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Bollani Carioca
Teatro Romano - Fiesole - 20.07.2009
Sono un paio di anni che, con cadenze legate alla disponibilità dei musicisti, Stefano Bollani effettua tour assieme al notevole gruppo di musicisti brasiliani con i quali ha registrato il CD Bollani Carioca, pubblicato prima dall'"Espresso" e poi dall'etichetta Emarcy. E finalmente approda "a casa," cioè al "Vivere Jazz Festival" di Fiesole, del quale è stato anche direttore artistico. Il primo risultato è un "tutto esaurito" mai visto, frutto certo della notorietà di cui il pianista gode ormai in tutto il paese (e non solo), ma che in questo caso è stata giustamente confermata dal secondo risultato: un concerto francamente splendido.
Va detto subito che il live ha ripercorso solo in parte il sentiero del CD, vuoi perché Bollani, così come i suoi compagni di viaggio, non è artista che ama ripetersi pedissequamente, vuoi perché il tempo dalla registrazione non è passato invano e il repertorio del gruppo si è tanto ampliato, quanto complessificato. Così, se l'avvio in piano solo con Jobim e, poi, in gruppo con Cavaquinho e Pixinguinha, ha ripreso le atmosfere vitalmente malinconiche del disco - ma aumentando lo spazio per l'improvvisazione - il seguito ha visto poi uno splendido brano di Moacir Santos, con i fiati in bella vista e un bell'assolo di Nico Gori, ma anche con un eccellente solo del contrabbasso di Jorge Helder e una complessa, astratta ma ritmicissima improvvisazione di Bollani.
Dopo due brani a firma di Guerrini e Bollani, ritorno in Brasile con un bel duo tra il pianista e Zé Nogueira al sax soprano e con un pezzo di bravura assoluto: un duetto ancora di Bollani, stavolta con il chitarrista Marco Pereira, nel quale la composizione brasiliana era solo lo spunto per un dialogo serrato e virtuosistico tra i due musicisti.
Nel lungo programma (poco meno di due ore di musica, nel corso delle quali le formazioni sono ripetutamente cambiate) c'è stato perfino il tempo per sentire Bollani cantare "Figlio unico" (canzone portata al successo in Italia nel 1966 da Riccardo Del Turco, per l'appunto nato a Fiesole) nella versione originale in brasiliano, accompagnandosi con il solo piano, e per una sofisticatissima medley su Chico Buarque, nel corso della quale si sono aperti spazi di improvvisazione per tutti i musicisti, in particolare per un eccellente e originalissimo assolo di Mirko Guerrini, per le percussioni di Armando Marçal "Marçalzinho" e per la batteria di Jurim Moreira.
Per la gioia del pubblico osannante (a ragione, certo, ma dove sono tutti questi appassionati quando vanno in scena musicisti meno noti, ma non poi tanto meno bravi?), due bis a ritmo di choro e di samba, con una serata gustosa che finisce in gloria nello splendido scenario del Teatro Romano. Grazie a "Re Mida" Bollani, uno dei rarissimi fenomeni contemporanei a non essere tale solo per ragioni mediatiche.
Foto di Claudio Casanova
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