Home » Articoli » Live Review » La preziosa attività di due realtà musicali torinesi: Fi...

La preziosa attività di due realtà musicali torinesi: Fiarì e Xenia

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Al calderone delle grandi manifestazioni musicali, supersponsorizzate e (sempre meno) superfinanziate, sfuggono talvolta, per le ragioni più svariate, compositori, idee, suggestioni senza le quali il panorama musicale contemporaneo sarebbe più asfittico e unilaterale di quel che già è.

Per questo abbiamo segnalato le iniziative di Fiarì e Xenia, esempi di azione sul territorio dal respiro internazionale.

In scena! Rassegna di musica contemporanea Torino, Teatro Baretti Ottobre-dicembre 2008

E' encomiabile lo sforzo organizzativo con cui realtà musicali come il Fiarì Ensemble, fondato a Torino nel 1998, cercano di dare spazio a compositori differenti per estrazione e sensibilità, forzando il ghetto eurocentrico, che detta legge nei festival del Vecchio Continente, dove sono decisamente ridotti gli spazi per artisti non provenienti da quest'area geografica, a meno che non si tratti di autori americani o asiatici entrati nello star system).

Un ulteriore elemento di interesse è dato dalla volontà di coinvolgere negli spettacoli la dimensione "scenica" in senso lato (in piena sintonia con il titolo della rassegna), con la proposta di lavori dalla forte (anche se non sempre esplicita) valenza drammaturgica e il contributo di proiezioni e installazioni video.

Come prima tappa del percorso studiato da Fiarì, l'esecuzione integrale di "Professor Bad Trip," del mai troppo compianto Fausto Romitelli, esalta il carattere immaginifico, se non allucinato, di questa composizione, ricca di accensioni improvvise, distorsioni violente, saturazioni cruente della materia sonora.

A un simile risultato, pur con qualche contrattempo tecnico di troppo, contribuivano in maniera decisiva non solo la magmatica traccia elettronica e l'amplificazione degli strumenti - fra cui spiccavano il basso di Federico Marchesano, la chitarra elettrica di Gilbert Impérial e il violoncello trattato con molta distorsione da Massimo Barrera - ma anche le visionarie immagini di Gianluca Lerici, indimenticato disegnatore noto come Prof. Bad Trip, che scorrevano alle spalle dei musicisti del Fiarì Ensemble in un video curato da Marco Brizio e Giorgio Risso. . La musica di Claudio Rastelli accompagna, nell'interpretazione del compositore stesso al piano e Matteo Fratesi alle percussioni, le atmosfere fiabesche di un racconto inedito di Antonella Cilento, affidate alla voce recitante di Elena Griseri a suggerire, con l'ausilio dell'installazione video di Hugo Muñoz.

Altri due preziosi appuntamenti concepiti dalla direzione artistica di Riccardo Balbinutti e Marilena Solavagione (rispettivamente percussionista e direttore dell'ensemble) sono stati la prima italiana di un'opera da camera di Michael Gordon (già membro del noto collettivo newyorkese Bang on a Can), ispirata alla corrispondenza tra Théo e Vincent Van Gogh, e il concerto finale che ha visto protagoniste assolute quattro musiciste dalle poetiche eterogenee.

Julia Wolfe (anch'ella componente di Bang on a Can), in "Girlfriend," unisce ingegnosamente icastici campionamenti automobilistici ai bordoni strumentali, laddove le sonate n. 1 e n. 2 di Galina Ustvolskaya si distinguono per la loro dura e drammatica essenzialità.

A chiudere, Paola Bozzalla Gros (con una commissione di Fiarì, in prima esecuzione) e la finlandese Kaija Saariaho con la raffinatezza ritmica e timbrica di "Terrestre," ispirata a una leggenda aborigena.

Quale conferma ulteriore del carattere interdisciplinare della rassegna, la lettura di passi della "Repubblica di Platone" costituisce il trait d'union della serata.

Nel contesto di "Laudes Paschales" - manifestazione primaverile che annualmente si svolge nei principali luoghi di culto torinesi - gli archi del Fiarì Ensemble si cimentano, come di consueto, con un programma composito.

