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Jazznorway in a Nutshell / NattJazz

Jazznorway in a Nuthshell

"Jazznorway in a Nuthshell" è un importante "show-case" organizzato annualmente dal Vestnorsk Jazzsenter, per promuovere la musica e i musicisti norvegesi nel mondo.

Oltre al Vestnorsk Jazzsenter sostengono la manifestazione l'amministrazione di Bergen - l'antica capitale norvegese, che ospita l'evento - il Ministero degli Affari Esteri Norvegese, il festival di Nattjazz, il Jazz Forum e Music Export Norway.

Lo scorso anno fu Stavanger, capitale europea della cultura, ad ospitare l'evento, mentre quest'anno a rendere possibile un'iniziativa così importante per la musica e la cultura norvegese è stata la città di Bergen con il locale festival Nattjazz.

Circa quaranta, tra organizzatori di festival, giornalisti e proprietari di club provenienti da Malesia, Canada, Francia, Germania, Corea, Giappone ecc. si sono incontrati per alcuni giorni al fine di approfondire la conoscenza della scena musicale norvegese e delle nuove tendenze in un contesto naturale di grande fascino. Anche quest'anno il focus principale era la musica, ma non solo, e gli organizzatori hanno guidato il gruppo dei partecipanti tra fiordi, cascate, sport estremi e tanto altro.

A dar corso all'evento nel tardo pomeriggio del 21 maggio è stato Lars Mossefin, che dopo il brindisi di benvenuto ha introdotto il concerto inaugurale del giovane sassofonista Kietil Moster. Moster, dopo anni di militanza nei Core, Zanussi Five, Ultralyd e altre formazioni di spicco, ha lasciato la Norvegia per seguire la compagna in Sudafrica, uscendo così di fatto dalle formazioni in cui militava. Tornato da qualche tempo a Oslo suona principalmente in gruppi rock (Datarock), ma resta uno dei musicisti più interessanti della scena: di recente ha pubblicato con i Trinity per la Cleanfeed, e il nuovo album con Ultralyd per l'etichetta The Last Record Company (sezione vinile della Rune Grammofon).

Avvio sperimentale, assai vicino alle sonorità di Ultralyd. Uso consistente di elettronica che si traduce in uno sviluppo timbrico dello strumento, completamente snaturato dall'elettronica. Dissonanze, sonorità ora più liriche, ora più acide... performance ricca di intuizioni che nel finale prende una deriva un po' estrema, sempre più densa di atmosfere noise e distorsioni. Senza dubbio un buon inizio per questa edizione di "Jazznorway in a Nuthshell," degna introduzione a un certo gusto musicale della scena norvegese contemporanea.

NattJazz 2009 - 20-30.05.2009

Nattjazz è uno dei Festival estivi più importanti in Norvegia e si tiene dal 1973. Bergen è una cittadina incantevole sul fiordo, non a caso patrimonio dell'UNESCO, e i concerti si tengono in un'antica Fabbrica di sardine (USF, ovvero United Sardine Factory) dismessa, recuperata e adibita a luogo di produzione d'arte e cultura.

Oggi in questo magnifica fabbrica dell'arte e della cultura sono impiegate più di 350 persone nei diversi settori della musica, del cinema, del teatro, ecc. addirittura di più di quando si confezionavano sardine.

Bergen è città piovosa, ma l'aria in questo periodo è sempre elettrica: oltre a "Nattjazz" si tengono "Festspillene," importantissimo festival di musica contemporanea, "OiOi," festival di musica folk, e "BaJazz," dedicato ai bambini.

Nattjazz - 21 Maggio

La formula del festival è assai originale in quanto i concerti iniziano la sera alle 20 e terminano alle 2, si tengono contemporaneamente in tre diversi spazi per cui è usanza che a metà concerto buona parte del pubblico si alzi e vada a sentire altri concerti e arrivi un'analoga ondata di pubblico proveniente dalle altre sale.

