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Roy Brooks: The Free Slave

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Esistono molte ragioni per non farsi sfuggire questa splendida riedizione (anche in vinile dal master originale analogico). Primo:  Il nome del batterista Roy Brooks resta ingiustamente dimenticato anche se gli unici raffronti possibili—musicalmente parlando—sono con Tony Williams ed Elvin Jones. Affetto da un disturbo bipolare Brooks fu spesso internato in case di cura e in carcere ma fu protagonista per anni nei gruppi di Horace Silver, di Yusef Lateef, Charles Mingus e Max Roach. È deceduto nel 2005 a 67 anni, dopo altri anni di detenzione.

Secondo: Quest'album da tempo introvabile (con quotazioni divenute stellari) è una registrazione in concerto del 26 aprile 1970 e precede di cinque mesi Understanding, la magistrale produzione di qualche anno di Zev Feldman, con un organico appena diverso. Il quintetto vede il 25enne Woody Shaw alla tromba e il contrabbassista Cecil McBee, il sax tenore George Coleman (poi verrà Carlos Garnett) e il pianoforte di Hugh Lawson (poi Harold Mabern).

Terzo: The Free Slave fu uno dei primi album della Muse Records, la leggendaria etichetta discografica fondata dal dirigente della Prestige Joe Fields nel 1972, i cui tesori sono da tempo irreperibili. L'attuale riedizione avviene ancora grazie a Feldman, che ha iniziato a ripubblicare le gemme di quel catalogo nella serie Muse Master Edition.

Quarto: Ovviamente la musica. Siamo sullo stesso piano (o quasi) di Understanding. Un hard bop esplosivo venato di funk, che presenta quattro lunghi brani febbrili con vorticosi assoli di Shaw e Coleman mentre la ritmica sostiene con implacabile tensione. Il concerto è stato ripreso a Baltimora e viene dagli archivi della Left Bank Jazz Society che nei suoi vent'anni di attività ci lasciato altre importanti registrazioni.

Entrando in dettaglio, l'album si apre con "Free Slave," un brano funk caratterizzato da un ostinato groove ritmico con diffuse frammentazioni di Brooks e infuocati interventi di tromba e sax tenore. Segue "Understanding," che si snoda a tempo moderato ricordando nella struttura il noto "Song for My Father" di Horace Silver. "Will Pan's Walk" riporta il clima all'hard bop stile Messengers con assoli in sequenza e si conclude con "Five for Max": un lungo brano di Brooks dedicato a Max Roach contenente un ardente assolo di Shaw sul registro estremo ed uno del batterista, caratterizzato dall'uso del suo Breath-a-tone, dispositivo di sua invenzione che cambia l'intonazione della batteria.

Album della settimana.

Track Listing

The Free Slave; Understanding; Will Pan's Walk; Five for Max.

Personnel

Woody Shaw
trumpet
George Coleman
saxophone, tenor

Album information

Title: The Free Slave | Year Released: 2025 | Record Label: Time Traveller Recordings


About Roy Brooks

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