All About Jazz

Home » Articoli » Catching Up With

1

Emma-Jean Thackray: assolutamente unica

Emma-Jean Thackray: assolutamente unica
Emmanuel Di Tommaso By

Sign in to view read count
Se ognuno di noi dà suono e voce a ciò che ha dentro, e che proviene dall'universo circostante, nel modo più puro, allora possiamo rendere il mondo un posto migliore e vivere insieme come una vera comunità —Emma-Jean Thackray
Compositrice, polistrumentista, cantante, produttrice, band-leader, solista e DJ, Emma-Jean Thackray è una delle giovani musiciste più talentuose e versatili della scena internazionale. Dopo due EP di grande successo (Ley Lines e Walrus), la Thackray ha iniziato una collaborazione con Makaya McCraven e altri membri della scena jazz di Chicago. Il suo singolo "Too Shy" è stato inserito sia in Where We Come From (CHICAGOxLONDON Mixtape) di McCraven che nel suo debutto con la sempre più influente etichetta discografica International Anthem, un vinile 12" che si avvale nel B-side di un rifacimento di "Run 'Dem" di McCraven da parte del guru della scena londinese Gilles Peterson.

Il percorso artistico della Thackray è assolutamente unico, fondato su una commistione di influenze eclettiche e su una profonda considerazione della musica come opportunità di condivisione di emozioni e di riflessioni. In questa intervista condotta dopo la sua recente performance al Bronson Club di Ravenna, Thackray condivide i suoi pensieri sulla musica, sui sogni e sulla realtà.

All About Jazz: Sembri guidata dal desiderio di abbattere i confini che separano i generi musicali e lasciare le emozioni scorrere fuori di te e verso gli ascoltatori, le cui percezioni diventano parte dello stesso atto creativo. Come sei riuscita a sviluppare un approccio alla musica così aperto e fondato sulle emozioni?

Emma-Jean Thackray: In questo momento della mia vita, non penso molto alla musica che sto creando. Nel senso che cerco semplicemente di essere aperta e seguire l'istinto. Lavoro molto sull'intuizione, è l'unica cosa che posso fare, considerato tutto il lavoro che c'è dietro. Ho dedicato la mia intera vita ad apprendere questo mestiere, ad affinare le mie sonorità, a imparare a suonare i miei strumenti e a comporre e fare gli arrangiamenti, ecc. Ho investigato e rielaborato ogni suono che ho ascoltato, osservo sempre mentre ascolto, indipendentemente dal genere e dal tipo di musica.

Sono capace di smontare i suoni e analizzarli e ho sviluppato una sorta di abilità nell'ascoltare le tonalità musicali come fossero numeri. Ho passato così tanto tempo nelle trascrizioni—dagli assoli di Miles Davis ai ritmi dei Dream Theater, ai testi orchestrali— che posso praticamente vedere gli spartiti nella mia mente nel momento in cui ascolto qualcosa. È quello che faccio costantemente, apprendere nuovi elementi ed espandere la mia mente, cosìcché quando si tratta di comporre o improvvisare sul palco, non devo pensare, posso sollo essere me stessa ed entrare in quella condizione di "flusso" in cui posso affidarmi totalmente all'intuito.

AAJ: Si potrebbe dire che la tua musica suona sperimentale e accessibile allo stesso tempo. Si tratta di una scelta precisa o è piuttosto la naturale conseguenza di questo tuo approccio fondato sul "vivere il momento"?

EJT: Direi che è in parte una scelta cosciente e in parte un'intuizione istantanea, che accade, come detto prima, grazie a una dura preparazione. Ho lavorato molto per cercare un equilibrio nella mia musica. Per come la vedo io, la musica dovrebbe essere al servizio di tre cose: il corpo, la mente e l'anima. Vorrei che la mia musica fosse esplorativa e "sperimentale" ma sempre fondata sul ritmo, e su una buona melodia. E quindi nella mia musica puoi trovare queste sonorità folli che tuttavia sono ben ancorate al riff di un basso, e i testi, che a tratti possono risultare asciutti, sono cantati con una melodia orecchiabile. In altre parole, gli aspetti più complessi del lavoro sono semplificati dalla combinazione con altri elementi che sono più facili da assorbire. Tutto è bilanciato.

AAJ: Sembra che fra le giovani generazioni di musicisti stia emergendo un rinnovato interesse per l'improvvisazione e per la registrazione in contesti live. Cosa pensi di queste tendenze?

EJT: L'improvvisazione è molto importante e, nonostante la tendenza alle produzioni di massa e omologanti—che si tratti di musica, vestiti, cibo o qualsiasi altra cosa—le persone stanno riscoprendo ciò che è importante. Inoltre, il jazz si sta costantemente evolvendo e c'è una maggiore diffusione e commistione con altri generi e modalità di ascolto. Il jazz sta raggiungendo il popolo, e il popolo si sta risvegliando.

AAJ: La dimensione collaborativa è molto importante per te. Con chi ti piacerebbe collaborare se dovessi scegliere un artista in particolare?

