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Bettinelli / Casale / Neuwirth / Furrer - Divertimento Ensemble

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Franz Schubert - Sonata D 821

Bruno Bettinelli - Trio, per violino, violoncello e pianoforte

Emanuele Casale - 9, per ensemble ed elettronica

Olga Neuwirth - …morphologische Fragmente…, per soprano e ensemble

Beat Furrer - Aria, per soprano e strumenti Teatrino di Corte della Villa Reale - Monza - 17.03.2007

Le serate programmate dal Divertimento Ensemble a Monza continuano a contrappuntare l’eterogeneo mondo musicale contemporaneo con proposte enogastronomiche non meno variegate. I medaglioni di risotto allo zafferano arricchiti da sottili strati di grana, ricavati da una forma di formaggio tagliata in orizzontale, si sposano alle soffici crocchette di patate “Dauphine” e alla sontuosa charlotte di pere farcita con crema e cioccolato.

Non sembri blasfema l’analogia, ma una qualità inventiva altrettanto libera e ricercata innerva le volute melodiche del Trio di Bruno Bettinelli, illustrato con affettuosa attenzione, durante la consueta introduzione al concerto, da Silvia Bianchera, moglie (anche lei compositrice) dell’autore milanese scomparso nel 2004.

Per il terzo appuntamento monzese dell’edizione 2007 di “Rondò”, infatti, non si sarebbe potuto trovare un trait d’union più appropriato fra il lirismo malinconico della Sonata D821 di Franz Schubert (nota come “Arpeggione”) e la vivacità ritmica di “9”, brano concepito nel 2005 dal giovane compositore catanese Emanuele Casale. Sulla scia della contabilità schubertiana, dispiegata con naturalezza da Maria Ronchini e Maria Grazia Bellocchio, e dei rapsodici chiaroscuri di Bettinelli, disegnati dalla pianista del Divertimento Ensemble insieme con gli archi di Lorenzo Gorli e Giorgio Casati, il lavoro di Casale affida al gruppo cameristico e all’elettronica una discorsività fitta di voci, che procede in una direzione diversa rispetto alle sperimentazioni più ardite degli ultimi cinquant’anni, pur senza ignorarle. In “9” trova spazio un motorismo dai tratti a volte ludici, che riecheggiano lo Stravinskij di Petruška: le percussioni si animano di vita propria, trasformarsi in beffardo burattino, che pare sottrarsi al controllo del “padrone”, l’impeccabile (anche in questo contesto) Riccardo Balbinutti.

Pur sfiorata dallo spirito giocoso, la scrittura di Casale è rigorosa, sorvegliata, soprattutto molto chiara: dall’intreccio delle linee polifoniche e dall’interazione di queste con il nastro nascono incastri ritmici anche piuttosto complessi, eppure sempre trasparenti all’ascolto.

All’insegna dell’ambiguità semantica, dell’oscillazione fra figurazione e astrazione, suona, invece, …morphologische Fragmente… di Olga Neuwirth, alla prima esecuzione italiana. L’impervia partitura, basata su deformazioni timbriche al limite del rumore, viene dominata con sicurezza dall’eccellente cantante Daniela Uccello, con la quale le voci strumentali dell’Ensemble raggiungono un alto grado di coesione, grazie alla guida puntuale di Sandro Gorli.

Il culmine della tensione drammatica, incanalata dal gesto autorevole del direttore, viene raggiunto in “Aria”, del compositore svizzero-austriaco Beat Furrer, brano basato su un testo radiofonico del poeta austriaco Günther Eich. La frammentazione progressiva del linguaggio in minime entità fonetiche, sottoposte a ulteriori scomposizioni ed elaborazioni, si estende alla parte strumentale: il fraseggio si destruttura in unità isolate, la voce si affievolisce in un sussurro, che coinvolge tutti gli interpreti, finché la via della comunicazione non resta desolatamente interrotta.

Con questa esecuzione, che restituisce appieno, al di là delle note riportate nel pentagramma, il mondo musicale e poetico di Furrer - erede della ricerca timbrica di Lachenmann - il Divertimento Ensemble raggiunge una nuova vetta nell’interpretazione del repertorio contemporaneo.

Visita il sito del Divertimento Ensemble e consulta il programma di Rondò 2007


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