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Anthony Braxton: Trio and Duet

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Nuova edizione per Trio and Duet, splendido album di Anthony Braxton datato 1974, l'ultimo prima dell'importante contratto con la Arista e della improvvisa e sorprendente fama del compositore e sassofonista di Chicago. Fino a quel momento Braxton aveva lottato non poco per veder riconosciute le sue ambizioni di compositore, qui documentate dalla prima facciata del vecchio LP: una ventina di minuti in trio con Richard Teitelbaum e Leo Smith. Braxton si sentiva snobbato sia dal mondo del jazz—anche quello, più avanzato—che da quello colto-accademico, in virtù di una inclassificabile e indomabile alterità, che testimoniava interessi estetici che andavano dalla scuola "cool" a Cage e Stockhausen.

Il CD in questione, che contiene 19 minuti di musica inedita, sembra acuire l'equivoco, dividendosi tra linguaggio contemporaneo d'avanguardia e rilettura di standard jazzistici. Potrebbe sembrare un disco compromissorio ma in realtà l'etichetta è la Sackville, dunque un' indipendente doc, garanzia di libertà per l'artista. L'ascoltatore neofita troverà dunque un interessante confronto tra il Braxton razionalista-futurista e quello storicista-tradizionale.

"HM-421 (RTS) 47" è un pezzo che vuole più di un ascolto ma che si rivela magnifico. Riesce a portare a compimento molte soluzioni soltanto accennate nei dischi del periodo '68-'73, vale a dire: una severità di scrittura talora irrisolta e qui invece di notevole equilibrio, la dialettica vitale tra jazz e musiche nuove (allora), l'inserimento dell'elettronica, il polistrumentismo. Braxton nel brano è impegnato soltanto ai clarinetti, in parti spesso all'unisono con la tromba sordinata e non di Leo Smith. I sintetizzatori di Teitelbaum fungono ora da fondale di contrasto, ora da stimoli rumoristici, ora invece diventano reali interlocutori nel flusso delle improvvisazioni. Gli episodi non durano più di qualche minuto e si accavallano con una inquietante suspance. Leo Smith è quello che si allaccia maggiormente alle radici afroamericane nei duetti con il leader. Gli strumentisti dimostrano comunque un'incredibile maturità, per i trentenni che erano!

I duetti con Dave Holland sono ormai storia. Celebrano un repertorio di standard con la rara capacità di restare loro fedeli e di mostrarne al contempo possibilità armoniche estreme. Holland è granitico nella sua quadratura ritmica (e molto sottile invece nelle sortite solistiche), mentre Braxton, qui al sax alto, mette in gioco tutte le strategie del suo eloquio. Sarà anche vero che le sue fonti erano Warne Marsh e Paul Desmond, ma l'ascoltatore non se ne accorge. Si sente in verità un sassofonista originalissimo, pieno di foga ma anche toccato da una grazia morbida, capace in un attimo di passare da collane di frasi legate a quegli staccato che diventeranno poi marchio riconoscibile negli anni a seguire.

"The Song Is You," "You Go to My Head" e "On Green Dolphin Street" sono eseguite quasi alla lettera e anticipano il capolavoro dell'anno successivo "You Stepped Out of a Dream" (contenuto in Five Pieces 1975). "Embraceable You" e "I Remember You" contengono invece le trasgressioni più evidenti, con i temi nascosti sotto reti di perifrasi ed ellissi, e le improvvisazioni più aspre.

Track Listing

Composition No. 36; The Song Is You; Embraceable You; You Go to My Head; On Green Dolphin Street; I Remember You.

Personnel

Anthony Braxton
woodwinds

Anthony Braxton: clarinet, contrabass clarinet, chimes and bass drum (1), alto saxophone (2-6); Leo Smith: trumpet, flugelhorn, pocket trumpet, percussion and small instruments (1); Richard Teitelbaum: Moog synthesizer and percussion (1); Dave Holland: bass (2-6).

Album information

Title: Trio and Duet | Year Released: 2015 | Record Label: Sackville


About Anthony Braxton

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