EJT: Mi piacerebbe molto collaborare con DOOM. Ho amato il suo flusso fin dalla prima volta che l'ho ascoltato, e poi le sue rime interne e i suoi ritmi folli. Ho trascritto la sua musica e i suoi versi e mi sono resa conto della sua follia. Sono sempre stata attratta anche dalla scena beat di Los Angeles, e tutti i musicisti che in qualche modo ne fanno parte, gente come Georgia Anne Muldrow, Thundercat, Knxwledge, Kiefer, Mndsgn, e poi rimpiango ogni giorno la collaborazione mai avvenuta con il grande Ras G, che riposi in pace. Avevamo parlato di questa collaborazione ma poi la vita si è messa di mezzo.

AAJ: Hai recentemente iniziato una collaborazione con Makaya McCraven e altri membri della scena jazz di Chicago. Quali sono le differenze fra la scena jazz di Chicago e quella di Londra? Che contributo può portare questa famiglia jazz che unisce Chicago e Londra alla musica contemporanea?

EJT: Ogni artista ha la propria storia, e anche se a Chicago stanno realizzando qualcosa di veramente unico, a volta capita che le nostre storie si intersechino, così come le nostre influenze e il nostro approccio di artisti. Io sto provando a realizzare qualcosa di importante, come anche i ragazzi di Chicago, quel qualcosa che nutre e proviene da ciò che abbiamo dentro. Se ognuno di noi dà suono e voce a ciò che ha dentro, e che proviene dall'universo circostante, nel modo più puro, allora possiamo rendere il mondo un posto migliore e vivere insieme come comunità. Possiamo rendere il mondo un posto sicuro per esprimere sé stessi come apripista e mostrando a tutti ciò che abbiamo dentro attraverso la musica. Posso dire dal profondo della mia anima che tutte le persone che conosco a Chicago stanno realizzando qualcosa di importante.

AAJ: La scena jazz di Londra è sempre stata molto vibrante con alcune fasi particolarmente prolifiche, come la metà degli anni '80 con i Jazz Warriors e Loose Tubes e i musicisti che da lì provenivano, da Django Bates a Courtney Pine, da Iain Ballamy ai fratelli Arguelles. Quali sono le circostante che hanno portato all'attuale "esplosione" della scena londinese, e com'è questa fase in relazione alle precenti?

EJT: Prima di tutto, un pensiero speciale per Iain Ballamy— uno dei miei insegnanti nel periodo degli studi. Io penso che tutto ciò ha a che fare con la caratteristica di melting pot di culture che esiste nel Regno Unito, e in particolare a Londra, e con il fatto che lì stiamo lasciando che il jazz evolva, contaminandolo con influenze derivanti non solo dalla musica pop e dance, ma anche dal folk/pop e da altri patrimoni culturali, come quello dell'Africa Occidentale o della Polonia tanto per fare un paio di esempi. Questo è sempre accaduto nel jazz. Dalla sua nascita in poi c'è stata un'evoluzione continua attraverso la musica dance e pop di un determinato periodo, la differenza è che nell'attuale fase i musicisti jazz non restano confinati nel club jazz; il jazz è più accessibile, ha raggiunto i grandi festival, i club, le stazioni radio più importanti, le playlists in streaming. Un maggiore numero di persone ci ascolta e quindi un maggior di persone è entrata in contatto con noi.

AAJ: Dopo i primi due acclamati EP, stai attualmente attraversando l'Europa in tour. Cosa possono aspettarsi i tuoi fan nei prossimi mesi?

EJT: A breve inizierà l'avventura con la mia nuova etichetta discografica "Movementt," nell'ambito della famiglia "Warp," e organizzeremo una serie di uscite ed eventi speciali connessi al suo lancio. Tutto ciò che sarà pubblicato da Movemett avrà come obiettivo quello di scuotere il corpo, la mente e l'anima. Musica che mette in equilibrio la follia con ciò che fa tendenza, con l'improvvisazione a tenere insieme il tutto e oltrepassando le divisioni di genere. Il mio nuovo EP "Rain Dance" sarà pubblicato a marzo e credo che rispecchi dal punto di vista sonoro il profilo dell'etichetta e possa mostrare al mondo le modalità di lavoro che preferisco: suonare dal vivo, produrre ed eseguire assoli, campionare me stessa e molto altro. Suonare oltre le linee di confine e mandare al diavolo le ottuse etichette di genere.

Photo credit: Matthew Benson

Watch

Tags

Shop for Music

Start your music shopping from All About Jazz and through our retail affiliations you'll support us in the process.


MUSICSTACK

Rare vinyl LPs and CDs from over 1,000 independent sellers

AMAZON

CDs, Vinyl, Blu-Ray DVDS, Prime membership, Alexa, SONOS and more

HD TRACKS

Specializing in high resolution and CD-quality downloads

CD UNIVERSE

Specializing in music, movies and video games

REVERB

Marketplace for new, used, and vintage instruments and gear

More