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Joe Lovano: Trio Tapestry

Giuseppe Segala By

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Joe Lovano approda in qualità di leader all'etichetta Ecm e approfitta di questa occasione per distillare la propria vena più astratta e sottile, legata allo scandaglio di geometrie spaziali, di un linguaggio costruito su libere, trasparenti digressioni. Con l'etichetta bavarese il sassofonista aveva registrato nelle formazioni di diversi musicisti, tra cui John Abercrombie, Marc Johnson, Steve Kuhn. Ma soprattutto nel leggendario trio di Paul Motian insieme alla chitarra di Bill Frisell: dapprima nel 1985, poi nel 2004 e nel 2006.

Questo Trio Tapestry si allaccia per tanti versi all'esperienza con Motian e Frisell: l'immersione della musica in un fluido rarefatto, dove il ritmo è fluttuante e i temi si librano come sospesi in ambienti tridimensionali, ricorda l'approccio del compianto batterista. Molto spesso, anche sotto il punto di vista compositivo, si fa riferimento alla personalità di Motian: nella forza enigmatica di certi intervalli e di certi motivi tematici, nell'uso dei silenzi dove la riflessione acquista un'invalicabile forza ermetica. Un Motian prosciugato all'osso, alla ricerca di cristallina purezza. "Sparkle Lights" e "Rare Beauty" ne sono lampanti esempi.

Lovano cita nelle note di copertina anche Bill DeArango, Jim Hall, il contrabbassista Bill Plavan e il pianista Ron Browning tra le sue fonti di ispirazione. Ma c'è di più. L'aspetto misterioso e spirituale che impregna la musica diventa a volte sibillino, si addentra in luoghi più arcani, evoca distanze abissali. Così "Mystic," in cui Lovano imbocca il tarogato, strumento ad ancia simile al clarinetto di origine ungherese, che conferisce al brano un ulteriore clima enigmatico. Anche l'organico strumentale e la scelta degli altri musicisti rafforza tale concetto e ne rappresenta un punto di evidente riuscita. Il pianoforte di Marilyn Crispell procede con sorvegliata premura su architetture pulite, su grappoli armonici trasparenti, su dissonanze garbate. La batteria di Carmen Castaldi, solista che già incontrammo al fianco di Lovano in Viva Caruso, rispetta ed esalta la concezione di spazialità, di sottile differenziazione dinamica, lavorando su timbri, sulla creazione di ragnatele filigranate.

Il brano "Piano/Drum Episode" e il successivo "Gong Episode" mettono bene a fuoco l'apporto dei due musicisti che operano con Lovano. Il trio si coagula comunque come un organismo dialogico perfettamente calibrato e affiatato, in grado di respirare, di lanciare e recepire stimoli che vanno sviluppandosi in direzioni molteplici. In "Spirit Lake" e "The Smiling Dog," collocati nella parte finale del CD, si sviluppa tutta l'energia di cui è capace questo gruppo. Energia controllata e trattenuta, ma proprio per questo in grado di mostrare tutto il proprio temperamento.

Allo stesso modo, il sax tenore di Lovano lavora più sul sottinteso che sull'eloquenza esplicita. Si muove con sinuosità felina su tutti i registri senza mai abbandonarsi a pattern preconfezionati, coniugando controllo e invenzione. Sempre distinta da eccellente verve programmatica, ma in altre occasioni talvolta abbottonata in un mainstream dove l'eleganza è prevalente, l'ispirazione di Lovano trova in questo lavoro eccellente una profonda vena di autenticità.

CD della settimana.

Track Listing: One Time In; Seeds Of Change; Razzle Dazzle; Sparkle Lights; Mystic; Piano/Drum Episode; Gong Episode; Rare Beauty; Spirit Lake; Tarrassa; The Smiling Dog.

Personnel: Joe Lovano: tenor saxophone, tarogato, gongs; Marilyn Crispell: piano; Carmen Castaldi: drums, percussion.

Title: Trio Tapestry | Year Released: 2018 | Record Label: ECM Records

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