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Antonio Calogero & Paul McCandless Ensemble
Il concerto del chitarrista Antonio Calogero ha offerto la rara occasione di assistere ad una performance di uno straordinario maestro delle ance qual è Paul McCandless, presente all'interno di un quartetto completato dai percussionisti Andrea Piccioni (tamburi a cornice) e Davide Bernaro (percussioni etniche).
I quattro, prossimi alla pubblicazione del CD Danza Multietnica, hanno proposto un repertorio basato su elementi folklorici sofisticatamente rielaborati, seguendo una tradizione che ha proprio negli Oregon di McCandless e Towner (palese punto di riferimento di Calogero) un apripista. Una musica di forte appeal, che ha avuto momenti di grande suggestione inevitabilmente proprio quando McCandless ha sfoderato i suoi tipici e memorabili assoli, condotti con gran parte degli strumenti di cui è padrone: oboe, corno inglese, sax soprano e clarinetto basso.
Purtroppo, però, il multistrumentista si è trovato sovente un po' obbligato all'interno delle strutture del gruppo, limitato da una eccessiva centralità del pur bravo chitarrista e dall'apporto spesso modesto (quando non discutibile) dei due percussionisti, che sono sembrati schiudersi solo verso la fine della serata.
Limiti che non hanno impedito a McCandless di deliziare il pubblico presente con le sue immense qualità di strumentista ed improvvisatore - straordinariamente lirici i suoi assoli all'oboe, genialmente agili ed espressivi quelli al soprano - sì da non penalizzare troppo la qualità generale di uno spettacolo che ha comunque riscosso un apprezzamento così caloroso che è parso quasi commuovere il musicista statunitense.
Foto di Antonio Baiano
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