Home » Articoli » Live Review » K-Space

K-Space

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Area sismica - Forlì - 31.10.2009

Il progetto K-Space si propone come l'incontro di due mondi: quello estatico e spirituale della tradizione sciamanica siberiana (presa però in considerazione dalla prospettiva della sua valenza musicale) e quello occidentale (post)moderno dell'estetica d'avanguardia e della libera improvvisazione.

Questi due mondi, impersonati rispettivamente da un lato da Gendos Chamzyryn (sciamano e musicista di Tuva) e dall'altro dal polistrumentista Tim Hodgkinson e dal batterista Ken Hyder, si sono incontrati nel 1996 durante i tour della Siberia compiuti dai due britannici, alla ricerca delle antiche tradizioni e pratiche sciamaniche delle popolazioni locali, fortemente represse durante i decenni di potere sovietico.

Siccome però si dà il caso che, al di là dei loro interessi antropologici, Hodgkinson e Hyder siano anche fra i musicisti che hanno contribuito a dare forma all'attuale scena della musica innovativa e d'avanguardia (Hodgkinson in particolare è stato fondatore e membro stabile degli Henry Cow per tutta la loro carriera), ecco che si comprende la natura e le caratteristiche del progetto K-Space.

Come suona, allora, questo incontro? Chamzyryn, con la sua voce e i suoi strumenti (che sono quasi prolungamenti della natura da cui sono ricavati: legno, pelle, fiori disseccati, conchiglie...), evoca gli spazi sconfinati della sua terra, la profondità del cielo unita all'immensità dello spazio, una pace assorta ed estatica; difficile in particolare resistere al fascino ammaliante del suo canto sovratonale accompagnato dagli strumenti etnici a corde e ad arco tipici dell'area siberiana e mongolica. Hodgkinson e, soprattutto, Hyder sembrano invece incarnare l'inquietudine ipercinetica dell'uomo contemporaneo, che ha bisogno di muoversi e di scaricare adrenalinicamente la sua energia interiore. Le differenze fra i due mondi e fra i due approcci sono palpabili.

Poi però si scopre che le strade opposte e divergenti possono incontrarsi. Così la batteria a volte sovreccitata di Hyder trova in certi momenti un "click" coi ritmi solenni ed estatici dei tamburi di Chamzyryn; oppure questi ultimi, con la loro rituale ossessività, innescano un'energia che va ad alimentare quella degli altri due, che a loro volta la rigettano indietro debitamente amplificata e trasformata secondo la loro sensibilità "contemporanea".

Nei momenti più raccolti, invece, il clarino di Hodgkinson, nonostante il suono aspro e spigoloso, trova una sintonia, non tanto stilistica quanto emotiva, con la voce e gli strumenti a fiato di Chamzyryn.

Il concerto si è dunque mosso in una dialettica fra rarefazione scarna e assorta e cavalcate di energia che si avvitavano come una spirale che puntava verso un centro ribollente di energia; la performance ha seguito un andirivieni fra momenti di distensione e immersione in profondità evocative, e momenti di sovreccitazione, innescati soprattutto da Hyder.

In questa dialettica di equilibri raggiunti e persi, Hodgkinson faceva un po' da punto intermedio o da ago della bilancia fra gli altri due, a volte sintonizzandosi di più sulla lunghezza d'onda di Chamzyryn (nello spirito e nell'atmosfera, non certo nella forma e nello stile), a volte buttandosi dalla parte di Hyder, in particolare con le sferzate alla tabletop guitar, usata spesso distorta e con piglio rumorista nelle cavalcate verso l'acme sonoro ed energetico.

In questo andirivieni fra momenti di distensione e immersione in profondità evocative e momenti di concitazione, si poteva affacciare a un certo punto nella coscienza dell'ascoltatore un'intuizione: e cioè che questi due opposti, ovviamente contrastanti e cozzanti, almeno su un livello più esteriore ed appariscente, forse però trovano una loro sintesi più sotterranea e segreta, nel fatto che si tratta pur sempre di una ricerca o una manifestazione di energie, e che entrambe le modalità, per quanto opposte, mirano e approdano a una forma di estasi (più concentrata e interiore quella di Chamzyryn, più catartica e orgasmica quella di Hyder, con Hodgkinson a fare in qualche modo da mediatore). E quando queste due diverse modalità trovano un incastro e una fusione, allora l'obiettivo di questo progetto viene raggiunto. Non è avvenuto sempre durante il concerto, ma è avvenuto.

E quando è avvenuto il risultato è stato senz'altro avvincente, a volte affascinante, a volte eccitante.

Foto di Claudio Casanova.

Ulteriori immagini di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.

Tags

Comments


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Jazz article: Punkt Festival 2026
Live Review
Punkt Festival 2026
Jazz article: Den Andre Festivalen #9
Jazz article: Islay Jazz Festival 2026: Festival Round-Up

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: Roberto Gatto Quartet al Pinocchio di Firenze
Jazz article: Ben Lamar Gay Ensemble a Firenze
Jazz article: Franco D'Andrea alla Sala Vanni di Firenze

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.