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Erik Friedlander's Throw a Glass: Artemisia

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Erik Friedlander's Throw a Glass: Artemisia
Erik Friedlander ci aveva deliziato nel 2015 con la pubblicazione di Oscalypso, dedicato a Oscar Pettiford. In quell'occasione avevamo apprezzato l'abbinamento del suo violoncello al sax tenore di Michael Blake, particolarmente riuscito. Ora, con questo Artemisia, Friedlander si presenta, sempre in quartetto, affiancato dal pianoforte di Uri Caine, altro musicista la cui duttilità impavida è in grado di confrontarsi con un bel ventaglio di contesti musicali.

Cambia anche l'accoppiata di contrabbasso e batteria, attingendo a due fuoriclasse come Mark Helias e Ches Smith. Ne scaturisce la band Throw a Glass: uno scenario di notevole varietà plastica, sia sotto il punto di vista compositivo e dell'improvvisazione, che per l'assortimento di soluzioni timbriche e di combinazioni strumentali. Il violoncello del leader è naturalmente il primo responsabile e protagonista di tale diversificazione dei ruoli, passando con la disinvoltura che già bene conosciamo dalla funzione di un fiato solista a quella del rinforzo nelle linee di basso, fino alla campitura di ampie e dense pennellate timbriche.

Ciò detto, sembra che il gioco, con questo organico strumentale e con questi musicisti, riesca in modo davvero mirabile. Fin dalle prime note del CD si avverte una sintesi, una focalizzazione del gruppo, una sorta di navigazione leggera spinta da vento favorevole. Si tratta del vento misterioso di Picasso, che ha modellato le sei sculture chiamate Bicchiere di assenzio, esposte al MoMa di New York e fonte di ispirazione per questo lavoro? Senza dubbio la varietà dei motivi melodici, ritmici ed espressivi che Friedlander infonde in questa musica è abbondante. Tale abbondanza è gestita con un raro senso di equilibrio dinamico, che rende la musica sempre pulsante, avventurosa, ma ben focalizzata.

Il motivo ispiratore, l'assenzio, la fata verde, sul quale il quartetto ha lavorato per più di un anno, ha dettato a Friedlander e agli altri musicisti l'occasione di meditare sull'euforia, sugli stati di percezione alterati e allucinati a cui pure le sculture di Picasso si riferiscono. La cosa dà un'impronta forte alla fisionomia dei brani, in cui episodi a contrasto si avvicendano e si mescolano, passando dai climi sospesi, ipnotici di "Artemisia" e "La Fée Verte" alle colorazioni ellingtoniane di "Seven Heartbreaks," ai complessi innesti di atmosfere e metri degli altri pezzi, tra cui spiccano "Blush," "Drop by Drop," "The Devil Made Liquid." Ma l'impressione finale, in tale varietà, è appunto quella di una grande coerenza.

Cosa sottolineata anche dalla solidità degli insiemi e dalla ricchezza degli interventi solistici, sempre mirati ad arricchire il discorso, a fornire un sostegno alla narrazione, sia con il preciso dosaggio di certi episodi che attraverso l'impeto e la spericolatezza. Un lavoro prezioso, che soddisfa pienamente sia l'ascolto emotivo che quello analitico, oltre che quello tattile per i fortunati che potranno aggiudicarsi il lussuoso cofanetto laccato a tiratura limitatissima che contiene tre vinili da dieci pollici e le illustrazioni di Akino Kondoh.

Track Listing

The Great Revelation; Artemisia; Seven Heartbreaks; The Devil Made Liquid; Sparkotropic; La Fee Verte; As They Are; Tulips Brush Against My Legs; Blush; Drop by Drop.

Personnel

Erik Friedlander: cello; Uri Caine: piano; Mark Helias: bass; Ches Smith: drums.

Album information

Title: Artemisia | Year Released: 2018 | Record Label: Skipstone Records


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