Nel corso delle due settimane di programmazione si sono alternate alcune stelle internazionali (Joe Lovano, Geri Allen, Bobo Stenson, Yellowjackets) e una nutrita schiera di rappresentanti della scena norvegese di oggi, tanti giovani emergenti e un pubblico eterogeneo in gran parte giovane.

Ad avviare questa edizione, la sera del 20, erano stati due beniamini locali come Nils Petter Molvaer e Kristin Asbjiornsen. Ad aprire la serata del 21 è invece Arve Henriksen, affiancato da Jan Bang e Eivind Aarset. Il progetto, pubblicato di recente per la ECM, Cartography, è in continua evoluzione: se a novembre, a Parma (ParmaFrontiere), seguiva sostanzialmente il filo narrativo del disco, ora si mostra profondamente modificato, meno lirico, più folk e sperimentale, ma sempre denso ed emozionante. Henriksen usa la tromba come elemento ritmico per lunghi tratti, poi alterna tromba e cornetta e usa la voce in falsetto. Bang è compagno ideale e i due interagiscono in modo perfetto. Ad affiancarli è Aarset, che la sera prima aveva suonato con Molvaer, e che come sempre è maestro in misura e originalità, pur osando più del solito con parti solistiche più consistenti.

Impossibile seguire tutti i concerti integralmente, causa la contemporaneità: al piano superiore suona il trio del pianista Harvaard Wiik (membro di Atomic e figura di grande personalità). Il trio, eccellente per tecnica e idee, di recente ha pubblicato per la Jazzland Arcade. Lo compongono, col leader, altri due giovani - tra i migliori in circolazione - Ole Morten Vagan al contrabbasso e Mjåset Johansen alla batteria, entrambi membri dei Motif con Mathias Eick e del quartetto "Maryland" di Maria Kannegaard. Trio perfetto che suona con grande feeling, precisione e freschezza, in cui spicca il batterista.

A seguire una delle glorie del jazz norvegese, Terje Rypdal, con un progetto commissionato dal festival stesso, Crime Scene, che vede il gruppo di Skyward interagire con la Bergen Big Band e Palle Mikkelborg. Progetto ambizioso di grande impatto e aspettativa che però vede le maggiori difficoltà e zone d'ombra nell'integrazione dei due organici: Rypdal è in forma

smagliante e suona davvero come ai tempi di Skywards, ma i due organici tendono ad aprirsi o avvicendarsi, e quasi mai a integrarsi. Mikkelborg sembra meno brillante del solito, ma il risultato è comunque un ottimo punto di partenza: come spesso accade, e se avranno modo di lavorarci, le potenzialità sono senza dubbio di grande portata. Affiancano Rypdal il tastierista Stale Storlokken (Supersilent, Elephant9 e Humcrush) e Paolo Vinaccia, che oltre a suonare la batteria ha contribuito al progetto selezionando citazioni cinematografiche legate alla mafia.

In chiusura è la volta di Dörner, Wiik, Zanussi e Lonberg-Holm, un quartetto d'avanguardia di grande levatura apparso però un po' sottotono. Musicisti eccellenti che non sono soliti spaventarsi davanti al rischio e che per l'occasione realizzano una perfomance di buon livello ma dall'impianto un po' statico.

Nel complesso un inizio più che promettente per Nattjazz 2009: pieno di idee, alcune più a fuoco e rodate, altre da sviluppare, ma nell'insieme tutte di ottima qualità.

Il mattino seguente partenza per Voss, località a 1 ora e mezza da Bergen, sede dello storico festival VossaJazz che si tiene a ridosso di pasqua, nonché capitale norvegese degli sport estremi. Alcuni temerari tra i partecipanti si avventurano in un'uscita di rafting per nulla banale e ne escono divertiti e temprati dall'ebbrezza: l'organizzazione e i responsabili del Rafting Center spiegheranno poi il perché dell'iniziativa e le ragioni dell'accostamento di rafting e jazz, mostrando il legame tra l'adrenalina generata da esperienze così forti e l'improvvisazione jazzistica. Segue la breve session di un quartetto di giovanissimi formati alla scuola del festival, vincitori del premio "UNGjaJAZZja!-prisen" dell'ultima edizione (Børge Styve, Anders Fretheim, Tarjei Kjerland Lienig e Håvard Havro Bjørnstad) e ormai pronti per il conservatorio di Trondheim.

