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COR: COR

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COR: COR
Questo sontuoso lavoro di un trio di musicisti assai eclettici, COR (in portoghese "colore"), dal titolo omonimo, nasce diversi anni fa per iniziativa di Claudio Puntin, in occasione di un festival organizzato al Palazzo dell'Opera Wagneriana "Markgräflichen Opernhaus" di Bayreuth e che, significativamente, si intitolava Grenzüberschreitungen ("Scavalcando i confini").

Dei membri del gruppo, due sono svizzeri - Puntin e Samuel Rohrer - e uno brasiliano - Joao Paulo Esteves da Silva. Tutti, però, sono estremamente eclettici: Puntin è tra i più singolari clarinettisti in circolazione, usa indifferentemente strumenti dal piccolo in la bemolle al contrabbasso e mescola con naturalezza jazz, classica, contemporanea e persino folk (clicca qui per leggere la recensione del suo Berge Versetzen, dedicato alla Svizzera con la Lucerne Jazz Orchestra); Rohrer, il più giovane dei tre, oltre lavorare assieme a Puntin in vari contesti suona con Helge Lien, Wolfert Brederode e ha gruppi a proprio nome; Joao Paulo ha studiato e frequentato la classica, ma anche la tradizione sefardita, suona regolarmente con artisti brasiliani quali Maria João, sebbene si occupi ormai prevalentemente di jazz.

Tale eclettismo, riunito qui in un contesto di impianto cameristico, dà vita a sorprendenti meraviglie: tensioni timbriche che richiamano la poetica di Louis Sclavis (i due "Ikarus," "Entrée des artistes" e, in generale, i brani a firma del clarinettista), episodi più lirici e tuttavia marcati dal forte contrasto con l'intensità dinamica ("Maio amor"), sperimentazioni sonore, nelle quali acustica ed elettrica si fondono nella ricerca di espressività originali ("Natto"), autentiche pause cameristiche ("Au Mary's Hotel," "Langsam Gehen," in cui è straordinario il suono del clarone di Puntin).

La varietà tematica, l'abilità e l'espressività dei musicisti, la ricerca di sonorità, la libertà di molte delle tracce fanno di questo CD una vera gemma, che si ascolta e riascolta con ripetuto piacere. Altissimo il livello generale, sul quale spiccano tuttavia due delle tre tracce interamente improvvisare: "Bluesao," intensissima su uno sfondo lirico, nella quale Puntin sperimenta sonorità elettroacustiche al clarinetto basso, quasi trasformandolo in una chitarra elettrica; e "Meditation," lungo, cangiante e tuttavia coerentissimo dialogo tra i tre, dalle forti suggestioni sia melodiche che dinamiche.

Un disco superbo di tre eccellenti musicisti poco valorizzati dalla critica.

Da non perdere.

Track Listing

1. Ikarus (Puntin) - 5:22; 2. Ikarus part 2 (Puntin) - 2:43; 3. Natto - (Esteves, Puntin, Rohrer) - 3:40; 4. Au Mary’s Hotel (Puntin) - 5:11; 5. Entrée des artistes (Puntin) - 10:41; 6. Cathedral triangles (Rohrer) - 4:31; 7. Langsam gehen (Rohrer) - 5:17; 8. Bluesao (Esteves, Puntin, Rohrer) - 6:18; 9. Meditation (Esteves, Puntin, Rohrer) - 10:49; 10. Maio amor (Esteves) - 7:06.

Personnel

Claudio Puntin (clarinetto, clarinetto basso, clarinetto Eb, voce, giocattoli elettronici), Joao Paulo Esteves Da Silva (piano, voce), Samuel Rohrer (batteria, percussioni).

Album information

Title: COR | Year Released: 2011 | Record Label: The Jazz Cafe

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