Home » Articoli » Live Review » Comicoperando: A Tribute to the Music of Robert Wyatt

1

Comicoperando: A Tribute to the Music of Robert Wyatt

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Teatro Comunale - Modena - 01.03.2010

Fosse stata una cover band qualsiasi, sarebbe bastato poco per liquidare la recensione. Sarebbe bastato ricordare che Robert Wyatt non è passibile di omaggi, che la musica dell'ex Soft Machine è quanto di meno "coverizzabile" possa esserci, che la poetica del nostro è talmente unica, sublime e delicata, da non consentire trasposizione che non implichi "uccisione".

Già, fosse stata una band qualsiasi; ma di band qualsiasi non si è trattato. Nel caso di Comicoperando (nome scelto per omaggiare l'ultima fatica discografica di Wyatt, Comicopera, anno di grazia 2007) si potrebbe infatti parlare di una cover band extra lusso. Riuniti sul palco del teatro Comunale di Modena nove musicisti legati a vario titolo all'arte di Wyatt: vecchi compagni di venture come la cantante Dagmar Krause, il batterista Chris Cutler e il fido Richard Sinclair (basso elettrico, voce e carisma), collaboratori recenti come la trombonista Annie Whitehead e il sassofonista Gilad Atzmon, più alcuni "infiltrati" eccellenti, vedi il nostro Cristiano Calcagnile alle percussioni, il chitarrista Michel Delville, il pianista Alex Maguire e il fenomenale contrabbassista John Edwards. Insomma, inutile nascondere la curiosità di vedere all'opera cotanto nonetto (allestito, immaginiamo, con un non indifferente sforzo produttivo). Curiosità ripagata da un'esibizione che - per usare un'espressione dei giorni nostri - ha avuto i suoi momenti.

Non tutto, ovviamente, è riuscito (e la certezza che la musica di Wyatt non sia omaggiabile non è stata nemmeno lontanamente scalfita). Qualcosa però è passato e rimasto. Vedi alcune struggenti interpretazioni di una Dagmar Krause insolitamente languida. Da brividi, ad esempio, la coppia di brani ripescati da Rock Bottom: la dolcissima "Alifib," riletta con la giusta essenzialità, e l'immortale "Sea Song," che apre il disco-capolavoro del '74, uno dei vertici del canzoniere wyattiano. Altrettanto emozionante l'incantevole "Just as You Are," tratta dal più recente Comicopera.

Impossibile, poi, non sciogliersi di fronte a quella meraviglia squisitamente contorta che risponde al nome di "Maryan," da Shleep, intonata dalla ex vocalist di Henry Cow e Art Bears col valente supporto della Whitehead e di Richard Sinclair. Richard Sinclair che pure ci ha messo del suo nella serata di Modena, ad esempio recuperando "O Caroline" dal primo Matching Mole, band post-Soft Machine e pre-volo-dalla-finestra della quale faceva parte il cugino David Sinclair (Canterbury è sempre stata una questione di famiglia e famiglie). La splendida voce del signor Caravan ben si è prestata al repertorio di Wyatt, non tanto, o meglio, non soltanto per l'evidente somiglianza con l'originale, ma per un'intrinseca fragilità perfettamente calzante.

Ma non tutto è riuscito, si diceva. Tanto per cominciare era difficile non notare la poca dimestichezza dei musicisti con il repertorio. Assai urticante, poi, il susseguirsi di siparietti concessi dalla democratica scaletta a tutti i partecipanti. Dal trombone della Whitehead al contralto di Atzmon, dalle pelli di Cutler (misurato e leggero per tutto il corso della serata) alla chitarra di Delville, dalle percussioni di Calcagnile al contrabbasso di Edwards (mostruoso, come al solito), ciascuno ha avuto il suo piccolo momento di gloria.

E, in tutta franchezza, è difficile immaginare qualcosa di più lontano dall'arte di Wyatt del concetto esibizionistico di assolo. La grevità di certi passaggi eccessivamente muscolari, seppur godibili, ha tradito e riportato a terra una musica nata per fluttuare ad altezze vertiginose. E allora, mentre il sipario calava su una "Forest" intonata all'unisono dai nove (effetto "We Are the World"), si rafforzava la convinzione che l'omaggio fosse riuscito solo a metà.

Foto di Rolando Paolo Guerzoni (Comicoperando).

Ulteriori immagini di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Jazz article: Hyphen Dash At Satory-Saal
Jazz article: Marcus Miller At Miner Auditorium
Jazz article: Adam O'Farrill's ELEPHANT at BOP STOP

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: Ben Lamar Gay Ensemble a Firenze
Jazz article: Guido Michelone: Il Jazz e le idee
Jazz article: Irreversible Entanglements a Padova Jazz

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.