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Divertimento Ensemble – due concerti della stagione Rondò 2009
Palazzina Liberty - Milano - 25.03-17.06.2009
Nell'ambito della sua sesta stagione concertistica, l'Ensemble diretto da Sandro Gorli può vantare, come elemento distintivo rispetto a tante rassegne musicali, la presentazione di numerose partiture nuove, quest'anno ben dieci, oggetto in gran parte di specifiche commissioni.
Dopo i lavori di Matteo Franceschini, Simone Movio, Giovanni Bertelli, Maurizio Pisati e Federico Gardella (di cui abbiamo parlato qui), spicca, con la sua forte espressiva, "Vana," brano per viola e cinque strumenti, in cui Carlo Ciceri (classe 1980) affida alla solista Maria Ronchini un monologo immaginario, dai tratti via via più dolenti e intimi.
Con una scrittura piuttosto articolata, ma agile, il compositore crea intorno alla voce solista un ambiente sonoro che di volta in volta la amplifica o si distingue da essa assumendo contorni ben definiti.
La narratività sottesa al brano del compositore spezzino diventa aperta teatralità in "Vox Balenae," senza dubbio uno dei capolavori dell'americano George Crumb.
Il trio di strumenti amplificati (piano, flauto e violoncello), interpretato da tre esecutori (rispettivamente Maria Grazia Bellocchio, Lorenzo Missaglia e Martina Rudic) cui viene richiesto di mascherarsi e di identificarsi con impersonali elementi naturali, evoca una sorta di Messiaen "rovesciato": qui, infatti, non è il mondo dei volatili, amati dal francese, a entrare in gioco, ma quello subacqueo delle balene.
Lo spunto di base al brano è, infatti, fornito da registrazioni di richiami di cetacei, che nel brano diventano raffinata tessitura, colore visionario, sogno misterioso, la cui inquietudine si acuisce con la presenza scenica degli strumentisti e l'uso suggestivo delle luci.
In "Disruption," Matteo Malavasi piega con grande acume timbrico le tecniche strumentali alla simulazione di processi elettronici, mentre "Odi di levante," di Valerio Sannicandro, sviluppa lentamente una sorta di musica notturna, dalla quale germinano inquieti elementi tematici.
Un brano dalla scrittura raffinata, "francese," che pecca però di una certa freddezza.
Decisamente più incisivo l'ottetto "Da capo II," in cui Luca Francesconi traccia una continuum chiaro e diretto, sospinto da una pulsazione ritmica che via via prolifera tra gli strumenti dell'ensemble e, una volta raggiunto l'apice, si spegne gradualmente.
Un brano davvero emozionante, con cui il compositore non si limita a scolpire complesse architetture formali ma organizza il materiale in modo da renderne accessibile gli sviluppi alla percezione dell'ascoltatore.
L'ultimo concerto della rassegna, in giugno, presenta uno stimolante raffronto tra i pionieristici esperimenti elettronici di fine anni '50 e inizio anni '60, per lasciare quindi spazio a due compositori dalle poetiche diverse, come Stefano Gervasoni e Luigi Manfrin, di cui vengono proposte due prime assolute.
I quasi coevi brani di Niccolò Castiglioni e Franco Donatoni (scritti rispettivamente nel 1960 e 1961) hanno uno spiccato carattere aforistico, quasi grezzo.
"Divertimento," del compositore milanese, tiene fede al titolo con un gioco contrappuntistico di sfrigolii e impulsi di varia densità e volume, mentre il Quartetto III si basa su fasce sonore statiche, dalle quali si staccano improvvise concrezioni rumoristiche dalla forte valenza gestuale.
Gli aleatorii "Scambi" di Henry Pousser, basati sul libero assemblaggio di trentadue sequenze elettroniche realizzate nel 1957 presso lo Studio di Fonologia della RAI di Milano, precedono una versione piuttosto asciutta, forse priva del nerbo necessario, del "Gran Tango" di Piazzolla, nella versione per violoncello (Martina Rudic) e fisarmonica (Corrado Rojac). Si torna al nastro magnetico d'antan con un capolavoro di Luciano Berio, come "Thema, omaggio a Joyce," il cui materiale di base - costituito solo dalla voce della Berberian, mentre legge passi dall'Ulisse in più lingue - viene trattato ed elaborato con grandissimo intuito (siamo nel 1958!), in cui si dissolvono poeticamente le distinzioni tra suono e rumore, tra significante e significato.
Alle vibrazioni cromatiche e alla materialità cangiante di una superficie pittorica allude il primo brano commissionato dal Divertimento Ensemble: in "Acrylic Mixtures III," infatti, Luigi Manfrin sottopone i timbri e le figure melodiche della fisarmonica all'amplificazione e alla modulazione, sino alla distorsione, da parte dell'Ensemble, lungo un percorso armonico rigorosamente progettato.
In chiusura, "Prato prima presente," di Stefano Gervasoni svela una musicalità più libera e rarefatta, in cui la risonanza delle corde del pianoforte evoca la percussività metallica del cymbalom, mentre il vibrafono, percosso con le mani, crea leggere nuvole d'armonici.
La vena sottilmente ambigua e ironica sottesa a queste e tante altre "sorprese" timbriche (alla cui riuscita ha contribuito, tra gli altri, la bravura di Alan Brunetta) si agita e si rapprende in gesti definiti, riconoscibili, qualche volta scabri e ostili al silenzio, ma destinati comunque a svaporare tra fruscii e sussurri.
Ecco quindi riapparire il "prato prima presente" delle sonorità naturali, a cui sempre meno prestiamo attenzione, che Gervasoni - maestro di ecologia acustica - ci insegna pazientemente a riascoltare.
Visita il sito del Divertimento Ensemble
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