Massimo Barrera affronta il raccolto lirismo di "Les mots sont allés" di Berio, prima di affrontare, con i colleghi Paolo Volta e Magdalena Vasilescu, l'apparente astrazione - sottesa in realtà da una spiritualità profonda - di due contrappunti della bachiana "Arte della Fuga," e gli abbandoni mistici del "Caris Mere" di Giya Kancheli e dello "Stabat mater" di Arvo Part, messi in risalto dalle voci di Karin Selva, Angelo Galeano e Corrado Margutti.

Visita il sito di Fiarì Ensemble.

EstOvest

Torino, Villar Pellice, Asti, Biella, Caraglio - ottobre/novembre 2008

Non meno meritevoli le iniziative organizzate dallo Xenia Ensemble, gruppo di musicisti che dal 1995 si riunisce a Torino intorno alla violoncellista e musicologa Elisabeth Wilson, alle violiniste Cynthia Treggor e Eilis Cranitch e alla violista Michèle Minne, curando attività didattiche per giovani musicisti e proponendo rassegne di musica da camera in collaborazione con alcuni protagonisti del panorama musicale internazionale, quali Rohan de Saram, Frederic Rzewski, Luisa Castellani e Liu Fang tra gli altri.

EstOvest ha una vocazione "cosmopolita" decisamente spiccata, coinvolgendo nel corso negli anni autori armeni, iraniani, cinesi, russi, uzbechi, con una programmazione articolata con cura, mai frutto di un estemporaneo gusto per l'esotico.

L'ultima edizione della rassegna ha focalizzato il proprio interesse principalmente sul Brasile, sul Giappone, la Romania e il futurismo russo, estendendo il suo raggio d'azione a diverse zone del territorio piemontese.

Con l'aiuto di giovani del Conservatorio di Torino, l'ensemble offre, nel primo concerto, una panoramica sulla musica brasiliana di oggi, partendo da "Choros n. 5," del grande Heitor Villa-Lobos, strana sintesi pianistica tra la sensualità latino-americana e quella francese del novecento storico, per arrivare ai giorni nostri.

"Como un Voo de Passaro" è una disincantata riflessione sulla morte e sul viaggio verso la sfera ultraterrena, scritta da Harry Crowl, mentre i "quattro pezzi sintetici" di Roberto Victorio presentano la monoliticità di isolati blocchi sonori. Maury Buchala ricerca invece nella sua "Partita" un virtuosismo e una fluidità più spiccate, che diventano citazionismo finanche esagerato in "Rimsky," concepito per pianoforte e quartetto d'archi da Gilberto Mendes.

Se i compositori brasiliani presentano tutti non pochi aspetti di prossimità alla storia della musica europea, e non solo agli sviluppi più recenti, la creatività giapponese contemporanea non esita a riprendere temi, anche filosofici, della tradizione nazionale.

Queste caratteristiche emergono con chiarezza nel concerto in cui è coinvolta, insieme ai musicisti dello Xenia Ensemble, Tamami Tono, virtuosa dello strumento a doppia ancia noto come sho, di cui vengono utilizzati vari modelli, uno dei quali sfiora il soffitto del Folk Club, che ospita lo spettacolo. Agli arrangiamenti di brani (tra i quali il famoso "Etenraku") dell'antica musica di corte, il gagaku, nella cui staticità microtonale si può riconoscere un'eleganza di timbri raffinatissima, si avvicendano composizioni di autori nipponici famosi come Toru Takemitsu, con la suggestiva "Rocking Mirror Daybreak," per due violini, e Toshio Hosokawa (annunciato come ospite d'onore dell'edizione 2009 del festival MiTo), autore delle atmosfere contemplative di "Landscape V" per sho e quartetto d'archi.. Mamoru Fujeda, coetaneo di Hosokawa, desume la forma musicale di "Patterns of plants" dalle lievi variazioni di potenziale elettrico riscontrate sulle piante viventi, creando una trama sonora intessuta di iterazioni di stampo minimalista.

