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Campi Jazz Festival

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Teatro Dante - Campi Bisenzio (FI) - 06-09.05.2009

Giunto alla sua undicesima edizione, il Campi Jazz Festival - svoltosi dal 6 al 9 maggio al teatro Dante della cittadine alle porte di Firenze - ha avuto come apertura gli Avion Travel che reinterpretavano Paolo Conte, come chiusura la locale Sunrise Jazz Orchestra diretta da Stefano Rapicavoli, con ospite speciale Daniele Scannapieco (che ha offerto anche un seminario per musicisti), e come momenti particolarmente qualificanti i concerti del trio di Uri Caine, di scena giovedì 7, e del Simone Zanchini Quintet, di scena venerdì 8.

Non sempre complicare le cose semplici è un difetto. Ad esempio, nel caso del trio "Live at Village Vanguard" (dal titolo del loro disco del 2004 per la Winter&Winter) capitanato da Uri Caine, scegliere questa strada sembra produrre ottimi risultati. Semplice è infatti la struttura della proposta, specie se la si confronti con l'abituale complessità dei progetti di Caine: standard alternati a composizioni originali, nella logica dell'improvvisazione che parte e ritorna ai temi, sebbene non sempre nelle forme più lineari. Inoltre, al centro delle improvvisazioni stesse, dominano - come cifra del gruppo - passaggi swing molto "liquidi," che conferiscono ritmo e agilità ai fraseggi, ma tendono ad appiattire un po' le interpretazioni.

Ma è qui che interviene la complicazione della semplicità, sotto forma di invenzioni, passaggi inattesi, assoli di straordinaria intensità, da parte di tutti e tre i protagonisti. E se Drew Gress al contrabbasso si esprime soprattutto nei momenti di solitudine, Ben Perowsky interviene invece molto più frequentemente anche in dialogo con Caine: un dialogo ora con voce potente, ora con cambi ritmici, ora con inserimenti di suoni originali, da vero controcanto.

Non stupisce che il protagonista rimanga il pianista, inventore continuo di situazioni inattese ed a suo agio sul palco anche con il pubblico, al quale ha rivolto numerose divertite battute - come quando ha introdotto un brano più lento e pensieroso dicendo: "l'abbiamo composta lo scorso anno, eravamo tristi, era ancora l'era Bush," per poi intervenire dopo un brano pieno di brio e invenzioni dicendo: "questo invece l'abbiamo composto dopo l'elezione di Obama...".

Splendida, come terzo bis in solitudine, la sonata K 545 di Mozart, nel geniale riarrangiamento presente nel disco Plays Mozart , a conclusione di un concerto che ha convinto, anche se la formazione non sembra quella in cui Caine può offrire il meglio di sé.

Molto particolare la proposta del quintetto del fisarmonicista Simone Zanchini: sulla scorta del recente CD Fuga per Art, un omaggio a Art Van Damme, oggi ultranovantenne, negli anni '60 e '70 grande innovatore della fisarmonica nel jazz. Di quell'esperienza Zanchini recupera la struttura - l'organico è il medesimo, analoga parte dell'arrangiamento - ma vi inserisce momenti di maggiore libertà improvvisativa. I risultati sono stupefacenti: perfetto e coinvolgente lo swing originale, all'interno del quale svetta la fisarmonica del leader - davvero gustosa da ascoltare, così lontana da ogni influenza del tango e delle danze popolari - e il vibrafono di Andrea Dulbecco; stranianti ed evocativi i passaggi originali, nei quali trovano maggiore spazio anche la chitarra di Giancarlo Bianchetti e Stefano Senni - autore di alcuni assoli davvero di altissima scuola e per questo applauditissimo. In entrambe le situazioni, sempre opportuno il lavoro di Massimo Manzi alla batteria.

Al centro del concerto, momento di grande intensità, Fuga per Art, complessa suite dalle molteplici atmosfere, a firma di Zanchini, che vi giganteggia con un lunghissimo ed elaborato assolo, ma attorno al quale ruotano tutti i componenti del gruppo, trovando spazi in solitudine. Un caleidoscopio musicale di rara suggestione, meritevole da sola dell'intero prezzo del biglietto.

Uno splendido spettacolo, assai apprezzato dal pubblico, proprio per la diversità delle scene proposte, comunque tutte coerenti all'identità musicale del gruppo messo assieme da Zanchini. Un gruppo che è apparso una delle realtà più originali e interessanti dell'attuale scenario jazzistico italiano.

Foto di Claudio Casanova (Uri Caine).


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