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Daniele Sepe: The Cat with the Hat

Neri Pollastri By

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Dopo le divertenti e divertite avventure di Capitan Capitone e della sua ciurma, Daniele Sepe torna al jazz più proprio e lo fa con un giusto omaggio a uno dei suoi ispiratori: Gato Barbieri, scomparso tre anni fa e raramente ricordato quanto avrebbe meritato. Forse, come accenna lo stesso Sepe, per il fatto di essersi un po' perso dopo il successo che gli arrise per la colonna sonora di Ultimo tango a Parigi, ma i cui meriti sono ciononostante enormi: dall'invenzione di una nuova corrente di "jazz sudamericano," ricca di ritmi e percussioni, allo sdoganamento di strumenti etnici e non solo (si pensi alla rivelazione del bandoneon di Dino Saluzzi in Chapter One), dalla partecipazione attiva alla gloriosa sperimentazione degli anni Sessanta e Settanta, alla definizione di un timbro del sax tenore che ha influenzato molti, tra i quali lo stesso Sepe e Jan Garbarek.

Ma il sassofonista napoletano—che qui si dedica solo al tenore e alla quena—sceglie non di fare un disco di cover, poco interessanti visto la facilità con cui è possibile ascoltare gli originali, e mette perciò in fila una serie di composizioni che Barbieri avrebbe potuto suonare o che, comunque, ben si sposano con il suo stile e la sua poetica. Su undici, solo una è perciò dell'artista argentino—la storica e bellissima ”Nunca Mas”, che Sepe ha del resto in repertorio da una vita—e un'altra, la conclusiva ”Odio l'inverno”, un originale; le rimanenti spaziano in molteplici direzioni, alcune "logiche," altre invece sorprendenti e tuttavia indovinate.

Si inizia così con un brano di Victor Jara (al quale molti anni fa Sepe dedicò un intero e bellissimo disco), noto da noi per la versione degli Inti Illimani, nel quale il sax tenore riprende timbro e espressività di Barbieri, mentre l'arrangiamento, ricco di colori e percussioni, è esplicitamente vicino a quello dei primi, mitici Chapter per la Impulse!. A seguire una ritmicissima versione di ”Song for Che” di Charlie Haden, presentata nel primo album della Liberation Music Orchestra nel quale suonava lo stesso Barbieri; quindi la prima "divagazione," il tema di ”Spartacus”, dall'omonimo film di Stanley Kubrick tratto dal libro di Howard Fast, della penna di Alex North. Ripreso da molti jazzisti (e anche da musicisti classici), qui viene riarrangiato e si avvale non solo dell'espressività del tenore di Sepe, ma anche della presenza come ospite di Stefano Bollani, autore di uno splendido assolo.

Un'altra "divagazione" la troviamo nel bel mezzo di un gruppo di brani "logici" (un tradizionale popolare venezuelano, ”La Montilla”, e due dell'argentino Atahualpa Yupanqui, del quale il classico ”Yo no le canto alla luna” è qui proposto in traduzione italiana): si tratta del tradizionale napoletano ”Canzone appassionata”, costruito su un sonetto del seicento e che qui assume una forma perfettamente coerente anche grazie alla presenza del Fender Rodhes e soprattutto delle percussioni.

Dopo ”Nunca Mas”, come detto unico brano di Barbieri in scaletta, nuova sorpresa con il tradizionale irlandese ”Mnà na h-éirean”, che mostra di adattarsi perfettamente al "Barbieri Style," così come la conclusione, firmata da Sepe ispirandosi a ”Estate” di Bruno Martino. Una vera "chicca," invece, il tango di ”Naranjo en flor”, in trio con Roman Gomez al pianoforte e Roberto Lagoa alla voce.

Ricordato che il lavoro si avvale in modo particolare della presenza, in quasi tutti i brani, delle percussioni dei brasiliani Robertinho Bastos e Arlen Azevedo, nonché della batteria di Hamid Drake, si può concludere dicendo che The Cat with the Hat è un disco è assai godibile e coinvolgente, mette in mostra un Daniele Sepe in piena forma espressiva ed è infine encomiabile per la sua spinta a riprendere in mano i dischi di Gato Barbieri, bellissimi, attualissimi e sempre fonte di nuovi stimoli per ascoltatori e musicisti.

Track Listing: La Partida; Song For Che; Love Theme from Spartacus; Montilla; Canzone appassionata; Los ejes de mi carretas; Io non canterò alla luna; Nunca mas; Donne d’Irlanda - Mnà na h-éirean; Naranjo en flor; Odio l’inverno.

Personnel: Daniele Sepe: Tenor saxophone, quena, voice, Lavinia Mancusi: voice; Dario Sansone: voice; Roberto Lagoa: quena, percussions, voice; Roberto Colella, Antonio De Luca, Carmine D’Aniello, Luca Casbarro: vocie; Roberto Trenca: cuatro, charango; Diego Moreno: guitar; Franco Giacoia: guitar; Peppe Frana: oud; Raffaele Tiseo: violino, viola; Stefano Bollani: piano; Tommy De Paola: piano, Rhodes, Hammond; Bruno Persico: piano, Rhodes; Piero De Asmundis: Rhodes; Andres Balbucea: Rhodes; Alessandro D’Alessandro: organetto; Roman Gomez: bandoneon, pianoforte; Aldo Vigorito: bass; Davide Costagliola: bass; Robertinho Bastos: drums, congas, berimbau, talking drum, percussions; Antonello Iannotta: percussions; Arlen Azevedo: percussions; Nello Arzanese: percussions; Antonio Marascia: percussions; Hamid Drake: drums; Roberto Gatto: drums; Claudio Romano: drums.

Title: The Cat with the Hat | Year Released: 2019 | Record Label: Godfellas

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