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Fennesz - Sakamoto "Cendre"
Non si sarebbe potuto trovare uno spazio più suggestivo dei giardini della Reggia per ospitare, nell’ambito del Venaria Real Festival l’incontro tra Christian Fennesz e il poliedrico Ryuichi Sakamoto, cui viene offerta la possibilità di arricchire le sonorità di Cendre con il fascino dell’ambiente circostante e con le proiezioni del videoartista Giuseppe La Spada.
La stessa alchimia che, nel complesso di Venaria, associa l’elemento naturale all’artificio creativo umano - si pensi alle geometrie ben scandite della composizione verde o (esempio ancor più calzante), alle opere di Giuseppe Penone - si rintraccia nel lavoro del VJ, che, grazie alla manipolazione dal vivo di immagini acquatiche o vegetali, crea un effetto di irreale sospensione temporale.
Un’aura non diversa abita il fraseggio minimale di Sakamoto, che, al pianoforte, esibisce un tocco morbido e un lirismo seducente, ma infarcito di stilemi mutuati da Satie e da un impressionismo di maniera.
Se il calligrafismo del giapponese si rivela poco incisivo, Fennesz fatica a estrarre dal cilindro quelle sorprese sonore che hanno fatto di lui un maestro nell’avvolgere il glitch più estremo con aloni melodici altamente evocativi.
L’austriaco crea infatti trame elettroniche evanescenti, appena increspate da radi accordi della chitarra (per lo più “processata” via computer, o “grattata” sulle corde), senza lasciare più di tanto il segno.
Neppure quando Sakamoto s’ingegna a inserire alcuni oggetti tra le corde del piano si avverte qualche scossa: l’uso del rumore rimane sempre rigorosamente sorvegliato, quasi a non volere turbare la quiete notturna del parco.
Eppure l’improvvisazione iniziale con i due musicisti impegnati entrambi al laptop lasciava ben sperare, con un erratico gioco di pieni e di vuoti che ben si compenetrava alle immagini dell’ottimo La Spada (non casualmente vincitore dei Webby Awards 2007 con l’opera in flash “Mono No Aware”), al sussurro della brezza estiva tra gli alberi e al brusio degli aeroplani che solcavano il cielo. Una scia che i due musicisti avrebbero potuto seguire.
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