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Gratkowski - Robertson - Nabatov - Manderscheid: Celebrations

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Gratkowski - Robertson - Nabatov - Manderscheid: Celebrations
Prendi un quartetto di eccellenti improvvisatori, quattro strepitosi musicisti dalla reputazione consolidata, che non hanno più nulla da rischiare, niente da imparare e ancor meno da dimostrare. Immagina che un’etichetta indipendente tra le più coraggiose e rinomate li sostenga con fiducia incondizionata e, come al solito, conceda carta bianca ai propri pupilli. Aggiungi a tutto ciò il fatto che le strade dei fantastici quattro (scusate, ma non ho resistito alla citazione fumettistica), pur essendosi sfiorate numerose volte, non hanno mai avuto l’occasione di incrociarsi.

Adesso, prova a visualizzare una serata live in una delle roccaforti storiche del free europeo (il Loft di Colonia), una di quelle occasioni speciali che rendono l’ascolto un’esperienza indimenticabile.

Risultato: un disco assolutamente perfetto!

Sbagliato. Fortunatamente, il jazz non è una scienza esatta e le ricette, anche se gli ingredienti sono di estrema qualità, non sempre soddisfanno il palato.

Intendiamoci, nel corso di un’ora scarsa di improvvisazione radicale, i passaggi degni d’attenzione e menzione non mancano (e come potrebbero?). D’altro canto, la classe cristallina e la fama da “duri e puri” dei personaggi coinvolti garantiscono un elevato tasso di imprevedibilità e di avventurosa spigolosità.

Eppure, il prolifico e poliedrico Gratkowski (recentemente ascoltato nel doppio Loft Exil V, nell’inusuale Triskaidekaphonia e nello splendido Vis-à-Vis al fianco di Mengelberg), l’onnipresente Robertson, l’apolide Nabatov (reduce dall’intrigante Steady Now) e il fido Manderscheid, questa volta non convincono.

Il problema è che, ascolto dopo ascolto, la musica respinge rabbiosamente, allontana, esclude. La sensazione è che l’ora scarsa di serrato confronto fra i quattro sia una faccenda privata, una questione dannatamente personale che non ammette intrusioni e lascia attoniti spettatori.

Forse dal vivo sarebbe stata tutta un’altra storia; forse comodamente seduti in prima fila saremmo stati travolti e conquistati dal peregrinare armonico del flusso e dall’affascinante ricerca dei limiti del proprio strumento.

Forse. Quel che resta è la certezza che tutto ciò, ormai, non ci riguarda.

Visita i siti di Frank Gratkowski, Simon Nabatov, Herb Robertson e Dieter Manderscheid.

Personnel

Frank Gratkowski: woodwinds.

Album information

Title: Celebrations | Year Released: 2007 | Record Label: Original Jazz Classics

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