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Aruán Ortiz: Inside Rhythmic Falls

Giuseppe Segala By

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Aruán Ortiz: Inside Rhythmic Falls
Affacciata sul mare dei Caraibi, Santiago de Cuba fa sentinella alle province orientali dell'isola, di cui è capoluogo. Quell'area, appunto chiamata Oriente, che serba un profondo aroma di Africa e nel contempo è teatro del sincretismo culturale con gli altri continenti: la formidabile mescolanza di umori e colori, di ritmi e movenze che hanno reso unico il teatro caraibico. Antica capitale di Cuba, Santiago conta oggi quasi mezzo milione di abitanti, di cui il 33 per cento neri e il 52 per cento creoli. La musica, il ritmo, impregnano l'aria e i vicoli di quella nobile città: chi si imbatte nel vortice emotivo ed energetico della conga con l'orchestra di tamburi che innerva il carnevale più famoso dell'isola, ne resta indelebilmente impresso.

Il pianista Aruán Ortiz è originario di Santiago, dove ha vissuto 23 anni, prima di trasferirsi negli Stati Uniti, collaborando con i luminari della scena jazz contemporanea, da Wadada Leo Smith a Hamiet Bluiett, da Andrew Cyrille a William Parker. Già alcuni CD a suo nome pubblicati dalla Intakt Records, in particolare il solo di pianoforte Cub(an)ism, hanno messo in evidenza un approccio che coniuga in modo originale e profondo le radici cubane (comprese quelle colte di Manuel Saumell e Ignacio Cervantes, allievi di Gottschalk), con Monk, Andrew Hill, Cecil Taylor. Non dimenticando le matrici europee di Bartók, Strawinsky e Ligeti.

Il titolo di questo suo ultimo CD, Inside Rhythmic Fall, dove accanto a Ortiz c'è lo stesso Cyrille e c'è il percussionista cubano Mauricio Herrera, fa correre il pensiero, non senza emozione, a Santiago, a quella cascata di ritmi, alla densa atmosfera di legame vitale con l'Africa. La recitazione di "Lucero Mundo," il brano che apre il disco, affidata alle voci di Marlène Ramírez-Cancio, Emeline Michel e dello stesso Ortiz che si rincorrono in un fiero richiamo al regno del Congo, alla popolazione Bantu, a Elegguá (un dio della Santeria), ci immerge in quel clima dell'Oriente cubano, con fitta mescolanza di ritualità, disegni ritmici, evocazione.

Nei pezzi successivi, l'orizzonte si allarga, pur tenendo la relazione con quella matrice. Spicca tra gli altri brani, "Golden Voice," ispirato al Changüi, uno stilema musicale per chitarra e percussioni, creato dagli schiavi nelle raffinerie di canna da zucchero degli inizi del XIX secolo, che fonde il Cancíon spagnolo con le percussioni Bantu. Qui il pianoforte del leader e la batteria di Cyrille (sul cui lavoro in duo si impernia ampia parte del disco) mettono in scena una stretta comunicazione, fatta di contrasti timbrici e ritmici, di trame che si allacciano e si stratificano con formidabile intensità.

Nel brano, il pianoforte si muove partendo da frasi astratte, brevi ed enigmatiche, per poi addensarsi in un compatto motivo circolare e contrappuntistico, mentre la batteria innerva il tutto con la finezza timbrica, dinamica, ritmica di cui è capace Cyrille. Le sue figure sembrano lavori di alta oreficeria, tanto sono dettagliate, precise, tornite. Ma serbano pure le movenze della danza: non a caso, lo stesso batterista ha narrato che i suoi inizi furono fortemente impregnati e influenzati dal lavoro accanto a danzatori. La sua batteria si muove con leggerezza e tenacia, in un crescendo vorticoso che accompagna e stimola il pianoforte, a sua volta eterodiretto, alla ricerca continua del contrasto acrobatico e dello stimolo dialogico.

Il brano "De Cantos y Ñáñigos," che fa riferimento alla società esoterica afrocubana Abakuá, si sviluppa con umore meditativo, ancora sottolineando la profonda sintonia di Ortiz con Cyrille, che stavolta stende colore e respiro con le spazzole, mentre "Argelier's Disciple" è basato sul contrasto tra la rarefazione del pianoforte e la fitta trama, a tratti furiosa, di batteria e percussioni. Tutti da gustare, i due episodi che prendono il titolo dal CD. Il sigillo finale, "Para ti Nengón," mette ancora in campo la forte matrice discorsiva, comunicativa, antifonale dell'Oriente cubano, alla quale il pianoforte si rapporta con figure astratte, in un contrasto che esprime profondamente l'anima multiforme di Ortiz.

Album della settimana.

Track Listing

Lucero Mundo; Conversation with the Oaks; Marímbula's Mood; Golden Voice (Changüi); De Cantos y Ñáñigos; Inside Rhythmic Falls. Part I (Sacred Codes); Argelier's Disciple; Inside Rhythmic Falls. Part II (Echoes); El Ashé de la Palabra; Para ti Nengón.

Personnel

Aruán Ortiz: piano; Andrew Cyrille: drums; Mauricio Herrera: percussion.

Album information

Title: Inside Rhythmic Falls | Year Released: 2020 | Record Label: Intakt Records

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