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Stefano Bollani e I Visionari - Musica Nuda

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Teatro Politeama - Prato - 21.12.2007

Concerto di Natale al Teatro Politeama di Prato, pieno fino all’ultimo posto per la presenza di Stefano Bollani, appena insignito del premio di Miglior Musicista Europeo dell’anno. Un Bollani che qui è quasi di casa, avendo abitato per dieci anni a Campi Bisenzio - posto in provincia di Firenze, ma di fatto confinante con Prato.

L’apertura della serata è però spettata al duo Musica Nuda, cioè Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, che presentano una breve serie di eterogenei brani del loro repertorio, tra i quali - accanto ad una natalizia “Ninna nanna” di Brahms, spiccano una acceleratissima e ritmata “Bocca di rosa” e un’esilarante, parodiata ma raffinatissima “Non ho l’età”.

I due hanno confermato l'intesa e la brillantezza scenica, oltre che musicale, che ne ha fatti un vero e proprio fenomeno della musica indipendente.

Dopo cinque brani, Magoni e Spinetti sono stati raggiunti da Stefano Bollani, il quale - dopo una divertita pantomima con la compagna - li ha accompagnati al piano e alla voce in “Why Judy why” di Blly Joel, da Musica nuda 2.

Saliti sul palco anche Cristiano Calcagnile, Mirko Guerrini e Nico Gori, l'intero gruppo de I Visionari si è ricomposto e ha iniziato proprio dal brano che avviava l’omonimo doppio CD dello scorso anno, cioè “La Sicilia”, splendida nel suo cuore magmatico, entro il quale non si perdono però le tracce tematiche. Notevole la presenza nella front line di Petra Magoni, vero e proprio terzo strumento solista, accanto al soprano di Guerrini e al clarinetto di Gori.

Dopo “Antichi insediamenti urbani”, ancora dal CD d’esordio del gruppo, e uscita dal gruppo la cantante, il programma ha offerto l’attesa colonna sonora “abortita” (perché a cose fatte la produzione cinematografica ha deciso di non utilizzarla) del non ancora uscito film Caos calmo, dal libro di Sandro Veronesi.

Musica di grande raffinatezza costruttiva, effettivamente coerente al titolo programmatico, con i due fiati in continua interazione, la batteria a conferire continuità ritmica e Bollani e Spinetti (una vera rivelazione, quest'ultimo, sempre protagonista) ad aprirsi varchi narrativi. Continue le variazioni di tempi ed atmosfera, per un lungo brano in forma di suite.

Dopo la scherzosa “Quando la morte verrà a prendermi” e uno standard suonato a regola d'arte (perfetti i soli di Guerrini, Gori e Calcagnile), la conclusione è stata affidata ad un brano composito e arricchito da finta discussione sul palco, coretti dietro i soli, eterea e sublime parentesi in trio e "prove di finale", fino ad un sarcastico DO conclusivo - insomma a una divertita dissacrazione fusa nella musica di qualità, tipico marchio della fabbrica Bollani.

Ovvi, in un clima entusiasta, i bis - ben tre - con uno splendido brano brasiliano suonato in solo da Bollani, “Mamma mia dammi cento lire” a pieno organico e con la Magoni alla voce e, infine dopo insistito richiamo, la maliziosa “Lo faremo prima o poi?”, già ghost track in Musica nuda 2, stavolta però a pieno organico.

Come ormai usuale nel caso di concerti di Bollani - ma qui giova ripetersi - lo spettacolo è stato di altissima qualità, condita con arguzia ed eleganza da siparietti non-sense sia tra i musicisti che tra essi e il pubblico. Che, come sempre, ha gradito moltissimo. Volendo proprio cercare il classico pelo nell’uovo, è parso che il ruolo dei fiati - peraltro entrambi bravissimi - fosse nel complesso un po’ “costretto” da una musica marcatamente incentrata sul trio. Ma può darsi che questa sensazione fosse rafforzata da un impianto audio che, almeno in sala, penalizzava il suono dei fiati stessi.

Visita i siti di Stefano Bollani, Petra Magoni e de I Visionari.

Foto di Claudio Casanova


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