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Album Review

Andrew Cyrille, William Parker, Enrico Rava: 2 Blues for Cecil

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Andrew Cyrille, William Parker, Enrico Rava: 2 Blues for Cecil
È già stato detto molto, di questo album. Appuntamento al vertice di tre musicisti, che in momenti diversi hanno incrociato la personalità magmatica di Cecil Taylor e la sua musica.

Andrew Cyrille, William Parker ed Enrico Rava, nell'ordine alfabetico in cui sono elencati dal disco, hanno dato vita al trio per la prima volta nel 2016, con un'esibizione al Whitney Museum di New York. Dopo un nuovo incontro in Francia, nel 2020, sono entrati in studio a Parigi l'anno successivo, dedicando due Blues a Taylor, scomparso nel 2018.

Cosa aggiungere alle molte parole già spese e alle ricche, pregnanti note di copertina (redatte da Ben Young e accompagnate da splendide fotografie di Luciano Rossetti) che vanno a corredo di questo lavoro memorabile? Vengono in mente le parole di Todorov, il quale ragionando di altri titani, quali Oscar Wilde, Rainer Maria Rilke e Marina Cvetaeva, li descrive come "avventurieri dell'assoluto." Definizione che perfettamente si accorda a Taylor, ma pure ai protagonisti di 2 Blues For Cecil.

Due Blues, si diceva. In realtà il lavoro si compone di dieci brani, per un corpus d'ascolto che supera i settanta minuti. Con due lunghe improvvisazioni, che allo stesso modo dei blues portano la firma collettiva dei tre protagonisti. Con due brani di Rava, gli storici "Ballerina" e "Overboard," risalenti ai primi anni Novanta; due di Cyrille, creati dal musicista appositamente per questo incontro; uno di Parker, "Machu Picchu," in origine presentato nell'album di solo contrabbasso Lifting the Sanctions, del 1997. Il sigillo finale con "My Funny Valentine" può rappresentare una sorpresa, una sorta di incoerenza, ma non è proprio così.

Prima di seguirne qualche traccia musicale, dedichiamo a questo gioiello alcune piccole considerazioni. Sottolineiamo in primo luogo un'ovvietà: che i tre musicisti sono tra i più accreditati a svolgere tale operazione. Cyrille e Parker hanno trascorso un lungo periodo con Taylor, in momenti diversi. Il primo dal 1964, per una durata di quasi dodici anni, registrando pietre miliari come Unit Structures e Conquistador!. Il secondo, regolarmente al contrabbasso nei suoi gruppi a partire dal 1980, pure lui per una dozzina di anni. Hanno dato alla musica di Taylor contributi essenziali, ricevendone un'impronta indelebile, maturando attraverso di essa "un'esperienza esistenziale," come sottolinea il batterista.

I contatti di Rava con il pianista furono meno continuativi: ricordiamo l'esperienza intensa con l'Orchestra of Two Continents, della quale è stato recentemente pubblicato il Live at Jazz Jamboree del 1984. Ma nell'esperienza del nostro musicista, le ragnatele di contatti con Steve Lacy, Bill Dixon, Roswell Rudd e altri portano inevitabilmente un pulviscolo che in qualche modo prende bagliori dall'universo di Taylor.

La musica di questo CD, nel quale tra l'altro si evidenzia la mancanza del pianoforte, è senz'altro lontana da quella di Cecil Taylor, dal suo eccesso turbinoso, dalla spavalderia ribollente che la caratterizza. I tre musicisti decidono di imboccare un'altra strada, giungendo a risultati di altrettanta intensità attraverso un lavoro di filigrana, in cui le sfumature sono messe in risalto nelle loro gradazioni di trasparenza e leggerezza.

L'incipit del primo brano è soffiato dal flicorno di Rava, così come il pezzo di chiusura si genera dal fruscio delle spazzole di Cyrille. Due soffi vitali che danno la cifra di quanto sta accadendo e di quanto accade nel corso dei settanta minuti. La tensione è forte, pregnante, nel brano "Improvisation No. 1," ma le maglie sono larghe, lasciano penetrare spazi e luce. Trasparenze. La concentrazione è massima, i tizzoni ardenti della percussione si mescolano ai passi felpati del flicorno. Giravolte leggere incontrano sciabolate, dentro equilibri in costante incrinatura. La danza vorticosa di "Ballerina" irrompe avvolta dai poliritmi di Cyrille, incalzata dalla pulsazione inesorabile di Parker. "Blues for Cecil No. 1" riceve il carattere schietto dal contrabbasso e il canto sciolto di Rava. Tutto trasuda di musica nera, in un'odissea di dieci minuti.

Quando tre titani si incontrano, possono scaturire narrazioni, aforismi, elegie (come in "Improvisation No. 2") dove suoni e silenzi si palleggiano il senso. "Top, Bottom and What's in the Middle" è un piccolo capolavoro di Cyrille, in cui la sequenza degli interventi è sollecitata da una percussione policroma, innervata da mille sfumature espressive e timbriche. Quando inizia "Blues for Cecil No. 2" tutto suona così naturale che parrebbe il punto d'arrivo di un lavoro concluso.

Ma ci sono ancora una ventina di minuti in stato di grazia: quattro brani, tra i quali brilla ancora la scrittura di Cyrille, in "Enrava Melody," con la batteria, le cui qualità di danza rappresentano uno dei legami più stretti alla musica di Taylor. Si chiude con "My Funny Valentine," come dicevamo. Conclusione coerente, seppure enigmatica, di un lavoro che si alimenta di melodie e danze. Miles sorride dietro alle quinte, insieme a Cecil.

Album della settimana.

Track Listing

Improvisation No 1; Ballerina; Blues for Cecil No. 1; Improvisation No. 2; Top, Bottom and What's in the Middle; Blues for Cecil No. 2; Enrava Melody; Overboard; Machu Picchu; My Funny Valentine.

Personnel

Andrew Cyrille: drums; William Parker: bass; Enrico Rava: trumpet.

Additional Instrumentation

Enrico Rave: flugelhorn.

Album information

Title: 2 Blues for Cecil | Year Released: 2022 | Record Label: TUM Records

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