Da evidenziare l'attenzione dedicata a un giovane autore giapponese, Hideki Kozakura, di cui il quartetto ha eseguito in prima assoluta "Yugen," brano dalle trame delicate, che tengono sempre desta l'attenzione, in equilibrio tra una percezione della temporalità e del silenzio tutta orientale e un rigore compositivo che risente dell'influenza europea, con il quale l'autore è venuto più volte in contatto negli anni.

L'incontro tra diverse discipline (video, teatro e installazione) è al centro del concerto realizzato in collaborazione con l'ensemble Inter-Art, creato dall'iniziativa della compositrice Mihaela Stanculescu-Vosganian e dalla coreografa Liliana Iorgulescu.

Più che di "concerto" sarebbe quindi appropriato parlare di performance: la danza - assente dal vivo, ma visibile in videoproiezione - insieme all'azione teatrale degli esecutori infondono un carattere improvvisativo allo spettacolo. I brani della Vosganian, in particolare, si distinguono sotto tali aspetti: "Monologue for Barry Webb" richiede al trombonista di avvicinarsi via via, attraverso azioni simili a un vero "teatro musicale," alle arcaiche sonorità del didjeridoo, mentre le sezioni del ciclo "Interferences" risentono profondamente della tradizione del no giapponese e della musica folklorica coreana, in cui la manipolazione elettronica delle sonorità degli antichi strumenti gioca un ruolo decisivo. Ancora più spregiudicati sul piano gestuale, per le inconsuete modalità esecutive richieste, i brani di Irine Anghels che in "Magic" (per pianoforte, voce, chitarra e live electronics) richiede alla pianista di entrare nella cassa di risonanza dello strumento e suonarvi dal suo interno, mentre la cantante è "torturata" da un'apparecchiatura per il fitness; laddove "ParadoXphere," micro-opera per due cantanti, chitarra elettrica, live electronics, computer-music e azione scenica) è uno straniante viaggio in un universo surreale. Analoghe "trovate," ricche di umorismo peculiare, si rintracciano nei brani di Alper Maral, Sorin Romanescu e Barrie Webb.

Dopo le "trasferte" a Villar Pellice e a Biella, con programmi che toccano trasversalmente i vari mondi musicali protagonisti di EstOvest, con qualche digressione nella direzione di Britten e Giovanni Sollima, la rassegna si chiude al Circolo dei Lettori di Torino, dove, con la collaborazione dello scrittore Paolo Nori, si rende protagonista la letteratura e la musica russa ispirate al movimento futurista. Alle letture tratte da Khlebnikov e altri poeti russi coevi, si alternano i brani di Aleksandr Raskatov, che proprio sui testi del più originale degli autori futuristi, (insieme a Majakovskij) ha scritto numerosi lavori, tra i quali l'importante "Ritual," in vengono in evidenza le peculiari capacità performative del soprano Elena Vassilieva, che usa la voce in maniera anticonvenzionale, accompagnandosi con una serie di percussioni Khlebnikov. A suggellare l'originale programma contribuiscono pagine di celebri compositori che si mostrarono, nei primi del novecento, in sintonia con il futurismo, come Serghei Prokofiev e Arthur Louirié. In chiusura, Dmitri Shostakovich offre con le sue "Satire," composte nei primi anni '60 su testi testi di Sasha Chyorny, un esemplare saggio di parodia e umorismo.

Decisamente più improntato alla contemplazione il concerto tenuto dagli archi dello Xenia, insieme al pianista Andrea Maggiora, nell'ambito di "Laudes Paschales," con il lirismo, a tratti dolente, del quintetto scritto da Shostakovich nel 1941, a cui si aggiunge l'intimismo di Arvo Part, James Macmillan e Bach.

Visita il sito di Xenia Ensemble


AAJ Italy Staff FOLLOW AAJ Italy Staff and get notified whenever a new article published.
Designated author for the AAJ Italy archive.

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: Fonterossa Open Orchestra per Fabbrica Europa
Jazz article: Jesper Bodilsen al Pinocchio di Firenze
Jazz article: Kevin Shea
My Favourite Things
Kevin Shea

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.