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Nguyen Lê – Rita Marcotulli
La pianista Rita Marcotulli ed il chitarrista Nguyen Lê suonano insieme da molto tempo, in varie formazioni, ed anche nella ristretta formula del duo. La loro intesa è dunque perfetta. I loro stili, invece, sono completamente diversi. Quello della Marcotulli è ricco di melodia, ispirato a Keith Jarrett, al jazz scandinavo (che la pianista ha frequentato ampiamente), in una certa misura anche alle atmosfere del Pat Metheny Group. Quello di Lê è più acido e rockettaro, di diretta ispirazione Hendrixiana (ricordiamo un suo splendido progetto sul grande Jimi), carico di elettricità ed elettronica, solo marginalmente accarezzato da echi delle origini asiatiche (rievocate nella delicata e vagamente à la Sakamoto “Hanoi”). Differenze che, in questi incontri incentrati sull’improvvisazione, sono sempre positive. Stimolano il dialogo, l’ascolto e la voglia di osare.
E i due, infatti, non si sono risparmiati, ed in questa serata pavese hanno dato vita ad un concerto dalle mille sfaccettature, nel quale hanno proposto numerosi loro “cavalli di battaglia”. Da mazurke melodicamente piroettanti a ninne nanne di impostazione nordafricana, passando attraverso danzanti tempi dispari e divagazioni strumentali (piano “preparato” con collana sulle corde per la Marcotulli, ampio uso di effetti, timbriche, e ritmiche campionate per Lê). Musica ricca di contenuti, con qualche concessione alla platea (l’abbondante uso degli unisoni su melodie veloci ed articolate), ma soprattutto divertimento e gioia del suonare insieme. Gioia che, volendo cercare il classico pelo nell’uovo, talvolta ha portato i due musicisti a strafare, e a riempire di troppe note una musica ed uno spazio (la bella chiesa sconsacrata di Santa Maria Guarneri) che sanno riconoscere ed apprezzare anche il valore del silenzio.
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