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Moonsun Christophe Schweizer: Opus

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Un compendio straordinario di tecniche compositive ed improvvisative: questo, in sintesi, è Opus, il nuovo album di Christope Schweizer pubblicato dalla Unit records. Il trombonista svizzero trapiantato prima negli USA poi in Germania torna alla guida di Moonsun, oramai da qualche anno il suo quintetto stabile.

L'enciclopedismo stilistico è, in effetti, uno dei tratti distintivi di Schweizer, musicista dagli studi e dagli interessi onnivori. Con questo gruppo, il gusto per le lunghe esecuzioni, per i temi complessi e le frequenti aperture all'improvvisazione libera trova una sua sistemazione organica, resa possibile da sidemen tecnicamente impeccabili e stilisticamente affini al leader.

Le sette composizioni, tutte di Schweizer, attraversano la storia del jazz e della musica eurocolta degli ultimi sessant'anni. Lo fanno con spirito postmoderno, passione per la giustapposizione di atmosfere diverse e per la citazione - mai esplicita, ma perfettamente udibile - dei modelli.

A proposito di modelli, si ascoltano qui le idee mingusiane - alcuni dei musicisti della band hanno militato nella Mingus big band - risalenti ai tempi del Jazz Composers Workshop (chorus estesi, cambi di tempo durante l'improvvisazione); temi astratti alla Braxton del primo quartetto; alternanza di parti rigidamente scritte e spazi di improvvisazione collettiva alla Berne o alla Zorn, passando per Hemphill.

Ecco, forse le composizioni più audaci e strutturate di Schweizer non hanno la freschezza e la fluidità di quelle del quasi coetaneo e più noto Tim Berne, ma può immaginarsi facilmente un dialogo tra i due musicisti, se non altro a distanza, ascoltando questo Opus e il berniano Snakeoil. Entrambi sono lavori in cui viene messo a punto uno stile maturo e consapevole, che si nutre di musica complessa, ma non autoreferenziale o smaccatamente cerebrale.

Opus suona compatto, senza nessuna sbavatura, grazie alla precisione millimetrica della ritmica, su cui si stagliano i virtuosismi dei fiati e il fraseggio spigoloso del pianoforte, anche se magari Jacob Sacks avrebbe potuto talvolta indugiare di più sullo sviluppo melodico del proprio modo di suonare, invece di privilegiare un'armonia nervosa e cangiante, anche quando non ce n'è veramente bisogno.

Sorprende, in fine, l'uso del silenzio, frequentissimo nel disco, come se il gruppo volesse spiazzare l'ascoltatore con ripartenze di grande potenza o sentisse l'esigenza, nelle lunghe esecuzioni, di momenti di respiro, necessari sia alla tenuta della forma compositiva, sia alla sua fruibilità.

Track Listing: 1. Rise, Rise, Rise! (13:13); 2. Deep Sea Sonata (12:10); 3. Invention and Expedition (09:02); 4. Aria of Rare Beauty (05:35); 5. Five Men on a Boat (10:03); 6. Benedicta (03:46); 7. Some Made It Home (08:00). Tutte le composizioni sono di Christophe Schweizer.

Personnel: Christophe Schweizer (trombone); David Binney (sax alto); Jacob Sacks (pianoforte); Zack Lober (contrabbasso); Dan Weiss (batteria).

Title: Opus | Year Released: 2012 | Record Label: Unit Records

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