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Roberto Gatto Quartet al Pinocchio di Firenze
Courtesy Annamaria Lucchetti
Pinocchio Live Jazz
Firenze
15 novembre 2025
La seconda data della stagione invernale 2025 del Pinocchio Live Jazz di Firenze è un tutto esaurito con tanto di persone che se ne tornano a casa mestamente per mancanza di posto: merito di Roberto Gatto, uno dei musicisti "storici" del jazz italiano, e del suo quartetto con Alessandro Presti alla tromba, Alfonso Santimone al pianoforte e Gabriele Evangelista al contrabbasso.
La formazione unisce musicisti che da anni collaborano con Gatto in vari contesti e ha proposto un programma eclettico che mescolava classici del jazz a composizioni originali. Il primo set (al Pinocchio di norma il concerto si divide in due parti, con una breve pausa "ristoratrice") prevedeva cinque pezzi, tre di Gatto, uno di Joe Zawinul e uno di Herbie Hancock. Le atmosfere oscillavano tra il quartetto di Miles anni Sessanta e la tradizione, ma con Santimone a terremotare ogni volta gli scenari, inventando di tutto alla tastiera, con passaggi ora atonali, ora percussivi che indirizzavano la musica in molteplici direzioni trasversali, ben supportato da Evangelista, che si è spesso preso i propri spazi d'assolo. I particolare, sull'unico brano lento, quello di Zawinul, il contrabbasso spingeva in modo anomalo, dando potenza ritmica a uno strepitoso assolo del pianoforte: vibrante, sorprendente, entusiasmante, da McCoy Tyner a Cecil Taylor, dalle mani di Santimone usciva qualsiasi cosa. Leggermente più veloce, ma piuttosto melodico, il brano di Hancock che ha chiuso la prima parte.
Il secondo set s'è aperto con uno standard che ha esaltato Presti, designato protagonista, ma ha anche offerto a Evangelista lo spazio per un bel solo. Nel secondo brano, "Grrr" di Enrico Rava, con il quale Gatto ha mille volte collaborato, spiccava invece un duetto quasi un solo di coppiatra contrabbasso e batteria, mentre in "Ostile," firmato dal batterista, la melodia del tema, cantata da Presti, era continuamente contrastata dagli ostinati, dalle percussioni e dai fraseggi dissonanti di Santimone, cosa che succedeva anche nel successivo "Kool," di Mary Lou Williams.
La conclusione, affidata a un'altra composizione di Gatto, "Rambler," ha visto il pubblico festeggiare giustamente una formazione non solo composta di bravissimi e affiatatissimi musicisti, ma anche capace di proporre una musica efficacissima, coinvolgente e, nella sua classicità, decisamente personale.
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