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Brass Bang! di Fresu, Bernstein, Petrella e Rojas.
Ci sono gruppi, interessanti sulla carta fin dal loro esordio, che si desidera verificare subito se e come funzionano. Uno di questi è la Brass Bang!, di cui fanno parte due italiani e due statunitensi: Paolo Fresu alla tromba e flicorno, Steven Bernstein alla tromba e tromba a coulisse, Gianluca Petrella al trombone e Marcus Rojas alla tuba.
L'idea è nata nell'estate 2009 a Bolzano, al cui festival Fresu, Bernstein e Petrella hanno partecipato in formazioni diverse (d'altronde i tre, separatamente, avevano avuto modo di incontrarsi in vari contesti). A Bolzano dunque, grazie anche alla mediazione di Vittorio Albani, manager del trombettista sardo, si pensò di costituire una formazione di soli ottoni, senza sezione ritmica. Volendo aggiungere una voce grave, Bernstein suggerì subito la tuba di Rojas.
Ognuno dei membri del quartetto ha predisposto brani originali o arrangiamenti di temi famosi e dopo tre giorni di prove il tour di concerti è partito da Casalgrande il 21 luglio 2010 per concludersi dieci giorni dopo all'Ambria Jazz Festival in Valtellina, al secondo anno di vita e lodevolissimo per la mirata programmazione.
Io ho avuto modo di assistere al secondo concerto, quello al Teatro Filippo Marchetti di Camerino, che si è aperto con un'improvvisazione pensosa dei quattro musicisti dislocati in quattro diversi palchi su lati opposti del teatro all'italiana, ottenendo un sospeso, suggestivo impasto acustico e stereofonico. Il concerto è proseguito sul palcoscenico con un brano di Lester Bowie, seguito da una nuova composizione di Fresu di sofisticata elaborazione. Si sono poi alternati original e arrangiamenti di hit di diverse provenienze ed epoche, fra le quali "I've Got Rhythm" di Ellington, fino a concludere la performance con un canto della tradizione sarda, riproposto ovviamente da Fresu, che assieme a Bernstein sembra essere il maggior responsabile degli indirizzi musicali. Appunto al trombettista americano è da attribuire la scelta di uno dei due bis: "Guarda che luna" di Fred Buscaglione in una gustosa rivisitazione.
Le interpretazioni hanno attraversato le situazioni più diverse: dalle atmosfere calibrate dei primi brani a cadenze ed intrecci polifonici movimentati, da liriche e melodiche fusioni dei quattro timbri a più contrastate contrapposizioni di colori, da improvvisazioni free collettive a moderati spunti elettronici introdotti da Fresu e Petrella, dalle gag gestuali e dissacranti ad opera di quest'ultimo e di Rojas ai più astratti equilibri sonori dell'insieme. Il
tutto sorretto da un interplay partecipato e propositivo in qualsiasi istante, da intelligenti strutture portanti, che hanno ovviamente incluso significativi spazi solistici da parte di ognuno.
Il rischio, che nella varietà degli sviluppi è stato brillantemente scongiurato, era quello di cadere in certi eccessi, in due opposti estremi ugualmente da evitare: quello della scrittura sapiente ma pedante e calligrafica, e quello di una
libera improvvisazione esasperata, che pure è apprezzabile in altri gruppi di impostazione radicale. Il linguaggio della Brass Bang!, formazione del tutto paritaria, si mantiene invece saldamente radicato nella tradizione jazzistica, della cui storia, passata o recente, sembra compendiare molti momenti in una sintesi attualissima e viva.
Dunque, per dirla con le parole di Fresu apparse nel programma di sala, "...una piccola-grande band di fiati con grandi solisti tra poesia, humor, ritmi travolgenti e divertimento! Esplosivi!".
Foto di Federico Pollini
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