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Roscoe Mitchell Sextet al Teatro Manzoni di Milano

Vincenzo Roggero By

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Roscoe Mitchell Sextet plays Coltrane
Aperitivo in Concerto
Teatro Manzoni
Milano
29.01.2017

Il "Roscoe Mitchell Sextet plays Coltrane" è un progetto ideato da Aperitivo in Concerto per celebrare la figura di John Coltrane nel cinquantesimo anniversario della morte. Dubbi e sospetti si insinuano tra i fans incalliti del leggendario sassofonista di Hamlet, poco disposti ad accogliere con benevolenza operazioni di questo genere, dubbi e sospetti destinati a sciogliersi come neve al sole visto che ad affrontare la titanica impresa è un altra icona della musica afroamericana come Roscoe Mitchell, sommo compositore e innovatore assai poco incline ad interpretare musiche altrui.

Così sgombriamo subito il campo dagli equivoci, quella ascoltata in un Teatro Manzoni gremito è musica di Mitchell al cento per cento, per concezione, filosofia, strumentazione, impatto sonoro, dinamiche, architettura. L'inizio non tragga in inganno, una iterazione ossessiva e ipnotica dalle parti di "Countdown," con il tema che affiora alla fine, poi Coltrane è presente in qualche brandello di tema, in frasi più o meno velate ma soprattutto come alito vitale che soffia sulle braci della musica di Mitchell rendendola incendiaria, ipnotica, coinvolgente, universale, commovente, assoluta.

Pochi gesti misurati, fugaci cenni verso l'ensemble, il carisma di chi ha contribuito a cambiare, e non poco, le vicende della musica afroamericana nell'ultimo mezzo secolo, il soffio dei suoi sassofoni. È tutto quello che serve a Mitchell per trasformare il concerto in un'esperienza unica che coinvolge tutti i sensi, che appaga la sete di conoscenza dell'ascoltatore, lo introduce in mondi apparentemente inconciliabili, dove la bellezza è ovunque, manifesta o tra le pieghe di una materia sonora a tratti densa come una colata lavica a volte sospesa, delicata, leggera, ma sempre improntata alla ricerca e all'esplorazione.

Meraviglioso l'ensemble. Mazz Swift al violino, Silvia Bolognesi al contrabbasso, Tomeka Reid al violoncello -affiatato trio di corde con all'attivo numerosi concerti e lo splendido Hear in Now album edito da Rudi Records -forniscono un fondale ombroso dal moto perpetuo, ideale per esaltare l'inesauribile vena creativa del leader. Ma si ritagliano anche spazi che ne evidenziano l'estrema sensibilità e la caratura di solisti a proprio agio tra infuocate improvvisazioni ed atmosfere cameristiche.

Il contrabbasso di Junius Paul è votato ad assicurare una propulsione robusta e infaticabile, la batteria di Vincent Davis lavora nell'ombra, tessendo una fitta trama di figure ritmiche che fungono da stimolo e da collante alle dinamiche del gruppo. E naturalmente, Roscoe, i suoi sassofoni e la sua visione di musica universale.

Foto: Roberto Cifarelli.
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