Home » Articoli » Live Review » Jon Rose - Chris Cutler
Jon Rose - Chris Cutler
Sabato 10 sono stati di scena due protagonisti indiscussi della musica innovativa, sperimentale e d'avanguardia in genere, al confine fra rock, elettronica e contemporanea: Jon Rose e Chris Cutler. Il secondo dei due, poi, è un veterano di questa scena, avendo fatto parte fin dagli anni '70 dei gruppi - Henry Cow in primis - che hanno contribuito alla sua stessa creazione.
Il concerto si è mosso sui binari dell'improvvisazione elettroacustica, ambito in cui entrambi i musicisti si trovano del tutto a casa, frequentandolo da svariati anni. Entrambi hanno sviluppato e consolidato un proprio vocabolario da utilizzare in contesti improvvisativi di questo genere e, anche se l'elemento di ricerca continua ad essere presente, si sono sostanzialmente attenuti a quanto sin qui acquisito.
Rose al violino ha sfoderato i suoi tipici fraseggi, frammentati, veloci e spezzati, con molto uso degli armonici; questi ultimi, suonati a velocità frenetica, ricordavano in certi momenti lo stile improvvisativo di Evan Parker al sax soprano, sebbene quest'ultimo, tramite l'impiego della respirazione circolare, risulti più uniforme e molto meno frammentato. Il vuoto lasciato da queste frasi spezzate veniva riempito da un fondale elettronico fatto di echi, effetti ed elaborazioni in tempo reale del suono dello strumento.
Cutler alla batteria ha sviluppato uno stile del tutto personale, che utilizza in particolare nei contesti improvvisativi e in piccoli organici come questo. L'approccio e il suono sono simili a quelli di un percussionista sinfonico, coi singoli elementi della batteria suonati quasi a se stanti, esaltandone soprattutto la componente timbrica più che quella ritmica. Un rollio di timpani creava una sorta di continuum di base dal suono tellurico, su cui si appoggiavano gli interventi coloristici sui tom e altre percussioni col suono elaborato elettronicamente.
Entrambi i musicisti si sono mossi con sicurezza su un terreno ben conosciuto, senza esitazioni o titubanze. E' mancato però qualche guizzo d'imprevedibilità, qualcosa che rimescolasse un po' le carte in tavola e distogliesse ciascuno dei due dal proprio sentiero un po' precostituito.
Il momento più intenso del concerto è stata la parte finale, con un climax dinamico di suono elettronico in progressiva saturazione, discendente nel gorgo del noise.
Notevole anche il bis di Rose da solo al violino acustico, in cui ha messo in luce la sua tecnica: fraseggi veloci e rapidissimi, basati su microcellule tonali ripetute a varie altezze, uso superbo dell'archetto e degli armonici.
Visita il sito di Jon Rose
Foto di Claudio Casanova.
Ulteriori immagini di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.




