecnica chitarristica. Ma di scarso peso specifico è la personalità artistica, che si muove tra vari ambiti senza aver trovato una propria voce originale.

Vanificando l’ottimo lavoro d’arrangiamento (di impronta basieana) allestito da Domenico Riina, Pizzarelli ha proposto un percorso interpretativo un po’ monocorde ed esangue, consigliabile solo a chi esige davvero poco dal jazz. Che bisogno c’era di farlo esibire a Palermo, in un cartellone di giganti del jazz?

Di buon livello i concerti (Luigi Grasso e Carla Marciano) tenuti a dicembre al Blue Brass, con formazioni inedite ed estemporanee, che hanno trovato un’intesa ragguardevole rispettivamente nel linguaggio del bebop e di quello modale. L'atmosfera calda e raccolta da jazz club ha fatto il resto, esaltando una musica fresca ed avvincente, caratterizzata da metri spezzati e repentine variazioni melodiche, suggerite in entrambi i casi da una ritmica locale davvero all’altezza della situazione. Con il contrabbassista Luca Lo Bianco davvero notevole con il suo walking bass, sempre preciso e dinamico.

Quanto ai due leader (il contraltista Luigi Grasso e Carla Marciano),suscita qualche perplessità il loro pedissequo ancorché ossequioso richiamarsi ai modelli di riferimento, che sono rispettivamente Parker e Coltrane. Che senso ha identificarsi con uno stile ampiamente codificato da quarant’anni? Ma forse è questo un allarmante segno dei tempi. Epitome di una dilagante tendenza del jazz contemporaneo, che non ama - come in passato - mettersi continuamente in discussione e disporsi al rischio.

E per quel che riguarda il concerto della Marciano, impegnata al sax alto e sopranino, gli over quaranta si sono annoiati e sbadigliavano per andarsene alla fine del primo set; sono rimasti abbarbicati alle sedie i poveri critici musicali, per riportare con dispiaciuta tristezza e non con piacere sadico quanto di poco pregnante è avvenuto quella sera nel jazz club palermitano.

Foto di Ricky Richardson (Ferrell) e Richard Conde (Marciano)


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