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Bill Frisell: Harmony

Giuseppe Segala By

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"Perché no? Non c'è motivo per cui non puoi inserire "Lush Life" e il tradizionale "Red River Valley" nello stesso album. Sono entrambe bellissime canzoni ." Il criterio di Bill Frisell nella costruzione di questo lavoro è espresso con parole semplici, che rimandano alla schiettezza delle intenzioni. Il quartetto coinvolto, di natura cameristica, fu presentato per la prima volta in concerto nel 2016, a San Francisco. Ne fanno parte la vocalist Petra Haden, figlia del celebre e compianto contrabbassista Charlie, collaboratrice da molto tempo del chitarrista di Baltimora, il formidabile violoncellista Hank Roberts, già con lui fin dagli anni Ottanta, e Luke Bergman, alla chitarra acustica, chitarra baritono, contrabbasso. Sia Roberts che Bergman uniscono spesso la loro voce alla Haden, in pastose mescolanze accompagnate alla chitarra di Frisell.

Harmony attinge ad ampio raggio nel ricco bacino della canzone statunitense, mettendo accanto ai brani già ricordati composizioni dello stesso Frisell costruite sullo stesso modello, come "Deep Dead Blue" scritta insieme a Elvis Costello e pubblicata nell'album omonimo del 1995, o "Lonesome," presentata nell'album del 1988 Lookout for Hope, che vedeva lo stesso Roberts al violoncello e Joey Baron alla batteria. Altri classici sono "Where Have All The Flowers Gone?" di Pete Seeger e "Hard Times," pubblicato da Stephen Foster nel 1854, che annovera una miriade di interpretazioni, tra cui quelle di Bob Dylan e Bruce Springsteen.

Un itinerario che spesso acquista i sapori del country, così frequente nelle preferenze di Frisell, e che allinea i quattordici brani su durate dai tre ai quattro minuti, con qualche eccezione ancora più breve. Ci si attiene dunque alla forma canzone anche negli sviluppi brevi, nello spazio esiguo accordato agli inserti dei solisti. Il lavoro è impostato sulle voci, con momenti interessanti negli impasti, su qualche introduzione breve, come quella eterea che apre il disco nel brano "Everywhere," sull'intreccio tra gli accordi e gli arpeggi di Frisell e le pennellate di Roberts, sulla precisa scansione di Bergman.

Spesso musica d'atmosfera, seppure di alta qualità, con la voce della Haden misurata e a tratti quasi didascalica nelle proprie articolazioni diafane, con la chitarra che si distribuisce in equilibrio tra sottolineature delle melodie, controcanti, variazioni timbriche e qualche sprazzo di garbata dissonanza. "On The Street Where You Live" è perfetta per un ascolto di atmosfera natalizia. La versione di "Hard Times" era preferibile francamente nella voce acidula di Dylan. Allo stesso modo, "Deep Dead Blue" è qui affrontata in modo scolastico, rispetto alla versione con Costello, percorsa dall'enigma. "Lonesome" è forse il brano che riesce a librarsi con maggiore convinzione tra facilità e sostanza. Composizione tra le più belle di Frisell.

Nelle proprie esibizioni dal vivo, il quartetto si esprime in modo senz'altro più pregnante, dilatando certi episodi e muovendosi su una sintesi efficace. Emergono con maggior chiarezza le trame emotive che saldano le quattro personalità.

Track Listing: Everywhere; God’s Wing’d Horse; Fifty Years; Hard Times; Deep Dead Blue; There in a Dream; Lonesome; On the Street Where You Live; How Many Miles?; Lush Life; Honest Man; Red River Valley; Curiosity; Where Have All the Flowers Gone?

Personnel: Bill Frisell: guitar; Petra Haden: voice; Hank Roberts: cello, voice; Luke Bergman: baritone guitar, acoustic guitar, bass, voice.

Title: Harmony | Year Released: 2019 | Record Label: Blue Note Records

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