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Claudio Cojaniz & N.I.O.N. Orchestra: Howl

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Arrivando alla quinta traccia di questo CD, quella che presta il titolo all'intero lavoro ed è dedicata "a tutti i bambini del mondo," chi avesse apprezzato la splendida musica fin lì ascoltata non potrà fare a meno di fare un ulteriore balzo sulla sedia: "Howl" è infatti l'intensa sintesi di quanto la N.I.O.N. Orchestra di Claudio Cojaniz vuol mettere in scena: pathos drammatico su temi di grande lirismo, vocalità corale innervata da superbe performance individuali, "chiamata" prepotente a un'attenzione per un mondo che la musica non può esimersi dal provare a cambiare, sebbene si sappia che non può riuscirci.

È un gran disco, questo Howl, eseguito da un nonetto che il leader Cojaniz - clicca qui per leggere la conversazione che abbiamo intrattenuto con lui in occasione della pubblicazione del disco - giunge a dirigere dopo una carriera già lunga e ricca di prove diversificate e geniali (senza andare troppo indietro nel tempo, basti ricordare i recenti Non son tornati, in piano solo, e Beat Spirits, in duo con Francesco Bearzatti). E vi giunge perfettamente maturo, ispirandosi al suo amato e frequentato blues, ma anche alle musiche balcaniche delle sue radici serbe, al klezmer e - ovviamente - all'Africa.

Non inganni il nome dell'orchestra, che richiama all'ultimo titolo della Liberation Orchestra di Charlie Haden (N.I.O.N è l'abbreviazione di Not in Our Name, il titolo dell'ultimo lavoro della L.M.O): questa non è un'ennesima replica di quella magistrale formazione, ma è qualcosa di diverso, di più vario e originale. Non lo è per composizione del gruppo, ove un posto essenziale hanno il violino di Maria Vicentini - straordinaria rivelazione jazzistica dopo trascorsi classici, i cui affascinanti assolo costituiscono uno degli elementi caratterizzanti del CD - e la fisarmonica di Romano Todesco - toccante nei suoi interventi e impegnato anche su un secondo contrabbasso. Non lo è per riferimenti e citazioni, che spaziano a 360 gradi e rinviano alle grandi orchestre sudafricane, alle big band popolari, all'enfasi dionisiaca del free.

Difficile parlare dei solisti, se non per dire che sono tutti grandiosi, dal limpido e lirico Cuong Vu alla tromba allo scatenato e intensamente espressivo Francesco Bearzatti al sax tenore e clarinetto, da Giancarlo Schiaffini che suona blues sul suo trombone a Danilo Gallo che, a dispetto della potenza sonora che si sprigiona nelle improvvisazioni di gruppo, riesce sempre a far sentire la voce del suo contrabbasso, fino a Stefano Grizzo, che inserisce le sue varie percussioni etniche dove meno si aspetterebbero, e a Zeno De Rossi, come sempre puntuale nel trasformare gli scenari ritmici.

Su tutti, il leader, che non si ritaglia veri e propri assolo, lasciando spazio agli altri ogni volta che lo richiedano per innervare espressivamente il lavoro, ma che con il suo blues percussivo è l'anima di ogni passaggio, quasi reggesse sulla tastiera il peso dell'intera formazione.

Gran disco e gran formazione, che ci aspetteremmo di vedere di scena l'estate prossima nei festival nostrani (e non solo), che ne avrebbero un gran bisogno per risvegliarsi anche loro, richiamati dall'"urlo" dei bambini del mondo.

Track Listing

1. African Market - 16:12; 2. Blues (Requiem for “Che”) - 10:36; 3. Claryspitfire - 10:16; 4. Medicine Man - 8:56; 5. Howl (from all the children in the world) - 5:41. Tutte le composizioni sono di Claudio Cojaniz.

Personnel

Claudio Cojaniz (pianoforte), Cuong Vu (tromba), Francesco Bearzatti (sax tenore), Maria Vicentini (violino), Giancarlo Schiaffini (trombone e tuba), Danilo Gallo (contrabbasso), Romano Todesco (contrabbasso e fisarmonica), Luca Grizzo (percussioni), Zeno De Rossi (batteria).

Album information

Title: Howl | Year Released: 2011 | Record Label: Caligola Records


About Claudio Cojaniz

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