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Helga Plankensteiner - Achille Succi quintet a Milano
Courtesy Roberto Priolo
Atelier Musicale / Risveglio in Musica, XXVII stagione
Camera del lavoro
Milano
5.3.2022
Si era autoproclamato "inventore del jazz." Di lui, il clarinettista Omar Simeon diceva che "poteva confermare tutto ciò che diceva con quello che faceva". Duke Ellington gli riconosceva invece solamente "il talento di parlare di se stesso".
Jelly Roll Morton era un personaggio decisamente sopra le righe. La sua musica impone un approccio trasversale, poco dogmatico, filologico ma anche aperto allo spiazzamento, allo scarto improvviso.
Esattamente ciò che hanno fatto Helga Plankensteiner e Achille Succi, che per affrontare il repertorio del pianista di New Orleans hanno assemblato un quintetto atipico, senza contrabbasso e tuttavia decisamente orientato verso il registro grave. Oltre ai due leader, rispettivamente a sax baritono e clarinetto basso, la formazione era completata dalla tuba di Glauco Benedetti, nonché da Michael Losch al pianoforte e Marco Soldà alla batteria.
Temi allegri e danzanti (il jazz, soprattutto in quegli anni, era musica da intrattenimento e da ballo) con guizzi e scarti di assoluta contemporaneità (la politematica Freakish), arrangiati mantenendo lo spirito e la vitalità dei brani originali ed arricchendoli di tutti quei colori musicali che da allora hanno attraversato la storia del jazz e non solo (evidenti ad esempio gli echi mahleriani nell'arrangiamento di New Orleans Bump).
Un progetto intenso e al tempo stesso giocoso, una macchina del tempo che attraversa un secolo di jazz e ci fa (ri)scoprire come la contaminazione, il meticciato, il sincretismo, siano gli elementi fondanti di questa musica.
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