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Ulrich Gumpert Quartett: A New One

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Andare in profondità con gli strumenti della leggerezza e dello spiazzamento ironico. Queste le prerogative di Ulrich Gumpert, storico esponente della scena creativa europea, che negli anni Settanta fu cofondatore del quartetto Synopsis insieme a Konrad Bauer, Ernst-Ludwig Petrowsky e Gunter Baby Sommer, tra le cui realizzazioni c'è un album dal titolo che susciterebbe immensa invidia in ogni dadaista: Auf der Elbe schwimmt ein rosa Krokodil (nel fiume Elba nuota un coccodrillo rosa).

Sulla scena europea, Gumpert si collocava in una via di mezzo tra Alexander von Schlippenbach e l'olandese Misha Mengelberg, tra le influenze di Cecil Taylor e Thelonious Monk. Ma il pianista di Jena si ritagliò una propria dimensione autonoma, nella quale era importante l'apporto della musica tradizionale e popolare germanica e la sua elaborazione in chiave sottilmente ironica, dissacrante e teatrale. Significativi sono in tal senso i frequenti duetti con Sommer. Molti ricordano Gumpert pure per la collaborazione in duo con Steve Lacy, da cui scaturì l'album Deadline. Un contesto dove spicca la preparazione accademica del pianista, che tra l'altro si è cimentato in modo eccellente con la musica di Satie.

Questo A New One si aggiunge alla documentazione che l'etichetta Intakt rivolge da tempo al lavoro di Gumpert, sia con il Zentral Quartett che nel duo con Sommer. Ma l'ultima realizzazione in quartetto per l'etichetta svizzera, con la stessa ritmica che compare qui e con un altro sassofonista, Ben Abarbanel-Wolff, risaliva al 2006. Nove anni dopo arriva questo CD che s'impone all'attenzione per la forza creativa e il lirismo di cui è pregno.

In primo luogo nel disco prende evidenza in modo perfetto una delle prerogative di Gumpert: la dissimulazione. Requisito che il pianista modella con qualità istrioniche, da consumato attore. Il brano che apre A New One ne è l'esempio lampante. Dopo un'introduzione di sapore coltraniano, dove però le note del pianoforte sdrammatizzano la tensione, sembra prendere forma un tema leggero, di stampo hard-bop. Ed ecco che, dal procedere sghembo del tema fino agli assoli, tutto imbocca direzioni inusuali, si affaccia sulla libertà completa, torna a ricomporsi.

In questo gioco di dissimulazione e spiazzamento, la sezione ritmica, formata da una coppia di consumati collaboratori di Gumpert, procede imperturbabile e ricca di elasticità, di respiro e varietà timbrica. Chi emerge con forza e originalità, accanto al leader, è il giovane sassofonista Jürg Wickihalder, che presenta una bella voce scura al tenore, mentre al soprano dichiara apertamente la sua ascendenza da Lacy. Il suo brano che dà il titolo all'album ne è un bell'esempio, insieme a "100 Maassgelinzerte," di Petrowsky.

Tra gli undici pezzi, sette sono di Gumpert, e mostrano una ricca varietà di ispirazione: dal severo, notturno "Recitativo Secco," dove è proprio il pianoforte a ritagliarsi un episodio delizioso, a "The Bop & The Hard Be," dove ancora la dissimulazione stilistica e la vicinanza al genio di Monk tracciano il percorso. Fino al sigillo conclusivo di "Iffie's Saloon": fulminante sberleffo di un attore consumato, che sembra fare il verso a Buster Keaton. Preziose le note di copertina di Bert Noglik.

Track Listing

The Opener; A New One; Recitativo Secco; The Bop & The Hard Be; Süssholz; 100 Maassgelinzerte; Iffie; Number Nine; Ja?!; Scrollin’; Iffie’s Saloon.

Personnel

Ulrich Gumpert
pandeiro

Jürg Wickihalder: saxophones; Ulrich Gumpert: piano; Jan Roder: bass; Michael Griener: drums.

Album information

Title: A New One | Year Released: 2016 | Record Label: Intakt Records


About Ulrich Gumpert

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