Proseguiamo poi per prendere parte al breve concerto di Hakon Kornstad e Sidsel Endresen, showcase in cui presentano il nuovo duo che suonerà a Nattjazz il 29 e con cui inizieranno un tour nelle prossime settimane. Duo che affianca uno dei giovani emergenti più dotati e un autentico punto di riferimento per le vocalist in Europa, in grado di fondere originalità e tecnica straordinarie.

Nattjazz - 22 Maggio

Il primo concerto della serata è quello di Bobo Stenson e il suo trio. La formazione, composta da Anders Jormin al contrabbasso e dal giovane batterista Jon Fält, ha di recente pubblicato per la ECM Cantando, e c'è molta aspettativa da parte del pubblico. Il risultato non soddisfa appieno: atmosfere troppo da studio, brani molto lunghi che spesso faticano a decollare.

In contemporanea, al piano superiore, il quintetto norvegese di Bjorn Alterhaug non brilla se non per il tocco di Vigleik Storas, e mette in scena un repertorio mainstream un po' annebbiato.

Sempre al piano di sopra, più tardi, una delle cose migliori viste al festival quest'anno: il trio del giovane violinista Ola Kvenberg con ospite il percussionista Børge Fjordheim. Bel trio, tecnicamente preparato e affiatato, si cimenta con un repertorio folk dalle diverse influenze, a cavallo tra Norvegia, sonorità ebraiche e musica celtica, ma con approccio di grande modernità e freschezza. Ha di recente pubblicato Folk, per la Jazzland di Wesseltoft, e ha riscosso un buon successo.

Nattjazz - 23 Maggio

L'ultima sera del nostro passaggio a Nattjazz è di scena un altro veterano norvegese, Jon Balke (che ha di recente pubblicato per ECM il progetto Siwan visto a Stavanger lo scorso anno), con "Pratagraf," derivato dal precedente "Batagraf" ma destinato al solo pubblico locale per via della forte componente verbale norvegese. La formazione, oltre a Balke e ai due speaker della radio, vede due dei percussionisti più interessanti in Norvegia - Helge Norbakken e Ingar Zach. In contemporanea, al piano superiore, il giovane trio svedese "Lekverk," in cui spicca il batterista Jon Fält, già visto con il trio di Stenson. Trio spumeggiante in cui lo stile esuberante di Fält, un po' alla Bennink, conferisce carattere ed energia alla musica. Peccato che le composizioni non siano al pari dell'esecuzione e finiscano per pregiudicarne un po' l'efficacia.

Chiusura con un trio di giovani, Audun Automat, cui si aggiunge il sassofonista Hakon Kornstad. Il trio propone un mix tra jazz e rock, ma non funziona: il tastierista Erlend Slettevoll è senza dubbio il più dotato ma non trova in alcun modo feeling e tempo con il batterista Ole-Thomas Kolberg. Peccato, perché con Kornstad ospite si annunciava una delle cose più interessanti.

Ancora una volta Nattjazz ha proposto cose di qualità all'insegna della varietà con particolare attenzione alla scena norvegese, pur se con qualche flessione, ed è stato ampiamente ripagato dal grande successo di pubblico, accorso numeroso a tutti i concerti.

Visita i siti di Nattjazz 2009 e Vestnorsk Jazzsenter.

Foto di Luca Vitali (1,2,3,4, 11), di Øyvind Zahl per Nattjazz (6,7, 9 e 10) e di Hans Fredrik Asbjørnsen (5).


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