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Federico Nuti: InFormal Setting

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Federico Nuti: InFormal Setting
Questo eccellente e sorprendente album vede in scena un quintetto di giovanissimi musicisti di area toscana, formatosi attorno a Siena Jazz—dalla quale sono passati tutti i suoi componenti —e capitanato dal pianista aretino Federico Nuti, studi in Italia con Simone Graziano, Alfonso Santimone e Rita Marcotulli, perfezionati poi negli USA con Jason Moran ed Ethan Iverson.

A dispetto della loro età, molti dei membri della formazione sono coinvolti in progetti di grande interesse: il contrabbassista Amedeo Verniani ha realizzato nel 2019 l'eccellente CD Due; del trombettista Jacopo Fagioli è recentemente uscito l'apprezzabile album Bilico; il tenorsassofonista Francesco Panconesi fa parte dell'Ensemble Tabula Rasa di Stefano Battaglia (clicca qui per leggere la recensione dell'ultimo concerto); il batterista Mattia Galeotti è membro, con Michelangelo Scandroglio, della giovane formazione europea Ment4l. E qui, grazie alle qualità compositive di Nuti, tutti mettono a frutto al meglio le loro esperienze.

La cifra della musica mescola in modo originale e brillante il jazz contemporaneo strutturalmente più aperto e complesso con elementi di musica contemporanea. Dei cinque brani, tre sono mediamente lunghi—tra gli oltre sette e i quasi dieci minuti—e sono caratterizzati da numerosi cambi di atmosfera; uno è più breve, poco più di tre minuti, ed è l'unico non della penna del pianista, trattandosi di un duetto improvvisato tra lui e Fagioli; l'ultimo supera addirittura i diciassette minuti ed è il brano più articolato e atipico dell'album.

La traccia d'apertura, ispirata dal contrasto tra un'atmosfera di festa e i pensieri latenti e personali dei partecipanti, inizia ad alta intensità dinamica, sospinta da celle minimali del piano e condotta dai fiati e dalla batteria; dopo una cesura, prosegue con un assolo astratto del piano, sostenuto dal contrabbasso, ma progressivamente riapre su uno scenario collettivo, che riprende in forme diverse la fase iniziale. "Winter Light Memories," dal gusto nordico, vede protagonista la tromba di Fagioli, estremamente espressiva, accompagnata dal cupo incedere del pianoforte. "Remains Of Human Connections" ha un andamento più costante, con i fiati protagonisti su strutture ritmiche reiterate: notevole qui l'apporto del tenore di Panconesi.

"No May Turkey Supper. Maybe June," ispirata dal periodo pandemico, procede per oltre tre minuti in un clima rarefatto e meditativo, con misurati interventi di tutti i musicisti; un tema ritmico minimale del pianoforte, ripetuto, crea poi lo sfondo per un progressivo ingresso dei fiati e della ritmica, che avanza in crescendo dinamico addensandosi in un discorso corale libero e caotico, con conclusione a sfumare.

L'ultimo, lungo brano—significativamente commentato nel libretto come "a Morton Feldman soundtrack for a David Lynch short movie"—inizia con un lunghissimo assolo del contrabbasso di Verniani, quasi sette minuti di suoni all'archetto, tanto liberi, quanto evocativi; l'ingresso progressivo prima del pianoforte del leader, poi della batteria e del tenore, che a lungo domina la scena su toni bassi ed elaborati, origina un tessuto musicale sospeso e un clima meditativo di aspettativa, che ancora una volta cresce lentissimamente in densità e dinamica, fino a dissolversi in un'ultima fase di note, sospese e cangianti, del pianoforte, e a concludersi con il dolente rientro del contrabbasso archettato e con il lontano richiamo finale dei fiati. Brano bellissimo e di forte suggestione.

Opera prima di grandissimo valore che mette in vetrina musicisti tanto giovani, quanto di indubbia prospettiva.

Album della settimana.

Track Listing

Inappropriate Behaviour in a Formal Setting; Winter Light Memories; Remains of Human Connections; No May Turkey Supper. Maybe June; And I Sound Like This.

Personnel

Album information

Title: InFormal Setting | Year Released: 2022 | Record Label: Hora Records


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