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Paul Bley: Touching & Blood Revisited

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Paul Bley: Touching & Blood Revisited
Credo che la maggior parte degli appassionati e ascoltatori di musica jazz che hanno progressivamente conquistato la materia durante i primi anni di ascolto, si sia presto resa conto della immensa peculiarità che un trio-jazz porta con sé, specialmente dopo gli anni in cui un certo Bill Evans portò agli onori della cronaca le particolari geometrie che caratterizzano una delle più emblematiche formazioni della musica afroamericana.

Paul Bley è un maestro del piano-trio. Le sue prime registrazioni accanto a gente del calibro di Charles Mingus e Art Blakey avevano dato chiari segnali di grandezza. Ma fu con il trio con Jimmy Giuffre e Steve Swallow che le cose iniziarono a volare. Stiamo parlando degli anni Sessanta. Subito dopo Bley iniziò varie collaborazioni con trii più "personali."

La strepitosa Hat Hut elvetica è riuscita a recuperare una testimonianza essenziale per comprendere la grandezza del pianista canadese, scomparso poco più di un lustro fa. Pubblicato tramite la sotto-etichetta ezz-thetics, Paul Bley Trios 1965/66—Touching & Blood Revisited comprende una registrazione effettuata ad Haarlem, in Olanda, il 4 novembre del 1966, oggi per la prima volta su CD, grazie alla produzione di Werner Uehlinger, grande mente della citata etichetta svizzera. Con Bley ci sono Mark Levinson al basso e Barry Altschul alla batteria.

Il Bley che è protagonista di questa splendida incisione è il migliore che conosciamo dal punto di vista dell'improvvisazione. Quello spigoloso, lirico e assolutamente imprevedibile capace di donare tutta l'innovazione possibile ad un modo di interpretare il trio che faceva riconoscere quelle esperienze agli addetti jazz del tempo come la nuova forma di musica da camera contemporanea.

Quello che Bley faceva, rispetto all'inarrivabile lirismo di Evans, era semplicemente di aggiungere un pizzico di "Africa" nelle interpretazioni. La ritmica, in altre parole, diventa per certi versi didattica, rispetto ai flussi sonori armonici che Evans invece prediligeva. Una scelta in qualche modo "contro-armonica," complessa; per certi versi minimalista, vicina ai modelli interpretativi di quegli anni di Abdullah Ibrahim allora più conosciuto con il nome di Dollar Brand.

Un'altra notazione bella e singolare è rappresentata dal fatto che, a parte tre brani firmati da Bley, le altre composizioni arrivano invece dalla penna di due importanti ed essenziali compagne di vita dell'artista: Carla Bley e Annette Peacock che furono per l'appunto legate sentimentalmente al pianista canadese. E l'"idea" femminile di cotante figure ha un peso non indifferente nella scelta dei brani da inserire in un chiaro contesto di estetica jazzistica. È anche da queste avventurose esperienze che nasce il termine "jazz-thetic."

Avventuroso nel senso pieno del termine, emblematico, senza confini e dannatamente libero, il lascito di Paul Bley è davvero unico ed immenso e, come scrisse Giuseppe Piacentino in un bellissimo necrologio a ridosso della sua morte, "ci vorrà molto tempo prima che la grandezza di Paul Bley possa essere misurata in tutta la sua estensione."

Un'altra perla per comprendere nella sua totalità il signor Paul Bley, capace, nell'altro suo singolare ambito, di dolcezze musicali infinite.

Album della settimana.

Track Listing

Cartoon; Touching; Start; Mazatlan; Closer; Both; Pablo; Blood.

Personnel

Paul Bley: piano; Barry Altschul: drums; Kent Carter: bass; Mark Levinson: bass, acoustic.

Album information

Title: Touching & Blood Revisited | Year Released: 2021 | Record Label: Ezz-thetics

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