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Blue Trane - La vita e la musica di John Coltrane
Lewis Porter
Minimum Fax
Che questo sia l'anno di John Coltrane è facilmente prevedibile: la stretta contingenza tra l'ottantesimo anniversario della nascita - caduto nel settembre del 2006 - e il quarantennale dalla morte - che si celebrerà nel luglio di questo 2007 - non lascia scampo.
Se a questo aggiungiamo che proprio alla morte del grande sassofonista la storia del jazz pone una specie di "punto di non ritorno" oltre il quale moltissimi fenomeni, stili, storie, musiche stentano ancora oggi - sebbene alcune già storicizzate - a trovare una collocazione condivisa, si intuisce come il compiere una ricognizione quanto più completa e stimolante sulla figura dell'artista di Hamlet [North Carolina] diventi l'obbiettivo più sensato.
Anche perché - lo abbiamo sottolineato anche altre volte da queste pagine - la figura di John Coltrane è tra quelle paradossalmente meno "comprese", straordinariamente fraintesa o utilizzata a piacimento, ma ancora così "incandescente" dal punto di vista sia musicale che spirituale da non potere essere maneggiata senza le dovute cure.
Dal punto di vista bibliografico, dopo anni di "dominio" delle volonterose quanto incomplete opere di J.C. Thomas, C.O. Simpkins e di Bill Cole, la biografia scritta dall'ottimo studioso [e musicista] Lewis Porter è diventata un testo di riferimento per addentrarsi nella vita e nella musica di Coltrane. Eccola finalmente tradotta in italiano, ad arricchire la fortunata collana dell'editore romano Minimum Fax, affiancare in Italia il bel libriccino di Marcello Piras per Stampa Alternativa e l'assai più trascurabile Ascension di Eric Nisenson tradotto qualche anno fa.
Sono oltre cinquecento pagine dense di informazioni e di analisi musicali, che ripercorrono con puntualità la vita e la carriera del musicista, a partire dall'infanzia - attentamente ricostruita - per giungere fino agli ultimi, straordinari, anni. È proprio l'aspetto degli esempi musicali [da piccoli esempi di frammenti motivici a intere trascrizioni come quella di "Venus"] e della particolare attenzione all'analisi a contraddistinguere questo libro da altre biografie - solo per restare in "casa" Minimum Fax pensiamo alle autobiografie di Miles Davis o Louis Armstrong - e questo farà sicuramente piacere ai musicisti e ai lettori più curiosi.
Sulla qualità del lavoro di Porter non serve dilungarsi molto: questo è un volume importante e ricchissimo di pregi, assolutamente da avere e rileggere con il tempo, magari per accompagnare l'ascolto delle straordinarie pagine coltraniane. Si comprenderà così al meglio la straordinaria evoluzione, sia dal punto di vista strumentale che di quello espressivo, di quest'uomo, di come le difficoltà e i problemi legati alla droga siano stati vissuti e metabolizzati, degli incontri fondamentali con Davis e Monk, della straordinaria tenacia e di quel percorso verso la libertà che raggiunge il suo apice nei febbrili lavori degli ultimi tempi.
Affrontare l'anno coltraniano con questo libro finalmente disponibile in italiano è cosa di cui rallegrarsi davvero. Imprescindibile!
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