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Nazareno Caputo: Phylum

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Nazareno Caputo: Phylum
Diplomato al conservatorio, esecutore attivo nella classica contemporanea, più volte presente negli inetichettabili progetti senesi di Stefano Battaglia, il vibrafonista Nazareno Caputo presenta il suo primo album a proprio nome, che gli ha già fruttato molta attenzione della critica, la quale nel 2021 ha indicato il disco tra i migliori usciti in Italia e il suo autore ai primi posti tra i talenti emergenti.

Phylum è un lavoro complesso che si articola su quattro lunghi brani e una suite, che dà il titolo al disco, incastonati tra un preludio e un postludio, più semplici e brevi. Tutte le composizioni sono di Caputo e la formazione che dà loro vita è un trio nel quale, accanto al leader, troviamo l'eccellente contrabbassista Ferdinando Romano, altra brillante giovane leva che si sta affermando in questi ultimi anni, e il batterista Mattia Galeoti.

La cifra dell'album è sostanzialmente quella di una meditativa ricerca all'interno della mutevolezza del suono, su tempi in prevalenza medio- lenti e con un'interazione paritetica tra i tre protagonisti, che spesso però si sfrangia con l'assegnazione del ruolo di prima voce e/o di conduttore ora all'uno, ora all'altro. Questo ripetuto mutamento dello strumento centrale accresce l'effetto di costante cambiamento di scenario dovuto al lavoro esplorativo svolto dai tre sulle strutture e sui timbri. Un andamento che è dichiaratamente intenzionale e che trova emblematica conferma anche nel titolo dell'album, visto che "phylum" viene usato in zoologia e botanica per indicare gruppi di organismi con elementi strutturali comuni, ma che si sviluppano in direzioni anche molto diverse tra loro.

Così, se nell'iniziale "Preludio" domina l'intreccio dei diversi suoni, proposto in modo tanto nitido, quanto tuttavia libero, nel successivo, lungo "Adi" tutto si fa ordinato, prima contrappuntisticamente, poi—con il vibrafono protagonista sulla spinta regolare del contrabbasso—più lirico, fino a sfiorare il gusto di un'eterea danza e giungere a una conclusione interamente dominata dalla batteria.

Nell'evocativa "Abside"—dedicata a Bach e sviluppata a partire dalle note del suo nome, come nella fine dell'Arte della Fuga—si ascolta un crescendo che parte dal contrappunto di isolati suoni del vibrafono, delle linee del contrabbasso archettato e di rumori percussivi, fino a giungere a un'intensità quasi frenetica e al suo smorzamento finale in una quieta coda. "Adam R.," il brano più lungo (emblematicamente dedicato a Adam Rainer, l'unico uomo ad essere stato affetto tanto da nanismo, quanto da gigantismo), ha una svolta centrale che matura con un bell'assolo del contrabbasso. "Philum," la suite eponima tripartita, si apre con l'esposizione del materiale tematico per opera del solo vibrafono, che viene poi sviluppato in modi diversi nelle due parti successive.

Aldilà di forme, strutture e stilemi, comunque, il disco risulta all'ascolto affascinante e coinvolgente, originalissimo e non facilmente riconducibile a un genere, cosa che— unito alla godibilità e alla bellezza dei suoni—ne rende estremamente interessante la fruizione, anche a ripetuti ascolti.

Album della settimana.

Track Listing

Preludio; Adi; Dulce; Abside; Adam R.; Philum I; Philum II; Philum III; Postludio.

Personnel

Nazareno Caputo: vibraphone; Ferdinando Romano: bass; Mattia Galeoti: drums.

Album information

Title: Phylum | Year Released: 2021 | Record Label: Aut Records

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