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Dave Holland & John Scofield al Bologna Jazz Festival

Dave Holland & John Scofield al Bologna Jazz Festival

Courtesy Francesca Sara Cauli

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Dave Holland & John Scofield
Teatro Duse
Bologna Jazz Festival
Bologna
9.11.2021

Quando Dave Holland e John Scofield entrano in scena conquistando il centro del palco di un Teatro Duse straripante, l'emozione diventa incontenibile per tutti: da un lato il duo musicale, visibilmente commosso nel rivedere finalmente un teatro pieno di persone con cui poter condividere la propria musica; dall'altro il pubblico, in estasi per il solo pensiero di trovarsi al cospetto di due leggende viventi della musica contemporanea che per la prima volta suonano in duo dal vivo.

Siamo nel cuore di Bologna, per l'evento più atteso dell'edizione 2021 del Bologna Jazz Festival. Holland e Scofield sono fra gli artisti contemporanei che più hanno innovato le sonorità dei rispettivi strumenti. C'è dunque grande attesa ma anche curiosità nel vedere come questi due grandi maestri intesseranno il loro dialogo. Il repertorio eseguito dal vivo comprende alcuni fra i brani più importanti composti dai due musicisti, canzoni contemporanee per stile, ma che, per fascino ed eleganza, hanno già raggiunto la caratura di classici.

Si inizia con due capolavori onirici di Scofield, "Memorette" e "Icons at the Fair": il duo dimostra da subito un ammirevole eclettismo nel sapersi misurare al contempo con la stasi e il fluire, con la profondità e la leggerezza. Il fatto che nelle versioni originali di questi brani il contrabbasso sia del tutto assente pare essere un dettaglio da poco: l'interplay e lo scambio sono precisi ed equilibrati, Holland dipinge l'atmosfera dei brani con tonalità fra il crespuscolare e il notturno, Scofield estende le composizioni sviluppando il tema con l'inconfondibile arpeggio distorto della sua chitarra.

Vengono poi eseguite "Metamorphos" e "Not for Nothin,'" impreziosite da variazioni sul tema che dimostrano la capacità improvvisativa del duo. Il talento compositivo di Holland e di Scofield è talmente sconfinato che anche le parti improvvisate non sembrano tali. La solidità delle strutture sonore non va comunque a ledere la spontaneità delle esecuzioni.

L'abissale "Meant to Be" si prende poi totalmente la scena avvolgendo il pubblico in una spirale di emozioni scandita dal tema desertico della chitarra di Scofield, che non può non rimanere scolpito nel cuore di chi ascolta. È un brano che racchiude in sé tutta la poesia dell'universo sonoro del chitarrista statunitense. Holland, dal canto suo, nutre il fraseggio con le solite vibrazioni ellittiche del contrabbasso. Le esecuzioni successive sono caratterizzate da assoli che si distendono per tutta la durata dei brani e incantano soprattutto per l'effetto di contrasto: profondo e ammaliante quello di Holland in "Homecoming," dilaniato quello di Scofield in "Easy for You" .

Nel finale il duo esegue l'elegiaca "Mr. B," omaggio a Ray Brown, una delle più importanti fonti di ispirazione di Holland. E la serata non poteva che chiudersi così, nel solco di una tradizione post-bop che Holland e Scofield, nel corso delle loro luminose carriere, hanno contribuito a plasmare e a rinnovare.

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