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Federico Calcagno: gli album che sto ascoltando

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1. Michele Mazzini, A Flemish Fantasy, (Produzione Indipendente, 2021).

Un lavoro sperimentale che nasce durante la pandemia, un collage di suoni sintetizzati e registrati da Michele Mazzini, artista italiano di base ad Amsterdam poco conosciuto, nonché principalmente clarinettista. Una testimonianza interessante di come la creatività non possa essere stroncata, nemmeno da un'emergenza globale. Molti musicisti hanno cambiato o scoperto nuovi strumenti per far esprimere l'indole creativa; questo lavoro ne è un esempio, mettendo al centro il processo improvvisativo e collaborativo.

2. Christopher Dell, Alterity Stream, (enw, 2021).

Il vibrafonista e compositore Cristopher Dell sorprende tutti pubblicando una registrazione del 2000, dopo 21 anni. L'unione tra un quartetto jazz e un quartetto di fiati tipico della musica classica, attraverso l'utilizzo di strutture seriali e improvvisazioni. Un tentativo di "Third Stream" all'inizio del nuovo millennio. Con Theo Jörgensman al clarinetto...

3. Caroline Davis, Alula, (New Amsterdam Records, 2019).

Trio della scena creativa di New York, guidato dalla sassofonista e compositrice Caroline Davis, accompagnata da Greg Saunier alla batteria e Matt Mitchell ai sintetizzatori. Notevoli risultati timbrici e grande interplay.

4. Okkyung Lee, Dahl-Tah-Ghi, (Pica Disk, 2018).

Concerto registrato dal vivo all'interno del museo-mausoleo Emanuel Vigelang in Oslo. Un riverbero di ben 18 secondi avvolge questa sala misteriosa: non a caso la violoncellista Okkyung Lee esplora regolarmente gli spazi in cui si esibisce, rispondendo all'atmosfera, al pubblico o agli oggetti che la circondano, per produrre un'esperienza coinvolgente.

5. Koma Saxo, Live, (We Jazz Records, 2021).

Ho avuto la fortuna di sentire questo progetto del bassista scandinavo Petter Eldh realmente dal vivo. Questo disco è semplicemente esplosivo, come tutti i loro live. Sia la sezione ritmica—con Lillinger alla batteria— che i fiati sono strabilianti. Caldamente consigliato agli amanti di Ornette Coleman, Eric Dolphy, Charles Mingus, e non solo.

6. Anna Webber, Idiom, (Pi Recordings, 2021).

Le notevoli doti compositive e improvvisative di Anna Webber vengono sottolineate dalla produzione del doppio CD Idiom. Il primo vede il suo trio, mentre il secondo presenta una large ensemble composta da dodici elementi. Coinvolgente l'utilizzo di specifiche tecniche estese strumentali con le quali vengono costruite le composizioni.

7. Javier Subatin, Mountains, (Habitable Records, 2021).

Il secondo album della nascente etichetta Habitable Records mette in luce il chitarrista argentino Javier Subatin. Esponente della scena jazzistica portoghese, è senza dubbio uno dei chitarristi più singolari in circolazione in Europa. Mountains propone composizioni del chitarrista alternate a momenti improvvisativi.

8. Roland Kirk, Rip, Rig and Panic, (Limelight Records, 1965).

Un Roland Kirk in splendida forma, con la presenza di Elvin Jones alla batteria, Richard Davis al contrabbasso e Jaki Byard al pianoforte. Swing eccezionale e forte marcatura blues e gospel, con un pizzico di ironia.

9. Pedro Carneiro & Pedro Melo Alves Bad Company, (Clean Feed, 2021).

L'incontro tra Pedro Carneiro, esperto di musica contemporanea, e Pedro Melo Alves, nuovo esponente di rilievo della scena jazzistica portoghese. Per gli amanti delle percussioni con qualche colore in più: marimba con estensione microtonale e batteria preparata.

10. Kirke Karja 4et, Wrong Kind of Paradise, (Produzione Indipendente, 2019).

Kirke Karja, pianista di Tallin, è una delle voci più significative nella scena europea giovanile di oggi. Wrong Kind of Paradise è il secondo album del suo quartetto.

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