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Mats Gustafsson: Discaholics! Record Collector Confessions Vol. 1

Enrico Bettinello By

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Discaholics! Record Collector Confessions Vol. 1
Mats Gustafsson
120 pagine
Marhaug Forlag
2017

Chi ha avuto occasione di incrociare Mats Gustafsson nelle ore che precedono un suo concerto sa bene che, oltre al doveroso soundcheck, nell'agenda del sassofonista svedese non manca mai una capatina nei negozi di vinili usati della città in cui si trova.

Oltre a essere uno degli improvvisatori e esploratori sonori più personali degli ultimi anni, Gustafsson è infatti anche un appassionato collezionista di dischi, attività che -come forse chi condivide questa passione sa bene -va ben al di là del (pur presente) feticismo per l'oggetto ed è in realtà una stimolante chiave di accesso a un numero potenzialmente infinito di mondi sonori.

A Gustafsson si deve l'invenzione del termine discaholic (che potremmo malamente tradurre con "discolizzato," a indicare la forte dipendenza dalla passione d'ascolto e acquisto) per il sito Discaholic Corner in cui ha raccolto e catalogato la propria collezione e che è diventato un punto di riferimento per notizie, scambi e informazioni sull'argomento.

Negli anni il sito ha ospitato anche una interessantissima serie di interviste a colleghi musicisti, critici, artisti che con Gustafsson condividono questa "mania" e dieci di queste interviste sono ora pubblicate nelle 120 pagine del bellissimo libro Discaholics! Record Collector Confessions Vol. 1, cui è abbinato anche (del tutto coerentemente) un 7" creato con frammenti della pazzesca collezione del sassofonista.

E non mancano illustrazioni, le belle foto di Žiga Koritnik e uno dei "classici" dell'argomento: una serie di top 10 playlist di ossessioni di Gustafsson (dal free giapponese alla sound art, passando per rarità, improvvisazione europea e molto altro) in questo volume.

Ecco allora le passioni di musicisti come Henry Rollins, Oren Ambarchi o Paal Nilssen Love, quelle di un maestro del fumetto come Robert Crumb o di un critico come Brian Morton e altri. Nelle interviste Gustafsson va a fondo in mille questioni, scandaglia con pertinacia il rapporto degli intervistati con la musica, ma anche con gli oggetti, con la compulsione e il ruolo che questi dischi hanno nelle singole vite, ma anche -con un tipico vezzo dell'appassionato di dischi che ben conosciamo dalle liste del libro Alta fedeltà dello scrittore britannico Nick Hornby -come punti di riferimento giocosamente "assolutizzato."

Ne esce un panorama davvero vasto e interessante di approcci e passioni, ovviamente ne escono tantissimi succosi suggerimenti di ascolto e di acquisto, di ingresso in un mondo dai contorni certamente ossessivi, ma in grado di aprire finestre e squarci verso i suoni e le culture di un secolo, il Novecento, che attraverso il medium del disco ha definito la propria storia musicale.

Se vi piacciono i vinili, non lasciatevi sfuggire questo libro!

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