Lana Meets Jazz - IX Edizione

Lana Meets Jazz - IX Edizione

Courtesy Clemens Plaschke

Paolo Peviani BY

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Lana Meets Jazz—IX Edizione
Lana (BZ)
18-24.06.2021

Finalmente si torna ad ascoltare musica dal vivo. Ci è mancata, se ne sentiva davvero il bisogno!

Lo scorso anno, gli organizzatori del Lana Meets Jazz Helga Plankensteiner e Michael Lösch avevano provato per ben due volte ad organizzare il festival. Una prima volta nella consueta finestra temporale di maggio e una seconda volta in novembre. In entrambi i casi, il tutto è stato annullato a pochi giorni dall'inizio della manifestazione, causa Covid.

Quest'anno le cose sono andate decisamente meglio e il festival si è potuto svolgere regolarmente. Spostato a metà giugno, con concerti all'aperto, con distanziamento e mascherine, la musica è finalmente ripartita.

È dunque d'obbligo una prima considerazione sulla collocazione temporale di questa edizione del festival. Di norma, il Lana Meets Jazz si svolge nella prima settimana di maggio. Periodo che coincide con le prime vacanze dei turisti centro-europei e che obbliga (fatto salvo qualche evento mattutino) a programmare i concerti al chiuso. A Lana non mancano sedi molto belle e più che idonee allo scopo, ma è evidente che l'estate apre a possibilità più intriganti. Le piante di un vivaio, il cortile di un castello medievale o un giardino privato offrono ben altre emozioni rispetto ad una sala da concerto. Sicuramente più funzionale (All'aperto si gioca a bocce! diceva Toscanini) ma meno suggestiva.

Naturalmente programmare un festival all'aperto non presenta solo vantaggi. Si è completamente dipendenti dal meteo, occorre avere una sede alternativa in caso di pioggia, si va a ridosso di altri eventi nella regione... Tutti temi di cui gli organizzatori sono ben consapevoli e di cui terranno certamente conto nella programmazione delle prossime edizioni.

Sul versante musicale, il festival ha come di consueto esplorato le varie tendenze che animano il jazz. Senza alcuna pregiudiziale su epoche o stili, solo sulla qualità di quanto eseguito. Si è così spaziato dalle musiche di Django Reinhardt (tra cui anche qualche gemma preziosa e poco frequentata) proposte dall'Almamanouche Quartet (Franz Zanardo e Lino Brotto alle chitarre, Beppe Pilotto al contrabbasso, Stefano Menato a sax e clarinetto, Mattia Martorano al violino, ospite la cantante Greta Marcolongo), al duo Luciano BiondiniKlaus Falschlunger (fisarmonica e sitar), che ha presentato brani tratti dal CD Once in a Blue Moon, in un concerto molto movimentato ritmicamente tra citazioni popolari, colte, etniche.

Estremamente dinamico anche il concerto dei Barionda, il gruppo di quattro sax baritoni più batteria e percussioni della "padrona di casa" Helga Plankensteiner (qui nella versione con Florian BRAMBÖCK , Massimiliano Milesi, Giorgio Beberi, Mauro Beggio, Angel Ballester), sempre in bilico tra intrecci contrappuntistici e giocosità danzante dettata dalla forte pulsazione ritmica. Con Charles Mingus nel cuore.

Il pianista Franco D'Andrea, che quest'anno ha compiuto ottant'anni, è nato a pochi chilometri da Lana. Il festival lo ha festeggiato affettuosamente con un Birthday Solo, in cui il pianista meranese ha distillato scomposizioni e ricomposizioni musicali che hanno percorso tutti i linguaggi della storia del jazz. Insieme a lui lo scrittore Flavio Caprera, autore del libro "Franco D'Andrea—Un Ritratto," che ha condotto una piacevole intervista-conversazione con il pianista sull'onda dei ricordi, con gustosi aneddoti sui suoi primi anni di attività.

In perenne movimento tra sinuosità melodiche e complesse articolazioni ritmiche, la musica dell'XY Quartet (Nicola Fazzini al sax, Saverio Tasca al vibrafono, Alessandro Federigo al basso elettrico, Luca Colussi alla batteria) ci ha fatto compiere un tuffo nella contemporaneità. O forse nel futuro, visti i numerosi riferimenti nei titoli dei brani all'esplorazione spaziale ed agli astronauti. Un gruppo tra i più interessanti della scena musicale italiana, uno sguardo personale e deciso verso le angolosità di Steve Coleman.

Da sempre, il Lana Meets Jazz offre uno spazio anche agli allievi della locale scuola di musica. In occasione della giornata internazionale della musica (lunedì 21 giugno), il festival ha animato le vie cittadine con dei concerti a sorpresa, in cui abbiamo appunto potuto ascoltare alcuni giovani musicisti in erba, insieme a Norbert Dalsass, Miki Lösch, la street band Tiger Dixie. Bello ritrovarsi ad ascoltare musica nelle strade dopo tanti mesi di (a volte agghiacciante) silenzio.

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