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Enrico Morello: Cyclic Signs

Giuseppe Segala By

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Enrico Morello: Cyclic Signs
Esponente di una nuova generazione di musicisti che si muovono sulla scena nazionale con notevole vitalità e versatilità, il batterista Enrico Morello si è messo in luce in contesti diversi, collaborando con un veterano come Enrico Rava, che lo ha inserito nel proprio New Quartet accanto a Francesco Diodati e Gabriele Evangelista, poi nel sestetto Special Edition, varato in occasione dell'ottantesimo compleanno del trombettista, che al precedente organico aggiungeva Francesco Bearzatti e Giovanni Guidi. Ma presente pure accanto a musicisti che si collocano tra i più rappresentativi della nuova scena, come i pianisti Simone Graziano e Alessandro Lanzoni.

Ora il batterista romano trentatreenne giunge al traguardo del primo lavoro e proprio nome, con questo Cyclic Signs, mostrando varie facce della sua personalità, sia come strumentista che come compositore e organizzatore di un proprio gruppo. L'organico è essenziale: ricalca quelle formazioni che, da Ornette in poi, hanno lavorato con due fiati e ritmica, senza pianoforte. In questo senso, come strumentazione, con l'apporto di Francesco Lento alla tromba e Daniele Tittarelli al sax alto, siamo proprio sul crinale di Coleman. Ma la musica è decisamente più vicina a quella sviluppata dagli anni Ottanta in poi da Dave Holland con Steve Coleman (e pure con Kenny Wheeler), poi dallo stesso Steve Coleman, fino a musicisti come David Binney.

Non c'è la serrata gabbia polimetrica e poliritmica di Steve Coleman: il lavoro compositivo di Morello, come tiene a precisare lui stesso nelle note di copertina, cerca d'altra parte di tenersi lontano da modelli voluti e consapevoli, optando per una varietà di ispirazioni tendente alle forme aperte, che si sviluppano nel corso dei brani offrendo agli strumenti coinvolti gli stimoli per deviare dal tracciato, allacciando connessioni reciproche fresche e spontanee. Ciò non significa d'altra parte che non vi sia un controllo attento della forma generale che la musica assume.

In questo senso, la relazione sviluppata tra i due fiati, nella costante e felice ricerca della sintonia, è fortemente dialogica, talora rivolta alla costruzione di contrappunti, altre volte, come ad esempio in "Natural Movement," nel tracciamento di temi all'unisono che mostrano perfetta osmosi. Il dialogo intenso tra i due fiati è evidente in "Persephone's Dance," "Drills in My Brain" e "Quiet Close," ma percorre tutto il lavoro. È di alta osmosi nel contesto quasi di corale dell'esposizione di "Tales De Hadas." In tutto il lavoro, il contrabbasso di Matteo Bortone assume spesso il ruolo di tessitore libero, quanto tenace ed efficace, di trame elastiche, che respirano e fanno respirare la musica. La batteria del leader si muove pure in modo molto libero, seppure in costante servizio della musica. Unico momento di breve assolo, delizioso nella propria discrezione, è inserito in "Drills in My Brain."

Pur nella raffinatezza di certe articolazioni ritmiche che spostano di continuo il gioco prospettico, lo scorcio da cui la musica è illuminata, il lavoro di Morello è sempre finalizzato all'insieme, sceglie di non emergere, a tutto vantaggio della riuscita di un lavoro d'insieme. "The Forest People," che apre il CD, ne è un bell'esempio: un richiamo all'Africa, sia ritmico che coloristico, e agli addentellati di natura africana sorti nei Caraibi e nell'America Latina in generale, dove le raffinate poliritmie non sfoggiano muscolari acrobazie, bensì un fitto ordito ritmico e timbrico, sul quale i fiati si muovono con energia e scioltezza.

Il riferimento al moto ciclico, enunciato nel titolo del CD, è ribadito in tante parti del lavoro, dalla grafica della copertina all'inserimento periodico di brevi brani totalmente improvvisati dentro il corpus di composizioni, tutte dovute a Morello, fino al titolo dell'ultimo pezzo, "The End Is the Beginning," dove fa capolino la meccanica iterazione del carillon. E naturalmente nel disegno di molti brani, in cui la forma ciclica si associa a tante altre strategie. Un'opera prima che rivela pienamente le qualità di Morello, sia nella scelta felice dei musicisti, che nel tenere una linea stilistica ben sorvegliata, seppure aperta ai contributi preziosi dei singoli e vitalizzata da una molteplicità di stimoli. È pienamente realizzata l'intenzione espressa da Morello nelle note di copertina: "Offrire all'ascoltatore lo stesso senso di sorpresa e instabilità che ci prende quando ci avviciniamo all'ignoto."

Album della settimana.

Track Listing

The Forest People; Persephone's Dance; Sometimes, During the Night; What Happened on the Road; Walking Together; Drills in My Brain; Tales De Hadas Playful; Natural Movement; Quite Close; Ghost Truck; The End Is the Beginning.

Personnel

Enrico Morello: drums; Francesco Lento: trumpet; Daniele Tittarelli: saxophone, alto; Matteo Bortone: bass, acoustic.

Additional Instrumentation

Enrico Morello: qraqeb, carillon.

Album information

Title: Cyclic Signs | Year Released: 2021 | Record Label: Auand Records

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