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Il mondo multiplo di Jazz Brugge

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Bruges (Belgio) - 30.9-3.10.2010

Scelte coraggiose e lungimiranti hanno caratterizzato la quinta edizione del festival, luminosa oasi di creatività nell'asfittico panorama festivaliero del jazz. Diciannove concerti per testare lo stato di salute del jazz europeo ed al contempo valorizzare la più fervida scena olandese, scandinava, polacca, ungherese, tedesca, svizzera ed italiana (Rava, Rabbia, Salis, Negri, Di Castri, Biondini, Petrella, Biondini, Guidi).

Ne è disceso uno sfavillante mosaico sonoro, creativamente suddiviso su più fronti: il free jazz storico del Grencsò Open Collective e del duo Courvoisier/Eskelin), il bel canto delle arie italiane destrutturato da Antonello Salis, il classico swing della Brussels Jazz Orchestra, lo straripante groove dell'Andy Emler Octet.

Un festival inteso come laboratorio di idee, per presentare le idee più stimolanti delle nuove leve jazzistiche. È il caso dei due musicisti ungheresi Victor Toth e Mathias Szandai, impegnati rispettivamente al sax e contrabbasso nel set più atteso della rassegna. A illuminarli, uno scoppiettante Hamid Drake per proiettare i risultati più felici dell'avanguardia storica europea verso spazi sonori atonali ed dissonanti. Sugli scudi Keith Tippett in un set in solitudine votato all'imprevisto e la frammentazione delle forme, con repentini cambi di rotta e dinamiche rarefatte.

A Bruges c'è diritto di cittadinanza per artisti di culto, altrove sacrificati sull'altare delle mode (Tippett, Joachim Kuhn, Lewis Jordan), cui è stata data la rara opportunità di imporre idee e progetti originali. Ed ancora, jazzisti amati da colleghi ed addetti ai lavori, ma poco conosciuti dalle platee più vaste. Tra questi ricordiamo i belgi Marc Godfroid e Ben Sluijs, la pianista svizzera Silvie Courvoisier, il sassofonista ungherese Istvan Grencsò, il sassofonista polacco Cesarius Gadzina, il geniale pianista olandese Michiel Braam e lo straordinario ottetto del francese Andy Emler.

Tra i nomi emergenti del jazz polacco-belga (Saxafabra), lituano (Saga Quartet), scandinavo (Delirium) ed olandese (De Bankroet Jazz), il gruppo MKMB guidato dal pianista Joackim Kuhn si è reso protagonista di un set destinato a rimanere impresso nella memoria del pubblico presente. Ad unire idealmente questa esibizione sono stati lo spirito ed il senso dell'avanguardia storica europea, rivisitati con un pensiero armonico di volta in volta sofisticato, informale e coloristico. L'MKMB ben rispecchia la poliforme personalità artistica del pianista tedesco, maestro riconosciuto del jazz europeo.

Sul fronte delle esibizioni solistiche, la palma spetta al pianista olandese Michiel Braam ed il duo Courvoisier/Eskelin. Due proposte magistralmente proiettate verso la vivace intelligenza creativa, nel segno del più indomito spirito di ricerca. Nell'insieme un cartellone per intenditori e non per turisti occasionali della musica, che peraltro ha avuto il merito di avvicinare al jazz i giovani musicisti del locale conservatorio attraverso specifici workshop di perfezionamento. Quattro giorni memorabili di rinfrescante respiro musicale tra concerti, jam session, mostre fotografiche, audiovisivi, mercatini di vinili e passeggiate nell'incantevole centro medievale di Bruges.

Foto di Willy Schuyten

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