Roberto Cipelli & Paolo Fresu al Parco Ca' Nova di Medicina

Courtesy Daniele Franchi

Emmanuel Di Tommaso BY

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Roberto Cipelli e Paolo Fresu
Parco Ca' Nova
Crossroads Festival 2021
Medicina (BO) 26/06/2021

La prima delle tre apparizioni di Paolo Fresu alla ventiduesima edizione del Crossroads Festival, la manifestazione musicale che anche quest'anno attraversa tutta l'Emilia—Romagna con oltre 60 concerti di alto livello, va in scena al Parco Ca' Nova di Medicina, a pochi chilometri da Bologna, città in cui vive il trombettista sardo. Ad accompagnarlo (ma, come vedremo, non si tratta di accompagnamento, quanto di una vera e propria fusione di anime) il pianista cremonese Roberto Cipelli. I due, già membri del leggendario Paolo Fresu Quintet, sono legati da una solida amicizia decennale che si nutre di musica e al contempo la trascende, come dimostrano i numerosi aneddoti di vita e discorsi musicali che il duo condivide con il pubblico nelle pause fra le esecuzioni dei brani.

Cipelli e Fresu eseguono dal vivo musica tratta da L'equilibrio di Nash, disco pubblicato dalla Tŭk Music nel settembre dello scorso anno. Il concerto di Medicina, a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni alla musica dal vivo, è la seconda esecuzione live del disco, dopo quella della sera precedente a Cremona, città in cui vive ed è nato Cipelli. Si tratta di un album dichiaratamente ispirato allo stratosferico Diane di Chet Baker e Paul Bley, per ragioni che non riguardano solo la corrispondenza degli strumenti musicali in gioco, ma anche e soprattutto il tentativo di inseguire quella purezza essenziale del suono che nasce solo quando due artisti si pongono in una relazione di ascolto e comprensione.

Lo scenario del Parco di Ca' Nova, immerso nella quiete e nei colori della sgargiante campagna emiliano— romagnola, rispecchia alla perfezione l'essenzialità e l'apertura che sono alla base della concezione di musica di Fresu e di Cipelli. I brani dell'album, scelti da Cipelli e riarrangiati, nella loro esecuzione, secondo l'impronta musicale di Fresu, ne sono una dimostrazione: si passa dai classici standard jazz statunitensi (i già citati Baker e Bley) al latin jazz (Caetano Veloso e Mercedes Sosa), dalla musica pop di Sting ai classici della musica italiana ("Parlami d'amore Mariù"), finanche alla musica classica di Fryderyk Chopin e a quella barocca di Claudio Monteverdi. Il repertorio è vasto e senza confini, in costante trasformazione, proprio come dovrebbe essere la musica jazz secondo Cipelli e Fresu.

L'atmosfera del concerto è fin dall'inizio coinvolgente e familiare. Di fronte a una platea di spettatori attenti e visibilmente emozionati dalla possibilità di tornare ad ascoltare la musica dal vivo, Cipelli suona il pianoforte a corda aperto con il solito tocco evansiano, leggero eppure fortemente espressivo. Il pianista di Cremona, pur non esimendosi dagli assoli, si presta prevalentemente alla composizione della struttura melodica dei brani, lasciando a Fresu lo sviluppo dei temi e delle variazioni. Il musicista sardo si divide fra tromba, flicorno ed effetti, con il solito immenso talento immaginativo.

È il tramonto. Come accade nelle sere d'estate, il buio cala improvvisamente sul parco di Ca' Nova come una scure. Fresu dà inizio al suo spettacolo abissale di effetti loop, echi e riverberi (la versione di "Practical arrangements" di Sting lascia senza fiato). Cipelli segue Fresu in questo interregno immaginifico senza rinunciare alla luminosità dei fraseggi.

Momenti più classici si alternano a catarsi intimiste in cui si sprofonda totalmente in una perdita del senso del tempo e dello spazio. Non mancano le improvvisazioni, anche se eseguite sempre con naturalezza e a partire dal dialogo profondo fra le parti, rifuggendo da quella sorta di manierismo che caratterizza purtroppo parte del jazz contemporaneo.

L'equilibrio raggiunto è una sintesi perfetta di istinto, conoscenza e complicità. Si tratta di un equilibrio trasformativo, mai statico, sempre aperto a ogni forma di influenza musicale e culturale. Sono questi gli elementi che permettono di raggiungere la purezza essenziale del suono: dal vivo ancora più che sul disco, la musica generata da Cipelli e Fresu, uniti in questo equilibrio di trasformazioni, si espande nell'aria come fosse un elemento della natura al pari del vento e della luce.

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