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Naked Musicians
Attorno al progetto denominato Improvvisatore Involontario (e alla omonima etichetta discografica), avviato 5 anni fa dal batterista e compositore catanese Francesco Cusa, si raccoglie un collettivo di circa 25 musicisti, sparsi un po' in tutta Italia, che ne condividono l'idea di base, una concezione avanzata del fare musica insieme. Il progetto globale ha dato origine a varie formazioni e una improrchestra, i Naked Musicians, che in breve tempo sono diventate una luminosa realtà del panorama jazzistico italiano d'avanguardia. Ora il progetto approda a New York, grazie all'interessamento del chitarrista Marco Cappelli, membro del collettivo e da anni residente nella Grande Mela, che ha tenuto i contatti con la scena d'avanguardia locale, per una settimana fitta di concerti (dal 6 al 13 Marzo) che coinvolgono 17 musicisti sia in varie combinazioni che tutti insieme come Naked Musicians.
Preludio a questa importante avventura è stato il concerto tenuto nel piccolo locale romano Riunione di Condominio alla vigilia della partenza, occasione d'incontro per i musicisti provenienti da tutta la penisola, molti incontratisi personalmente per la prima volta proprio in questa circostanza. La mancanza di spazio ha costretto alcuni musicisti (batteristi, pianisti e chitarristi) ad alternarsi sul palco, ma il sound dell'orchestra ha avuto comunque modo di emergere pienamente nonostante la carenza di prove e un organico un po' sbilanciato che vede la presenza di solo tre fiati (tromba, clarinetto basso e sassofono) e ben cinque chitarre elettriche (completano la formazione batteria, tastiere, violino, basso elettrico, una vocalist e due impegnati nell'elaborazione elettronica dei suoni in tempo reale).
I quattro lunghi brani eseguiti si sono svolti all'insegna della conduction di Francesco Cusa, che con una serie di gesti e segnali predefiniti determinava tempi e modalità delle esecuzioni guidando gli inserimenti dei singoli musicisti, mescolando ritmi e timbri in modo creativo e brillante, ma senza mai far mancare la dimensione ironico-ludica, presente fin dai titoli dei brani, che impedisce di cadere in una eccessiva seriosità e tiene sempre viva tra il pubblico (e gli stessi musicisti...) l'aspettativa di quello che può succedere in qualsiasi momento.
Si è così confermato l'enorme potenziale del progetto Naked Musicians, già peraltro esibito nelle incisioni discografiche finora pubblicate (A Sicilian Way of Cooking Mind), alle quali se ne aggiungerà presto un'altra realizzata in occasione dei concerti newyorchesi (con un brano proveniente anche dalla serata romana).
Foto di Davide Susa.
Ulteriori immagini tratte da questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.
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